Bagnai shock: Italia commissariata per favorire la Germania?

La scintilla che ha fatto scoppiare la polveriera è stata la conferenza stampa tenuta da Mario Draghi il 7 agosto. In quell’occasione, il numero uno della Bce ha criticato lo stato di salute dell’Italia e ha proposto una soluzione. Quest’ultima ha destato perplessità in molti analisti e soprattutto nel professore Alberto Bagnai, famoso economista anti-euro, che in un’intervista al Fatto Quotidiano ha espresso una visione dei fatti piuttosto allarmante: la Bce punta a commissariare l’Italia per favorire la Germania.

Ma andiamo con ordine. Le parole di Draghi si sono rivelate molto dure per la maggior parte dei paesi dell’Eurozona. Ha dapprima scansato ogni responsabilità sul ritorno della recessione in alcune sacche dell’Europa e poi ha dato la colpa ai governi nazionali. Questi, in particolare, si sarebbero rivelati incapaci di realizzare delle riforme, tanto politiche quanto economiche, in grado di eliminare gli ostacoli che si frappongono alla crescita. Tra i virtuosi, come al solito, c’è la Germania (che però ha fatto il suo in tempi di vacche grasse e con il sostegno europeo) mentre tra i cattivi spicca l’Italia.

La soluzione, dunque, sta nelle riforme. La questione delle regole europee non è nemmeno in discussione: quelle rimangono come sono. Draghi però ha pigiato il pedale sull’acceleratore ed è giunto a una conclusione: se i governi nazionali non sono capaci di fare le riforme, tocca all’Europa farle al posto loro. Questo concetto è stato espresso più elegantemente con il termine “cedere sovranità”, ma tant’è: già i paesi sono stati privati della possibilità di fare economia, adesso dovrebbero essere privati anche di decidere sui propri ordinamenti costituzionali o su tematiche interne. Se non è un’ingerenza questa…

Se per molti il tema della cessione di sovranità – che altri chiamano romanticamente “integrazione Ue” – denota semplicemente un atteggiamento della Bce troppo europeista, per altri, forse più smaliziati, rappresenta la punta dell’iceberg di un disegno ben più preoccupante e deprecabile dal punto di vista morale. Tra questi ultimi, ovviamente, c’è Bagnai.

Il ragionamento del professore abruzzese è il seguente: dal momento che a cedere sovranità politica dovranno essere solo quei paesi non in grado di fare le riforme, il provvedimento assume le sembianze di un vero e proprio commissariamento. Guarda caso, tra i paesi da commissariare c’è l’Italia, che è storicamente il rivale più ostico della Germania dal punto di vista economico (soprattutto se si volge lo sguardo al settore manufatturiero). E quindi: “Proporre il commissariamento dell’Italia su questi temi è una strategia che serve a fare un favore a Berlino”.

Questo ragionamento potrebbe apparire contiguo alle classiche teorie del complotto, eppure quadra: risulterebbe troppo assurdo, altrimenti, spiegare l’atteggiamento della Bce che prevede, in generale, l’utilizzo di soluzioni troppo simili alle cause che hanno generato il problema stesso. Questo particolare c’entra poco con il tema delle risorse, ma tra i motivi del commissariamento c’è la questione dei conti pubblici. La Bce propone di raggiungere una disciplina di bilancio attraverso tecniche che, in verità, fanno aumentare il debito: non è un caso che questo sia aumentato a vista d’occhio proprio nel periodo in cui l’Italia ha iniziato a rispettare i diktat della Bce.