Asset tokenizzati: 31 miliardi on-chain, e a comprare è Wall Street
Gli asset del mondo reale tokenizzati hanno raggiunto 31 miliardi on-chain (+400%). A guidare sono le istituzioni: bond, credito, oro.
La tokenizzazione, cioè portare su blockchain strumenti finanziari tradizionali come bond, azioni e materie prime, ha superato la fase degli esperimenti. Il dato importante riguarda chi sta comprando: le istituzioni stanno arrivando prima dei piccoli investitori. Titoli di Stato americani targati BlackRock e Franklin Templeton, credito privato, e persino l’oro digitale che comincia a muoversi come quello vero. Insomma la finanza tradizionale si sta muovendo.
Cosa sono gli RWA (e perché il 2026 è l’anno della svolta)
RWA sta per real-world assets: asset del mondo reale. Sono rappresentazioni digitali, emesse e gestite su blockchain, di strumenti finanziari tradizionali come titoli di Stato, azioni, quote di fondi, credito, materie prime o immobili.
L’idea è unire due mondi: la solidità di un sottostante tradizionale e i vantaggi tecnici della blockchain, cioè accesso 24 ore su 24, regolamento quasi istantaneo e meno intermediari.
Un esempio concreto: invece di comprare un fondo monetario tramite la banca, con i suoi orari e tempi di regolamento, se ne può detenere una versione tokenizzata che si muove come un normale token, ma con lo stesso sottostante alle spalle.
Per anni è rimasta una promessa. Nel 2026 è diventata un mercato: il valore degli asset del mondo reale tokenizzati su blockchain pubbliche ha raggiunto circa 31 miliardi di dollari a luglio, distribuito su 167 piattaforme e in mano a oltre 960.000 detentori.
Approfondimento Real World Asset (RWA): come funziona la tokenizzazione degli asset reali
Senza contare le stablecoin, il mercato è cresciuto di oltre il 400% rispetto a gennaio 2025. Non è più un angolo sperimentale della finanza on-chain, ma un canale che inizia ad avere un peso. Per dare un ordine di grandezza: diciotto mesi prima quel mercato valeva circa 6 miliardi; oggi ne vale oltre 31, e continua a spostarsi verso i prodotti che le istituzioni conoscono già.
Il Tesoro americano guida: BUIDL e BENJI
Il debito pubblico americano è il primo asset che si sta tokenizzando in questo momento.
I titoli del Tesoro USA sono oggi l’asset class più grande e più liquida del mercato RWA, perché uniscono un rendimento basso e familiare all’accesso on-chain.
Non a caso i due prodotti simbolo arrivano da due giganti della finanza tradizionale: il fondo BUIDL di BlackRock, il più grande singolo prodotto con circa 2,5 miliardi di dollari, presente su otto blockchain, con dividendi distribuiti ogni giorno e accettato come collaterale su piattaforme come Binance e Deribit; e il token BENJI di Franklin Templeton, che rappresenta un fondo monetario governativo americano e nel maggio 2026 ha toccato circa 2,47 miliardi.
I grandi numeri della tokenizzazione (luglio 2026)
| Voce | Valore | Note |
| Mercato RWA totale | ~31 mld $ | +400% da gen 2025 · 961.073 detentori |
| BlackRock BUIDL | ~2,5 mld $ | il singolo prodotto più grande · 8 blockchain |
| Franklin Templeton BENJI | ~2,47 mld $ | fondo monetario USA on-chain (mag 2026) |
| Credito privato on-chain | ~3,2 mld $ | +180% da inizio 2025 |
| Rete leader | Ethereum ~65% | seguita da BNB Chain |
Fonti: Chainalysis (The New Rails, giu 2026), rwa.xyz e Yellow (lug 2026).
Accanto ai Treasury cresce, ancora più in fretta in termini percentuali, il credito privato on-chain: circa 3,2 miliardi di dollari a inizio 2026, in aumento di circa il 180% rispetto all’inizio del 2025.
La rete dominante rimane ancora una volta quella di Ethereum, che ospita circa il 65% del valore tokenizzato, seguita da BNB Chain. Un segnale di quanto il mercato stia diventando serio è arrivato a febbraio 2026, quando BUIDL è diventato negoziabile su Uniswap tramite UniswapX: la finanza istituzionale che incontra la DeFi.
Il motivo per cui i Treasury sono utilizzati è semplice: offrono un rendimento prevedibile e un rischio basso, ciò che ogni tesoriere cerca, con in più la possibilità di muoverli a qualsiasi ora e di usarli come garanzia.
BUIDL distribuisce dividendi ogni giorno, consente trasferimenti tra pari 24 ore su 24 ed è accettato come collaterale sulle varie piattaforme. E’ quello che aggiunge in pratica la tokenizzazione, cioè un asset molto più utile.
Perché le istituzioni stanno investendo
Molti si chiedono perché una blockchain viene usata o meno, ma la vera domanda è se effettivamente serva a qualcosa.
Per la tokenizzazione contano eccome. Rispetto ai sistemi tradizionali, portare un asset on-chain offre accesso ai mercati 24 ore su 24, regolamento quasi istantaneo e meno intermediari da pagare. In più, la trasparenza del registro pubblico consente di monitorare in tempo reale flussi e controparti, un aspetto che si sposa bene con i requisiti di compliance e gestione del rischio.
Lo stiamo vedendo con piattaforme come xStocks che permettono di negoziare su Kraken sulle azioni anche quando i mercati sono chiusi.
Ecco perché il capitale istituzionale arriva prima del retail: gli RWA rappresentano un canale di distribuzione nuovo per prodotti che già esistono. Chi tokenizza un fondo o un bond non inventa un asset, cambia il modo in cui lo vende e lo regola.
E come in ogni cambio di infrastruttura, chi si muove presto tende a raccogliere un vantaggio sproporzionato: è la scommessa dietro le mosse di BlackRock, Franklin Templeton e degli altri che stanno costruendo adesso.
Approfondimento Azioni tokenizzate: come funzionano
L’inversione: gli RWA sono la porta d’ingresso delle istituzioni
Per anni abbiamo avuto un settore dominano dagli appassionati, solo dopo sono arrivati gli “istituzionali”.
Con gli RWA succede il contrario. Misurando il tempo impiegato dalle diverse categorie per raggiungere il miliardo di dollari di valore dalla prima emissione on-chain, quelle istituzionali corrono molto più veloci: il credito asset-backed ci ha messo 6,1 mesi, la finanza specializzata 21,5 mesi, mentre categorie più al dettaglio come le materie prime hanno impiegato 36,2 mesi e le azioni non hanno ancora superato il miliardo.
Analizzando quasi 400.000 indirizzi che detengono RWA emerge un’inversione ancora più chiara: gli asset del mondo reale non sono la tappa finale di un utente esperto, ma spesso il motivo per cui un’istituzione arriva on-chain per la prima volta.
Le categorie istituzionali, come la finanza specializzata e il credito asset-backed, sono detenute quasi solo da portafogli nuovissimi, che hanno ricevuto il primo token RWA entro una settimana dalla creazione: wallet costruiti apposta o inseriti in whitelist per gestire quegli asset.
Le categorie più retail, invece, come materie prime, azioni e fondi, vedono la partecipazione di portafogli cripto-nativi già attivi da tempo. È il segno di un mercato che entra dalla porta principale della finanza, non dal retro.
Questo apre una domanda ancora senza risposta: quei portafogli isolati e whitelisted resteranno la norma, oppure col tempo i confini si sfumeranno, aprendo la tokenizzazione a un pubblico più ampio?
Dobbiamo capire se diventeranno un mercato di massa o no.
L’oro tokenizzato comincia a comportarsi come quello vero
Un altro test di maturità è capire se un asset tokenizzato si muove come il suo equivalente tradizionale.
Chainalysis lo ha misurato sull’oro, confrontando la correlazione a 45 giorni tra i volumi dell’oro tokenizzato e quelli dell’oro reale , su un campione che ha catturato 40,5 miliardi di dollari di volumi di oro tokenizzato. Come riferimento è stata usata la correlazione tra un paniere di circa 57 titoli minerari auriferi (GDX) e GLD, storicamente alta.
Il contrasto storico era netto: mentre i minerari seguivano da vicino l’oro, l’oro tokenizzato non mostrava quasi nessuna correlazione, scollegandosi del tutto o finendo in territorio negativo. Qualcosa però è cambiato.
A partire dal secondo trimestre 2025 i volumi dell’oro tokenizzato hanno rotto quel trend, salendo verso una correlazione forte (sopra lo 0,70) e restando stabilmente sopra quella soglia nel primo trimestre 2026.
Che significa tradotto in soldoni? Un asset nato on-chain ha iniziato solo di recente a comportarsi come il suo gemello tradizionale. È il tipo di segnale che le istituzioni aspettano prima di investire pesantemente.
E cambia la percezione per un investitore più “istituzionale”. Questo perché i modelli di rischio e le strategie di copertura costruiti sull’oro tradizionale diventano via via applicabili anche alle posizioni in oro tokenizzato, abbattendo una delle barriere che finora tenevano lontano il capitale più prudente.
Fonte: Elaborazione webeconomia.it su dati Chainalysis, The New Rails (giugno 2026) e rwa.xyz
Cosa significa per chi investe dall’Italia
Partiamo dalla premessa d’obbligo: questo non è un consiglio finanziario. Detto ciò, per un investitore italiano gli RWA sono interessanti soprattutto per quello che rappresentano.
Poter comprare on-chain un’esposizione a titoli di Stato americani, a un fondo monetario o al credito privato, con regolamento continuo e la possibilità di usare quell’asset come collaterale, è un cambiamento di infrastruttura che nel tempo può toccare anche il risparmio gestito europeo.
Ci sono però limiti concreti da conoscere. Molti prodotti istituzionali sono riservati o accessibili solo a portafogli inseriti in whitelist, quindi l’accesso retail dipende dalla piattaforma e dalla normativa: in Europa contano MiCA e le regole sui prodotti finanziari.
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Vanno poi valutati i rischi tipici di un mercato giovane: la liquidità può essere bassas e, per gli asset illiquidi come gli immobili, le valutazioni sono stime; la custodia e la solidità dell’emittente restano decisive. Dobbiamo trattare quindi la tokenizzazione come un tema d’infrastruttura da seguire, non come un mezzo per fare soldi e intascare rendimenti facili.
Vale infine la pena distinguere due cose che spesso si confondono. Un conto è l’asset tokenizzato di qualità, come un fondo monetario regolato che finisce su blockchain; un altro sono i progetti che promettono di tokenizzare qualsiasi cosa senza un vero sottostante o senza garanzie sulla custodia.
La tokenizzazione è una tecnologia neutra: aggiunge efficienza a ciò che è già solido, ma non trasforma un asset rischioso in uno sicuro. Per questo la domanda giusta, prima del come comprare, resta cosa c’è davvero dietro il token e chi lo garantisce.
Domande frequenti
Sono rappresentazioni digitali su blockchain di strumenti finanziari tradizionali: titoli di Stato, azioni, quote di fondi, credito, materie prime o immobili. Uniscono l’accesso continuo e il regolamento rapido della blockchain a un sottostante tradizionale.
Dipende dal prodotto. Molti asset istituzionali sono riservati o accessibili solo a portafogli whitelisted; l’accesso retail varia in base alla piattaforma e alla normativa (in UE, MiCA e le regole sui prodotti finanziari). Non è un consiglio finanziario.
Oltre ai rischi del sottostante, pesano la liquidità (per gli asset illiquidi le valutazioni sono stime), la custodia e la solidità dell’emittente. È un mercato ancora giovane e concentrato su poche reti e prodotti.
In sintesi
E siamo arrivati alla fine di questa ricerca, Gli asset tokenizzati sono ormai un mercato da decine di miliardi.
La novità non è solo la dimensione, ma chi li gestisce: a guidare sono le istituzioni, con i titoli di Stato in prima fila. Se la tokenizzazione manterrà questo ritmo, cambierà il modo in cui si emettono e si scambiano gli asset finanziari. E tutti potranno avere dei vantaggi da questo.
Approfondisci con le nostre guide: come funziona una blockchain, come funziona Ethereum e cosa sono i titoli di Stato.
Leggi anche i nostri Approfondimenti sulle stablecoin e sui pagamenti agentici.
Chainalysis — The New Rails: How Digital Assets Are Reshaping the Foundations of Finance (giugno 2026);
rwa.xyz — Analytics on Tokenized Real-World Assets (luglio 2026);
Yellow — Tokenized RWAs Grew From 6B To 31B (2026);
Chainalysis — Tokenized RWAs and On-Chain Commodities.