Attestato di Prestazione Energetica: dal 1° ottobre nuove regole

L’Attestato di Protezione Energetica (APE) degli edifici diventa unico per tutto il territorio nazionale e deve prevedere una metodologia di calcolo omogenea. Questa è la principale novità contenuta nel decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 26 giugno 2015 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 162 del 15 luglio 2015) e che entrerà in vigore dal prossimo 1° ottobre nelle regioni e province autonome che non hanno ancora adottato specifiche disposizioni in materia di certificazione energetica o che, pur avendo già legiferato, abbiano recepito esclusivamente le prescrizioni della direttiva 2002/91/Ce e non quelle della direttiva 2010/31/Ue.Le altre regioni, invece, avranno tempo fino all’1 ottobre 2017.

Vediamo le principali novità. Innanzitutto le classi energetiche diventano 10, dalla A alla G: rispetto alla normativa precedente, la classe A viene spacchettata in quattro (la A4 sarà quella migliore in assoluto). Inoltre, l’attestato sarà valido dieci anni. Il nuovo APE deve indicare la prestazione energetica globale dell’edificio, sia in termini di energia primaria totale che di energia primaria non rinnovabile (è questo indice che determina la classe energetica); la qualità energetica del fabbricato; i dati relativi all’uso di fonti rinnovabili, le emissioni di anidride carbonica e l’energia esportata; le proposte per migliorare l’efficienza energetica dell’immobile.
L’attestato deve essere redatto da un certificatore energetico, abilitato ai sensi del  Regolamento 75/2013, che deve effettuare almeno un sopralluogo presso l’edificio o l’unità immobiliare oggetto di valutazione.

E come ogni altra normativa, anche questa porta con sé le relative sanzioni. A carico del certificatore che rilascia un APE non corretto si possono avere multe da 700 a 4.200 euro; a carico del direttore dei lavori, in caso di mancata presentazione dell’APE al Comune, la multa va da 1.000 a 6mila euro; qualora il costruttore/proprietario non redigesse l’APE per edifici nuovi, ristrutturati, messi in vendita o in affitto, rischierebbe infine una multa da 3mila a 18mila euro.
Resta ben inteso che gli attestati di prestazione energetica redatti prima di tale data manterranno la loro validità fino alla scadenza naturale.