Banca Etruria: la Procura ha notificato gli avvisi di chiusura indagine

Questa mattina la Procura della Repubblica di Arezzo ha notificato gli avvisi di chiusura indagine, relativi all’accusa di bancarotta fraudolenta, per i 180 milioni di euro concessi da Banca Etruria ma mai rientrati, oltre all’ex presidente Giuseppe Fornasari l’avviso è stato ricevuto anche a Lorenzo Rosi per il periodo in cui ricopriva il ruolo di Consigliere.

Banca Etruria, chi sono gli indagati

Tra gli indagati di Banca Etruria, oltre ai sopracitati Fornasari e Rosi, fanno parte direttori, ex consiglieri di amministrazione, manager e alcuni noti imprenditori di Arezzo. La Procura ha comunicato che nel caso in cui nessuno degli indagati si sottoporrà all’interrogatorio o a presentare la documentazione richiesta, verrà firmata la richiesta di rinvio a giudizio tra fine gennaio ed inizio febbraio 2017.

Per quanto riguarda Pier Luigi Boschi la Procura non ha contemplato nessuna ipotesi di reato, perché da Vicepresidente non ha deliberato nessun finanziamento.

Di particolar attenzione per la Procura sono le aperture concesse alle società Privilege Yard per 30 milioni di euro, Società Sacci per 60 milioni, San Carlo Borromeo, Isoldi, alla Pegasus, alla High Facing, alla Castelnuovese ed a un cantiere navale di Civitavecchia.

Destinatari degli avvisi di garanzia

Gli avvisi di chiusura indagine sono stati recapitati a: Alberto Bonaiti, Federico Silvestro Baiocchi, Sergio Bertani, Ugo Borgheresi, Luigi Bonollo, Luca Bronchi, Gianpaolo Crenca, Laura Del Tongo, Enrico Fazzini, Paolo Luigi Fumi, Giovanni Inghirami, Carlo Maggiore, Andrea Orlandi, Carlo Platania, Rossano Soldini, Augusto Federici, Piero Burzi, Giovan Battista Cirianni, Gianpaolo Crenca, Alberto Rigotti, Giorgio Natalino Guerrini, Giuseppe Fornasari e Lorenzo Rosi.

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