Austerità e Recessione. Naomi Klein aveva previsto tutto

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Uscì nel 2007 “Shock Economy”, il libro di Naomi Klein, giornalista tra le più famose del mondo. La crisi economica non era ancora iniziata, il mondo occidentale si crogiolava in un benessere che, tra alti e bassi, si pensava non dovesse finire mai. E invece nel testo della Klein c’è il presente dispotico in cui viviamo oggi: austerity, recessione, smantellamento dello stato sociale, abolizione di diritti. Perché quello che stiamo passando non è prerogativa dell’oggi, ma puro e semplice passato che si ripete.

Shock Economy” rivela una verità a lungo taciuta. Esistono momenti in cui una nazione ha paura, versa in uno stato di difficoltà, subisce uno shock, appunto. Uno shock che non per forza è economico; la Klein parla di catastrofi naturali, sconvolgimenti politici e via dicendo. E’ proprio in quei momenti che la scuola economica ultra-liberista, ultra-monetarista e “avida” si inserisce. Offre soluzioni drastiche, proponendosi come ultima barriera prima del caos. E invece non si tratta di soluzioni ma di misure che impoveriscono lo stato con la scusa della liberalizzazione: si privatizzano i servizi, si vendono i beni pubblici, si taglia, si tassa. Tutto si sposta in mano ai grandi investitori, pronti ad azzannare le fasce indifese della popolazione.

La Klein è divisa tra due posizioni: credere che lo sciacallaggio della finanza sia un effetto collaterale, enorme e ignorato (per insipienza o per connivenza), di soluzioni pessime ma “lastricate di buone intenzioni”; o credere che lo scopo di tutto e il fine di tutto sia proprio lo sciacallaggio. In ogni caso, la teoria liberista ne esce con le ossa frantumate. La stessa teoria liberista che oggi ha raggiunto il suo apice e che è stata utilizzata come arma impropria con cui sconfiggere la crisi.

La Klein ha umiliato l’ultra-liberismo perché ne ha predetto gli usi e gli effetti. L’ultra-liberismo si utilizza quando un popolo è debole e impaurito,scriveva nel suo libro. E in effetti Monti è arrivato quando la paura di “finire come la Grecia” attanagliava gli italiani. L’ultra-liberismo distrugge lo stato sociale e ammazza la crescita, nella speranza di una ripresa a lunghissimo termine. E in effetti l’Europa è piombata in una nuova, fortissima recessione, i cui effetti sono stati sottostimati persino dalla Bce.

La Klein non è un oracolo, non ha la sfera di vetro. Per capire cosa sarebbe successo da lì a poco (si ricordi che scrisse il libro nel 2007) ha gettato uno sguardo nella seconda metà del Novecento, da Friedman in poi, economista le cui teorie (tra cui quella della mano invisibile del mercato) dominano in Europa. La Klein ha notato che proprio nei momenti di paura, di shock di uno Stato sono arrivati i “monetaristi” a dettare legge, con esiti devastanti. Dettarono legge nel primo governo Pinochet, in Cile, dettarono leggere in Russia dopo il crollo dell’Urss (si ricordano ancora i morti per fame). E’ successo persino dopo lo tsunami in Indonesia nel 2004. Le modalità di azione sono sempre le stesse.