Banche: la Vigilanza regolamentare, guida alle partecipazioni detenibili

L’articolo 53 del TUB definisce l’ambito di intervento della vigilanza regolamentare stabilendo che Banca d’Italia, in conformità delle deliberazioni CICR, emani disposizioni riguardo:

  1. Adeguatezza patrimoniale,
  2. Contenimento del rischio nelle sue diverse configurazioni
  3. Partecipazioni detenibili
  4. Organizzazione amministrativa e contabile ed ai controlli interni
  5. Informativa da rendere al pubblico sulle materie dettate in precedenza.

In questa guida svilupperemo la nostra attenzione sulla disciplina in materia di diritto societario relativo al comparto bancario in particolare sulle partecipazioni detenibili.

Partecipazioni detenibili da parte delle banche: criteri e limiti

L’assunzione di partecipazioni da parte delle banche si realizza nel rispetto di precisi criteri e limiti. Ad un limite quantitativo generale, per il quale la somma dei valori degli investimenti in partecipazioni ed in immobili non deve eccedere l’ammontare del patrimonio di vigilanza, si affiancano altre disposizioni, distinte a seconda che si tratti di:

  • Partecipazioni in banche, in società finanziarie e strumentali, nonché in imprese di assicurazione,
  • Partecipazioni in imprese non finanziarie.

Per le partecipazioni del primo tipo, è previsto l’intervento della Banca d’Italia solo nell’ipotesi di superamento di soglie qualificate. L’acquisizione di partecipazioni in società strumentali è soggetta ad autorizzazione preventiva qualora ne comporti il controllo. Nei restanti casi, di partecipazione in banche, società finanziarie ed imprese di assicurazione, l’autorizzazione è richiesta per l’acquisizione di partecipazioni superiori a:

  • Al 10% ed al 20% del capitale della società partecipata e, in ogni caso, per le partecipazioni di controllo,
  • Al 10% del patrimonio di vigilanza del partecipante.

Le partecipazioni in imprese assicurative sono soggette anche ad un limite di detenibilità pari al 40% del patrimonio di vigilanza del partecipante. Per le banche appartenenti ad un gruppo bancario tale limite è innalzato al 60% del patrimonio individuale, a condizione che sia comunque rispettato il limite consolidato del 40%.

Quadro riepilogativo: partecipazioni in banche, società finanziarie, strumentali ed imprese di assicurazione

Soggetti partecipati
Banche e società finanziarie Imprese di assicurazioni Società strumentali
Soglie autorizzative 10%, 20% e controllo del capitale del partecipato ovvero 10% del patrimonio di vigilanza del partecipante 10%, 20% e controllo del capitale del partecipato ovvero 10% del patrimonio di vigilanza del partecipante Controllo del capitale del partecipato
Limiti per la detenzione nessuno 40% del patrimonio di vigilanza del partecipante nessuno

Partecipazioni detenibili dalle banche: evoluzione normativa

Con Provvedimento emanato in data 28 agosto 2006, il Governatore di Bankitalia ha disposto definitivamente l’abrogazione della norma con la quale si prevedeva l’obbligo di comunicare all’Organo di vigilanza il progetto di acquisizione di una partecipazione di controllo prima che esso venisse sottoposto agli organi aziendali competenti per l’approvazione dell’iniziativa. Nell’ipotesi, dunque, di operazioni tese ad acquisire il controllo su una banca o una società finanziaria capogruppo, l’istanza di autorizzazione, deve essere tempestivamente trasmessa a Banca d’Italia, una volta presa la relativa decisione da parte degli organi aziendali competenti.

Partecipazione in imprese non finanziarie: disciplina banca-industria

La disciplina concernente l’assunzione di partecipazioni in imprese non finanziarie, improntata al principio della separatezza banca-impresa o banca-industria, si presenta molto più restrittiva della precedente in considerazione dei rischi di liquidità e di concentrazione connessi a simili investimenti. A tale fine vengono sanciti dei limiti che, legati alla struttura organizzativa ed alla dimensione dei fondi propri della banca partecipante, rientrano nel sistema di regole a presidio dell’adeguatezza del patrimonio, per la realizzazione di opportune forme di copertura del rischio e di obiettivi di tutela prudenziale. L’analisi dei contenuti della regolamentazione richiede di distinguere tra banche ordinarie, banche abilitate e banche specializzate.

Partecipazioni di banche ordinarie in imprese non finanziarie

Per le banche ordinarie vale la disciplina generale che prevede:

  • Un limite complessivo, secondo cui il totale delle partecipazioni non può eccedere il 15% del patrimonio della banca partecipante. Per evitare il rischio di un’eccessiva immobilizzazione dell’attivo, le partecipazioni non quotate nei mercati regolamentati non possono superare il 50% di tale limite,
  • Un limite di concentrazione che vieta la partecipazione al capitale di una singola impresa o gruppo di imprese superiore al 3% del patrimonio bella banca partecipante,
  • Un limite di separatezza che fissa al 15% del capitale dell’impresa partecipata il limite massimo di intervento azionario della banca. Il superamento di detta soglia è ammesso, purchè il valore della partecipazione sia inferiore all’1% del patrimonio del partecipante ed il totale di tali eccedenze sia contenuto entro l’1% del patrimonio medesimo.

Partecipazioni di banche abilitate in imprese non finanziarie

Le banche abilitate sono rappresentate da intermediari con un patrimonio di vigilanza pari o superiore ad 1 miliardo di euro, con un requisito di adeguatezza patrimoniale complessivo pienamente soddisfacente, autorizzate da Banca d’Italia, su loro richiesta ad una maggiore operatività. In tale caso, mentre il limite di separatezza resta al 15% de capitale della partecipata, il limite complessivo è innalzato al 50% del patrimonio di vigilanza ed il limite di concentrazione al 6% del patrimonio di vigilanza.

Partecipazioni di banche specializzate in imprese non finanziarie

Per gli intermediari specializzati, ovvero per gli enti creditizi che presentano, oltre alle caratteristiche delle banche abilitate, una struttura del passivo costituita prevalentemente dalla raccolta a medio-lungo termine, il limite complessivo è posto solo per le partecipazioni qualificate, che non possono superare il 60% del patrimonio di vigilanza; il limite di concentrazione sale al 15% del patrimonio di vigilanza; il limite di separatezza si mantiene al 15%.

Partecipazioni bancarie: considerazioni finali e prospettiche

Sebbene la revisione normativa di Banca d’Italia, l’esigenza per il prossimo recente futuro, in linea con l’evoluzione del comparto bancario, è quella di rivedere la disciplina delle partecipazioni bancarie, semplificando le procedure di acquisizione di partecipazioni in imprese finanziarie ed assicurative ed estendendo notevolmente, allineandoli alle soglie comunitarie, i limiti all’investimento in capitale di rischio di imprese non finanziarie. A fronteggiare i rischi connessi con le più ampie opportunità di acquisizione di partecipazioni industriali ed i pericoli di commistione concorreranno le tecniche di misurazione e gestione del rischio nonché i presidi in termini di governance e di trasparenza.

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