Azioni Ferrari: 52 dollari per il debutto

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Oggi il titolo della Ferrari, sotto il nome di “Race”, debutta a Wall Street a 52 dollari per azione e a farne le spese sono i titoli della Casa Madre FCA che perdono il 4% in apertura in Europa.

La FCA ha comunicato l’ammontare di azioni ordinarie offerte in 17.175.000 per una capitalizzazione di 893,1 milioni di dollari.

L’offerta Ipo delle azioni “race” durerà fino al 26 ottobre e in molti scommettono nel tutto esaurito, mentre alla Casa madre resterà l’80% del pacchetto azionario.

Dopo l’iniziale 4% di perdita le azioni della FCA sembrano essersi livellate a metá mattinata a 13,9 euro, con una perdita percentuale del 2,2%. Tra i motivi indicati dagli analisti i benefici ottenuti nelle scorse settimane con il titolo in risalita grazie al dieselgate della tedesca Volkswagen e l’effetto Ferrari, che avevano aiutato le azioni a conquistare un netto +31%.

Niente di grave dunque per la Fiat-Chrysler che sta attendendo anche gli sviluppi che potrebbero portare ad una sanzione europea gli accordi fiscali del gruppo in Lussemburgo, in cui è coinvolta anche Starbucks nei Paesi Bassi. Il verdetto arriverà oggi e potrebbe riguardare anche l’Ipo Ferrari, anche se gli analisti speravano in un prezzo di 53 dollari per la Rossa che invece ha rispettato il limite massimo della forchetta.

Il prezzo, definito di fascia alta, ha comunque entusiasmato il mercato, paragonandolo al collocamento di Alibaba che gli analisti ricordano allo stesso modo.

Oggi, il valore azionario del Cavallino Rampante sarebbe di 10 miliardi circa, ma quel che più è importante secondo l’AD di FCA Marchionne, è che il brand Ferrari non soffre di recessioni, essendo il suo acquisto anche affettivo.

In questo l’ottima tenuta del fatturato durante la crisi, a partire dal 2008, è un testimone importante per i mercati che vedono l’azione Ferrari quasi come un bene rifugio.

All’inizio del prossimo anno l’azienda verra scorporata dalla Casa madre Fiat-Chrysler per entrare nell’orbita Exor con gli Agnelli detentori del 24% del capitale e Piero Ferrari del 10%.

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