Assicurazione: lotta alle frodi, scatola nera e attestato di rischio

Negli ultimi anni, la normativa assicurativa (cfr. D.L. 1/2012, conv. in L. 27/2012) ha inciso maggiormente sulle “frodi assuntive“, cioè su quelle in fase di stipula della polizza, tra cui rientra il caso di chi assicura un veicolo già danneggiato e poi, simula che il sinistro sia avvenuto durante la validità della polizza o, addirittura, si faccia indennizzare il “finto” furto di un mezzo ridotto a rottame come se fosse in perfetto stato. Tanti i casi di frodi che vengono commessi dai contraenti nei confronti delle Compagnie di assicurazione: per questo motivo, la normativa si fa più severa e più attenta a non danneggiare ulteriormente i bilanci delle Compagnie stesse.

Visita precontrattuale auto: ispezione e scatola nera

Le Compagnie assicurative possono richiedere prima della stipula di una polizza R.C. auto se il contraente possa sottoporre ad ispezione il veicolo. Se il controllo sul veicolo avviene in fase pre-contrattuale, deve essere applicata una percentuale di sconto (di entità minima non precisata).

Si tratta di un’agevolazione tariffaria prevista anche se l’automobilista, oltre al caso succitato (visita precontrattuale), accetti di installare una scatola nera che consenta di controllare il suo stile di guida o di ricostruire meglio gli incidenti, limitando le frodi. In tale caso, la riduzione del premio non è fissata, ma si prevede che debba essere significativa: si ricorda che i costi sostenuti di installazione, disinstallazione, sostituzione, etc. siano a carico della Compagnia.

Le Compagnie possono così richiedere, ai sensi della normativa, che i contraenti, i quali presentino proposte per l’assicurazione cogente R.C. auto, di sottoporre volontariamente il veicolo ad ispezione, prima di sottoscrivere il contratto assicurativo. Qualora si proceda a questa fase di ispezione, le Compagnie praticano una riduzione tariffaria rispetto alle tariffe sancite.

Nel caso in cui il soggetto assicurato acconsenta all’installazione di meccanismi elettronici che registrino e monitorino l’attività del veicolo, i c.d. dispositivi meglio conosciuti come scatola nera o equipollenti, i costi e gli oneri che ne derivano dall’installazione sull’auto sono a carico dell’Industria di Assicurazione, la quale deve praticare una riduzione nella scontistica tariffaria rispetto alle tariffe sancite.

Attestato di rischio telematico: novità e lotta alle truffe

Il secondo comma dell’articolo 32 del Provvedimento legislativo sopra citato ha introdotto un’importante novità: l’attestato di rischio telematico. Infatti, non sarà più necessario presentarlo alla nuova Compagnia di assicurazione con cui si ha intenzione di assicurare il proprio veicolo, perchè l’impresa lo acquisirà direttamente dai database ufficiali. L’attestazione sullo stato di rischio all’atto della stipula della polizza R.C. auto è acquisita direttamente dall’impresa assicuratrice o, meglio dall’intermediario operante per conto della stessa (Agenti, Broker e/o Subagenti), per via telematica attraverso i database elettronici.

Gli attestati di rischio non devono contenere solo il numero dei sinistri (eventuali) per ciascuno degli anni precedenti ma, devono specificare anche la tipologia di danno liquidato a persone e/o a cose. Ciò eviterà che si possano presentare attestati contraffatti e consentirà alle imprese assicurative di tenere debitamente conto anche di quei sinistri che si verificano tra la fine del “periodo di osservazione” e la scadenza contrattuale e che, in caso di disdetta del negozio giuridico, non figurerebbero sull’attestato di rischio cartaceo.

Insomma, una vera e propria novità e rivoluzione digitale volta a contenere i costi di truffa cagionati ai danni dei bilanci delle Companie di assicuraziobe e, a tutela, delle Good Practices operanti sul mercato dell’Industria assicurativa. In pratica, si elimina una frode che consiste nel denunziare il sinistro solo negli ultimi 60 giorni di validità della polizza R.C. auto, anche se si è verificato prima.

Sinistro e visita del perito assicurativo

La nuova normativa regola anche la fase ex post che occorre ai sinistri: per i sinistri con i soli danni alle cose, è stato introdotto un periodo minimo obbligatorio di almeno 5 giorni non festivi, durante i quali il veicolo danneggiato deve essere messo a disposizione della Compagnia per la visita del perito e, solo dopo l’auto può essere riparata.

Inoltre, in caso di fondato sospetto di frode, la Compagnia assicurativa può non fare alcuna offerta di risarcimento; in tale caso di “truffa sospetta“, il danneggiato non può chiedere alla Compagnia copia degli atti del sinistro. In questa casistica, la stessa Compagnia assicurativa ha un mese di tempo per approfondire il caso e comunicare le sue decisioni in merito.

I termini per il risarcimento si sospendono anche quando il danneggiato rifiuta di sottoporre il veicolo o se stesso agli accertamenti della Compagnia assicurativa necessari alla valutazione del danno (in caso di danni a persone). Fino a che questo impedimento e rifiuto di sottoporre il veicolo ad accertamenti si protragga nel tempo, la Compagnia è legittimata a non formulare nessuna offerta risarcitoria.

L’articolo 32 del D.L 1/2012 (terzo comma) dispone, inoltre, che in caso di sinistro, nel modello della denuncia debba essere indicato i luogo, i giorni e le ore in cui le cose danneggiate sono disponibili per l’ispezione diretta ad accertare l’entità del danno. Al fine ultimo di consentire questa ispezione, le cose danneggiate devono essere messe a disposizione per l’accertamento per non meno di 5 giorni non festivi, dal giorno di ricevimento della richiesta di risarcimento da parte dell’assicuratore. Il danneggiato potrà procedere alla riparazione delle cose danneggiate solo dopo lo spirare di questo termine.

Qualora, le cose danneggiate non siano state messe a disposizione per l’ispezione nei termini previsti, ovvero siano state riparate prima dell’ispezione stessa, l’impresa, ai fini dell’offerta risarcitoria, effettuerà le proprie valutazioni sull’entità del danno solo previa presentazione di fattura che attesti gli interventi riparativi effettuati. Resta fermo il diritto dell’assicurato al risarcimento anche qualora ritenga di non procedere alla riparazione

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