Auto storiche: esenzione bollo auto e assicurazione agevolata

Le auto cosiddette storiche beneficiano di molti sconti e agevolazioni

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Una Fiat tipo

Vuoi per il fatto che il nostro sistema legislativo sia farraginoso, vuoi per la generosità di chi lo interpreta, talvolta è possibile ridurre o eliminare alcune tasse restando ovviamente nel rispetto della legge.

Un esempio ci viene offerto dalla possibilità di iscrivere la propria auto o moto nel registro delle auto storiche, le quali sono soggette ad esenzione dal bollo e il pagamento di una tassa di circolazione che però ha il sapore della simbolicità. Non arrivando a trenta euro, cambiando comunque da regione a regione. Una macchina è considerata storica se passano vent’anni. In fondo, neanche un quarto di secolo. Alla luce di ciò, ad oggi, già una Fiat Tipo, la Uno o una Panda precedente al restyling, automobili dunque ancora utilizzate e in circolazione, sono considerate storiche. Con tutti i vantaggi che ciò comporta: assicurazione agevolata a circa 250 euro annuali, senza classi di merito. Ma non solo. Vediamo di seguito i vari vantaggi e un esempio concreto.

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Una Fiat tipo “storica”

Auto storiche: il bollo auto

Il bollo auto è un tributo locale previsto per auto e moto immatricolate nel nostro Paese e dovuta alla propria regione di residenza. Pertanto, varia da Regione a Regione. La categoria di appartenenza è considerata una tassa di proprietà dei veicoli, dunque non di circolazione. Alla luce di ciò, il bollo auto deve essere pagato se si usa il veicolo o meno. Un’escamotage da parte dello Stato per ottenere il suo pagamento ‘a prescindere’ da parte del proprietario. Non va comunque esposto come avveniva per l’assicurazione. Per la quale, come noto, dall’ottobre 2014 non è prevista più l’esposizione sul parabrezza. Per le auto storiche non è dunque dovuto.

Auto storiche: assicurazione agevolata

Per poter far ottenere la qualifica di auto storica al proprio veicolo, basterà che siano passati vent’anni dalla prima immatricolazione. L’auto viene iscritta all’Asi (ma è una pratica che espleta anche l’Aci) al prezzo di 260 euro e ciò consente subito lo sconto sul bollo, per una riduzione di diverse centinaia di euro. Stesso dicasi per il passaggio di proprietà. Quanto all’assicurazione, come detto, costerà molto bene con evidenti differenze rispetto a quella ordinaria specie in alcune zone d’Italia ben più alte rispetto alla media. L’assicurazione costa infatti circa 250 euro annui e non sono previste classi di merito. Pertanto, anche in caso di incidenti di cui si ha colpa, la classe resta invariata.

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Una Fiat Uno

Bollo auto: un esempio concreto

La trasmissione in onda di domenica sera su Raitre, Report, ha fatto un esempio concreto per far capire ai telespettatori quanto si risparmi col trucco del bollo auto. L’esempio è quello di una Fiat Croma di 20 anni: per quest’auto si dovrebbe pagare un bollo pari a 328 euro, invece, una volta iscritta come auto d’epoca, si dovrà versare solo la tassa di circolazione, pari a 38 euro. Altri benefici riguarderanno il passaggio di proprietà, il quale dovrebbe costare 338 euro e invece costa solo 25 euro. Un paradosso, questo dello Stato, dato che da un lato incentiva gli automobilisti a vendere la propria auto vecchia mediante ecoincentivi, ma dall’altro rende molto conveniente tenerla. Ma l’Italia, si sa, è il Paese dei paradossi.

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1 commento

  1. E’ grazie a discussioni come questa fatte evidentemente da chi di auto ne capisce molto poco che il nostro buon governo ha deciso di decimare chi le auto storiche le considera come tali e non “scassoni da risparmio” e dal buon sticchi damiani che voleva subentrare al posto dell’ASI come organo di certificazione ( organo è tutt’ora …ma di altro tipo ) e ora mi trovo a dover rinunciare ad alcune delle mie auto comprate e mantenute con sacrificio ….!! grazie di cuore !

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