Bce pronta a nuove misure non convenzionali

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Reduce da una settimana particolarmente vibrante sotto il profilo degli annunci, la Banca Centrale Europea non sembra aver voglia di fermarsi, e nel suo consueto bollettino mensile annuncia di essere pronta a nuove misure non convenzionali. Nel proprio report statistico l’istituto monetario sottolinea infatti come la crescita dell’area euro sia per lo meno deludente, e che l’inflazione stenta a ripartire (lasciando pertanto in aria l’ombra più temuta, quella dello strattone deflattivo che potrebbe dare il colpo di grazia a uno scenario economico – finanziario già di per sé particolarmente provato da oltre 5 anni di profonde difficoltà congiunturali).

Alla luce di quanto premesso, la Banca Centrale Europea si è dichiarata pronta a intervenire con nuove misure di alleggerimento monetario. Che, espresso in altri termini, sta a significare che se l’ultimo taglio dei tassi di interesse, con immissione di nuovo credito nel sistema economico europeo, non fosse sufficiente, Mario Draghi potrebbe definitivamente convincersi a lanciare un quantitative easing che, finora, sembra sia stato ostacolato prevalentemente dalla posizione dei tedeschi, contrariati da un così possibile interventismo dell’Eurotower. Non è tuttavia affatto scontato che la propria posizione non possa cambiare già nel breve e medio termine.

Nel suo report, il Consiglio della Banca Centrale Europea ha dichiarato come l’istituto sia “unanime nel suo impegno a ricorrere anche a strumenti non convenzionali, nel quadro del proprio mandato, qualora si rendesse ancora necessario affrontare rischi connessi con un periodo di bassa inflazione eccessivamente prolungato”. A preoccupare gli analisti dell’Eurotower è, principalmente, il lento – lentissimo – corso della ripresa, che rimane più debole delle attese, “sebbene dai mercati del lavoro provenga qualche ulteriore segnale di miglioramento, la disoccupazione resta elevata”.

Quest’anno la Bce ha tagliato le stime sul Pil dell’Eurozona per il 2014, prevedendo una crescita non più dell’1,2%, quanto dell’1%. Migliorano le previsioni per il 2015, con una spinta che dall’1,5% sale all’1,7%. Per quanto invece attiene il 2016, permangono le attese di uno sviluppo dell’1,8%. In ambito disoccupazione, il tasso è stimato in calo all’11,8%.