Bce pronta ad intervenire nuovamente

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Le precedenti tranche Ltro non avevano dato frutti auspicati (per lo meno, sull’economia reale), ma la Banca Centrale Europea sa bene che le aste di liquidità e i programmi di acquisto sono strumenti comunque graditi ai mercati finanziari, e utili per cercare di evitare il timore che all’orizzonte si è oramai da tempo stagliato: la deflazione, la rincorsa al ribasso dei prezzi, in grado di legarsi in maniera consolidata alla flessione dei consumi e, pertanto, al danneggiamento di qualsiasi speranza di ripresa.

Secondo quanto affermato da Mario Draghi poche ore fa, nel medio termine vi sarebbe un evidente “peggioramento delle prospettive di inflazione”, il quale, naturalmente, “richiederebbe un più ampio programma di acquisti di attività”. Ne consegue che, afferma il governatore dell’istituto banchiere europeo, “il Consiglio direttivo si impegna, unanimemente, a utilizzare strumenti sia non convenzionali che convenzionali per affrontare con efficacia i rischi connessi a un periodo troppo prolungato di bassa inflazione”.

Niente di nuovo, comunque, sotto la luce del sole. Draghi aveva già manifestato la scelta di lasciare i tassi di interesse di riferimento ai minimi storici dello 0,25% anche nell’ultima seduta del board dell’Eurotower, aggiungendo, in quell’occasione, di essere pronto a lanciare nuove misure straordinarie. Le annotazioni di oggi arricchiscono tuttavia gli interpreti del Draghi-pensiero, considerato che il governatore ha specificato che “attraverso le indicazioni prospettiche (forward guidance) vogliamo dare l’idea del livello atteso dei tassi di interesse futuri e intendiamo fugare le incertezze al riguardo rafforzando la comunicazione sulla nostra funzione di reazione”.

In estrema sintesi, dalle parole del governatore sembra essere emersa una valutazione ben condivisibile. Il momento è difficile e la crisi, sebbene abbia attenuato alcune morse, è ben lungi dal considerarsi superata: la stretta del credito bancario alle imprese e alle famiglie è solamente uno dei tanti aspetti che continuano a tormentare i pensieri del board della Bce e, poter fronteggiare tali spettri, è oramai necessario un intervento straordinario. Per tale motivo non è da escludere che la Bce possa rispolverare le vecchie tranche Ltro (effettuate tra il 2011 e il 2012 allo scopo di offrire denaro liquido alle banche, a prezzi convenienti), replicando tale strategia nel breve e medio termine. In alternativa o in aggiunta, non è da escludersi che la Bce possa procedere con l’acquisto di asset per poter immettere liquidità sul mercato. Nessuna strategia innovativa ma, in effetti, la cura più drastica è forse anche quella meno creativa.