Banche: guida utile al Corporate Investment e Merchant Banking, nuovi orizzonti evolutivi

Con la crisi economica, la globalizzazione e l’accesa competitività sul mercato bancario, l’operare di alcuni fattori quali la dilazione del fabbisogno di credito alle imprese e la limitatezza del mercato finanziario in termini di intermediari e di strumenti hanno determinato un’eccessiva concentrazione della domanda di risorse finanziarie presso il canale bancario.

La situazione in continua evoluzione ha evidenziato la necessità di rivedere il rapporto intercorrente tra banca ed imprese, intervenendo soprattutto sugli elementi di inefficienza che, per troppo tempo, l’hanno contraddistinto quale la prassi del pluri-affidamento. In questa guida, poniamo l’attenzione sui fattori di debolezza che hanno connotato a lungo il recente passato delle banche e, in ottica moderna e di evoluzione futura, si pone il fulcro della discussione sulla necessità della banca di essere l’intermediario di prodotti e servizi bancari e di offrire alla clientela Corporate, un servizio di consulenza olistica a 360 gradi, oltre ad essere un valido interlocutore e socio d’impresa.

Banche e fidi multipli con il mondo Corporate: quali limiti

Con il termine di fidi multipli, in un recentissimo passato, si è originata una patologia di frammentazione delle relazioni creditizie che hanno ostacolato la raccolta di informazioni rilevanti sull’effettiva situazione economica, finanziaria e patrimoniale degli affidati. In pratica, è risultata pregiudicata l’efficacia della funzione di screening al momento di concessione del finanziamento aziendale ed il monitoring in tempi successivi all’erogazione del capitale finanziario.

La multibancarietà ha disincentivato le imprese a ricercare nuove modalità di finanziamento inducendo a surrogare forme di copertura finanziaria di investimenti a carattere duraturo con il ricorso del credito a breve termine.

Merchant banking: vantaggi della banca “socia d’impresa”

Hanno contributo all’attenuazione dei fattori di debolezza sopra citati, nel comparto bancario, lo sviluppo di attività di corporate e investment banking, la definizione di politiche di customer relationship.

In linea con l’evoluzione normativa e di scenario, oltre che di rinnovate esigenze della clientela bancaria, la partecipazione della banca al capitale dell’impresa si pone quale ulteriore condizione per facilitare la trasmissione di informazioni, aumentando così l’efficacia delle decisioni di finanziamento e per accrescere il controllo esercitabile dalla banca sul management dell’impresa, evitando scelte di investimento non vantaggiose.

I benefici connessi con l’acquisizione e la successiva elaborazione di informazioni sulla clientela Corporate risultano massimizzati qualora la banca sia a pieno titolo insider dell’impresa, vale a dire quando essa grazie alla detenzione di quote partecipative di capitale, può prendere parte alle decisioni relative al governo societario. La posizione di socio d’impresa può costituire un fortissimo incentivo a seguire più attivamente le vicende aziendali.

L’opportunità di intensificare il rapporto tra banca ed impresa tramite la partecipazione dell’ente creditizio al capitale dell’impresa risponde ad obiettivi strategici di rafforzamento della customer relationship, assolutamente estranei alla volontà del banchiere di surrogarsi alla volontà dell’imprenditore nella conduzione e nella gestione della propria azienda.

Corporate e Investment banking: evoluzione della strategia di offerta di prodotti e servizi bancari

L’attività di Corporate e Investment Banking individua l’offerta da parte dell’intermediario bancario di un’ampia ed articolata gamma di prodotti e di servizi ad elevato valore aggiunto, finalizzata ancora una volta al consolidamento delle relazioni con l’impresa. Tra le principali aree di intervento ritroviamo il merchant banking, ossia la già sopra citata attività di assunzione di partecipazioni azionarie in imprese non finanziarie; il corporate finance vale a dire l’approntamento di servizi ad elevato contenuto consulenziale, come quelli a sostegno delle operazioni di acquisizioni e di fusioni; l‘investment banking coincidente con il supporto fornito alle imprese che intendono reperire sul mercato risorse finanziarie attraverso l’emissione di titoli azionari e/o obbligazionari.

Banche: la strategia di Customer Relationship con il mondo imprenditoriale

Le politiche di customer relationship poggiano sulla definizione da parte della banca di interventi specificatamente modellati sulle necessità delle imprese. Per tale via risulta alimentato un loop per cui la disponibilità di un apprezzabile patrimonio informativo della clientela consente di finanziare le imprese più meritevoli; dal canto loro queste ultime, consapevoli di trovare completa soddisfazione finanziaria presso la banca, hanno interesse a mantenere la relazione durevole nel tempo.

Il rapporto banca ed impresa supera la natura conflittuale che, per diversi anni, lo ha caratterizzato per trasformarsi in un rapporto di tipo collaborativo. Fino ad un recente passato era opinione e prassi consolidata che il ramo nobile dell’attività bancaria fosse costituito dal segmento della clientela Corporate; ciò per dire che l’interesse del management bancario fosse rivolto preferibilmente al soddisfacimento delle richieste finanziarie di qualsiasi tipologia di clientela.

Tuttavia, l’elevata rischiosità media dei fidi alle imprese assieme alle pressioni concorrenziali ed al fenomeno della disintermediazione bancaria ha spinto le banche a rivolgersi a nuovi segmenti di mercato. Di qui, l’approccio commerciale a favore del settore dei privati, nella prospettiva di interessanti opportunità di natura reddituale e strategica; dal lato della domanda non deve essere trascurata la crescente propensione all’indebitamento, quale fondamentale variabile propulsiva.

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