Bankitalia: più prestiti alle famiglie ma i tassi di interesse salgono

Prestiti alle famiglie

Nuovo balzello in avanti dei prestiti alle famiglie, che a gennaio 2016 salgono ancora, come negli ultimi due mesi del 2015, dello 0,8 per cento. A registrare il dato in continua crescita la Banca d’Italia, nell’ultimo quadro sulle principali voci dei bilanci bancari.
Il trend di crescita dei prestiti alle famiglie dura ormai dall’estate scorsa, prima a un ritmo più lento e adesso con uno stabile +0,8% sui dodici mesi. Segno che gli istituti bancari stanno gradualmente allargando i cordoni del credito, per consentire alle famiglie bisognose di fare fronte alle difficoltà di bilancio e facilitare la ripresa dei consumi.
Diverso il trend dei prestiti bancari alle imprese private (escluse le società finanziarie), che secondo i dati di Bankitalia ha ripreso a scendere di quasi un punto percentuale dopo la breve parentesi positiva del novembre scorso (+0,2%), dovuta verosimilmente alla diversa scadenza fiscale per i versamenti in autotassazione (fissata nel 2015 al 30 novembre).
I prestiti generali al settore privato, corretti dalla Banca d’Italia per tener conto di cartolarizzazioni e di altri movimenti creditizi sui bilanci degli istituti bancari, registrano nel complesso una risalita che a gennaio 2016 è arrivata a sfiorare quota zero, dopo i quasi due punti percentuali in negativo di un anno fa.Prestiti alle famiglie

Tassi di interesse per i prestiti alle famiglie: si torna a 8,50% (TAEG) per il credito al consumo

Meno positivi, almeno per le famiglie, le notizie relative ai principali tassi di interesse bancari per il credito al consumo. Dopo una lenta discesa durata un anno intero e culminata con il raggiungimento di un TAEG inferiore agli 8 punti percentuali nel dicembre 2015 (7,92%), il dato di gennaio 2016 riporta tassi di interesse pari a 8 punti e mezzo, pari a quelli di un anno fa. Stabili, invece, i tassi d’interesse sui mutui erogati per l’acquisto di abitazioni che rimangono intorno al 2,85 per cento, comprese le spese accessorie.
Più credito per i consumi delle famiglie da parte delle banche, dunque, ma a condizioni peggiori. Per non rischiare di accumulare rata su rata e di indebitarsi oltre misura, diventa così sempre più importante per le famiglie bisognose sapersi destreggiare nella giungla del mercato del credito al consumo, spesso reso ancora più complesso da una terminologia nei contratti di finanziamento fatta di voci e sigle di difficile comprensione.
Continua invece la graduale discesa dei tassi di interesse per il credito bancario riservato alle imprese private di natura non finanziaria, almeno per quanto riguarda i prestiti di “modica” entità (fino a un milione di euro). A gennaio 2016 la Banca d’Italia registra un tasso del 2,78%, ossia lo 0,61% in meno rispetto a un anno fa).

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