Autocertificazione Carichi Pendenti, tutte le novità

Se un tempo noi italiani potevamo fregiarci di alcuni riconoscimenti internazionali derivanti dalla nostra millenaria storia culturale, con l’avvento della Prima Repubblica e di quella che viene denominata storicamente la Seconda Repubblica, l’Italia ha conquistato nuovi e differenti primati del tutto negativi come la dilagante corruzione sia privata che nella pubblica amministrazione o come l’evasione fiscale. Per arginare questi problemi si sono tentate differenti strade e strategie, l’ultima delle quali la creazione dell’Autorità nazionale anticorruzione e della modifica della legislazione per quanto riguarda gli appalti e la gestione della cosa pubblica. E’ proprio in questo settore che molto spesso si sente parlare dell’ autocertificazione carichi pendenti e quella del casellario giudiziale, di cui nei prossimi paragrafi vedremo nel dettaglio l’utilità e il funzionamento, con le dovute differenze fra le due certificazioni.

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Prima di addentrarci nella spiegazione dettagliata di cosa sia un’ autocertificazione carichi pendenti, quali sono le modalità per richiederla e quali sono i casi nei quali viene richiesta obbligatoriamente, è bene specificare come premessa qual è il valore legale di un’autocertificazione sia in ambito pubblico che in ambito privato.

Quella che in gergo giuridico viene definita dichiarazione sostitutiva di certificazione è stata introdotta primariamente nel 1968 ma attuata soltanto nel 1997, trovando poi una definitiva collocazione in un decreto del Presidente della Repubblica nel 2000 che ne disciplina l’utilizzo nei vari casi, principalmente per autodichiarare il possesso di titoli e requisiti necessari per partecipare o usufruire dei servizi offerti dalla pubblica amministrazione.

Fra le dichiarazioni sostitutive di certificazione si colloca anche quella dei carichi pendenti e casellario giudiziale, di cui vedremo i dettagli e le differenze facendo riferimento ai casi specifici in cui potrebbero servire.

Autocertificazione carichi pendenti: contenuto e modalità di ottenimento

Dopo aver visto in linea generale cos’è un’autocertificazione o una dichiarazione sostitutiva di certificazione e la ratio per cui è stata prevista la sua introduzione nella legislazione italiana, vedremo in particolare i carichi pendenti cosa sono e quali informazioni vengono rilasciate attraverso un’autocertificazione di questo tipo e da quali enti può essere richiesta o ritenuta obbligatoria.

L’ autocertficazione carichi pendenti è un documento su carta semplice, quindi senza la necessità di apporre la marca da bollo, con la quale il dichiarante afferma di non avere alcun carico pendente di tipo penale in corso e quindi di non essere imputato in alcun processo o di essere stato soggetto ad un rinvio a giudizio da parte di un pubblico ministero. Sebbene, dopo una prima inquadratura delle informazioni che si possono ricavare da un’ autocertificazione carichi pendenti, sembrerebbero pochi i casi in cui si renderebbe utile il suo utilizzo, questa tipologia di certificazione è in realtà necessaria per l’ottenimento, ad esempio, del permesso di soggiorno in Italia, per la presentazione di richiesta del passaporto, per la presentazione delle pratiche di adozione, per la partecipazione ad una gara d’appalto pubblica o in alcuni casi specifici per adempiere a richieste da parte dell’autorità giudiziaria stessa.

A differenza del normale certificato dei carichi pendenti, rilasciato dalla Procura della Repubblica Italiana a seguito della richiesta da parte della persona fisica o giuridica interessata o da parte di un suo tutore se interdetto ai pubblici uffici, essa prevede un iter di utilizzo e ottenimento molto più semplice e soprattutto senza la necessità di pagare le normali tasse per i diritti di segreteria e per le due marche da bollo, tenendo conto che su internet sono facilmente scaricabili e stampabili i moduli standard per ottenere la propria autocertificazione carichi pendenti. Inoltre se si abita in una delle città principali italiane, trovare il modulo di riferimento è ancora più immediato con la ricerca su un qualsiasi motore di ricerca delle parole chiave carichi pendenti milano o carichi pendenti roma, con la possibilità di scaricarli senza un costo aggiuntivo.

Inoltre i vantaggi riscontrabili rispetto ad un normale certificato dei carichi pendenti è che quest’ultimi richiedono un tempo di rilascio sicuramente non immediato rispetto a quello dell’autocertificazione, tenendo conto dei normali giorni lavorativi richiesti dagli uffici della Procura della Repubblica competente per la propria provincia di residenza per il rilascio di tutta la documentazione. L’unico caso in cui si debba far riferimento obbligatoriamente al normale certificato dei carichi pendenti è quello degli immigrati e degli extracomunitari provenienti da un Paese non facente parte dell’Unione Europea, i quali per ottenere un permesso di soggiorno non possono utilizzare un’autocertificazione.

Autocertificazione carichi pendenti, casellario giudiziale e agenzia delle entrate

Nella premessa all’inizio della guida sull’ autocertificazione carichi pendenti abbiamo specificato come molto spesso vengono accostati i certificati inerenti ai carichi pendenti, che come abbiamo visto fanno riferimento ai processi in corso di natura penale non ancora passati in giudicato, a quelli sul cosiddetto casellario giudiziale, di cui vedremo le caratteristiche e le differenze rispetto ai carichi pendenti.

Il certificato del casellario giudiziale o l’autocertificazione del casellario giudiziale sono due documenti previsti al più negli stessi casi specificati per quello dei carichi pendenti, nel quale sono annotati tutti i processi ed i procedimenti giudiziari di carattere penale e civile passati in giudicato, ossia conclusi con una sentenza da parte del giudice. Nello specifico se si richiede il certificato casellario giudiziale generale si otterranno tutti i dati inerenti ai provvedimenti definitivi di natura penale, amministrativa e civile che hanno coinvolto l’intestatario del certificato, mentre se si richiede quello civile o solamente quello penale si otterranno i procedimenti previsti da ciascuna tipologia di certificazione richiesta.

Così come l’autocertificazione carichi pendenti, anche quello del casellario giudiziale può essere richiesto dall’interessato o da un suo delegato, dalle pubbliche amministrazioni o dai gestori di pubblici servizi, dall’autorità giudiziaria penale o dall’avvocato difensore della persona rimasta vittima di un reato che ha coinvolto una determinata persona giuridica o fisica.

Al di là di queste due principali tipologie totalmente differenti di certificazione che riguardano comunque il coinvolgimento di un determinato soggetto giuridico in processi di materia penale, civile o amministrativa, la legislazione italiana ha previsto anche la possibilità di richiedere una certificazione dei carichi pendenti agenzia delle entrate, tramite la quale gli stessi richiedenti previsti e riconosciuti per i due precedenti certificati o autocertificati, possono venire a conoscenza di processi in corso su persone giuridiche e fisiche iscritte all’Anagrafe tributaria concernenti il pagamento delle imposte dirette, la tassazione e le procedure previste per la partita IVA o per le imposte indirette. In quest’ultimo caso il certificato dei carichi pendenti agenzia delle entrate potrebbe rivelarsi utile non soltanto per la pubblica amministrazione che voglia accertare i requisiti e i titoli di una determinata azienda che partecipa ad una gara d’appalto pubblica, ma anche per tutti coloro che vogliono iniziare un nuovo rapporto economico o lavorativo con un determinato soggetto giuridico e vogliono essere sicuri di avere di fronte un interlocutore che non ha problemi di natura fiscale o finanziaria con lo Stato o con società terze.

In definitiva l’autocertificazione carichi pendenti rappresenta una grossa semplificazione della burocrazia italiana che permette a tutte le persone interessate o bisognose del rilascio di questa tipologia di certificato, di usufruirne senza gli svantaggi o i costi del normale certificato rilasciato dalla Procura della Repubblica competente per la provincia in cui si risiede, conservando ugualmente alcuni vantaggi e caratteristiche come la scadenza temporale di validità riconosciuta per entrambe che è stata fissata a sei mesi dal primo rilascio ufficiale.