Assegno circolare postale: cos’è e come funziona

Il ruolo di Poste Italiane sta cambiando velocemente, tanto da farle diventare validissime concorrenti dei vari istituti di credito. Non si tratta più infatti solo di spedire pacchi, ritirare la pensione, inviare lettere e telegrammi, pagare le bollette delle utenze domestiche. Ormai entrando in uno qualsiasi dei migliaia uffici postali collocati in ogni angolo del nostro Paese possiamo fare qualsiasi operazione: aprire un conto corrente o un libretto di risparmio, richiedere carte di pagamento, trasferire denaro, comprare buoni fruttiferi, fare investimenti, chiedere prestiti, accendere polizze assicurative, etc. Oggi ci concentriamo su un servizio specifico: l’assegno circolare postale.

assegno circolare postale
L’utilità dell’assegno circolare postale. Si tratta, però, di una foto di repertorio

Caratteristiche dell’assegno circolare postale

Non ci sono differenze tra gli assegni circolari emessi dalle banche e quelli emessi da Poste Italiane per quanto riguarda modalità di emissione, garanzia del pagamento, valuta e tempistiche. L’assegno circolare postale, anche chiamato assegno vidimato, è quindi a tutti gli effetti uno strumento di pagamento “a vista” che consente ai consumatori di non utilizzare il denaro contante.

Può richiedere l’emissione di un assegno circolare postale chiunque si presenti presso uno sportello di Poste Italiane: è sufficiente presentare un proprio documento d’identità, consegnare i soldi in contanti (per un massimo di 3000 euro, ai sensi della normativa antiriciclaggio) e, in cambio, si riceve il titolo. Un servizio già previsto per i clienti: il titolare di un conto corrente BancoPosta, all’atto di apertura del conto stesso, riceve infatti già un carnet da dieci assegni. Con questi ultimi può versare delle somme a soggetti terzi, sempre nel limite massimo dell’ammontare depositato sul suo conto. Proprio per questo motivo, l’assegno circolare è un titolo di pagamento sicuro in quanto la copertura è certamente garantita.

L’assegno circolare postale, per essere valido, deve riportare il nome e il cognome del beneficiario, la cifra da pagare (scritta sia in numeri che in lettere), la data e il luogo di emissione, la firma del debitore dell’operazione, ovvero di colui che ha emesso il titolo.
Colui che riceve il titolo ha un tempo predefinito per incassare il credito previsto dall’assegno vidimato: se il titolo è stato emesso su piazza (ovvero nello stesso Comune in cui viene riscosso), il pagamento deve essere richiesto entro otto giorni dalla data di emissione; se il titolo è stato emesso fuori piazza (ovvero in un Comune diverso da quello in cui viene riscosso), l’incasso deve essere effettuato entro quindici giorni dalla data di emissione. Una volta superate tali scadenze il titolo non perde comunque la sua validità, ma l’emittente ha il diritto di revocarlo. Nel caso in cui il beneficiario fosse titolare di un conto Bancoposta, potrebbe richiedere l’accredito della somma direttamente sul suo conto, al posto del ritiro del denaro liquido.

Assegno non trasferibile

Una delle caratteristiche principali dell’assegno vidimato postale è data dalla clausola di non trasferibilità. In altre parole, il titolo non può essere girato dal beneficiario a terzi, ma deve essere riscosso proprio dal soggetto indicato sul titolo stesso. L’obiettivo di questa norma è quello di tracciare facilmente tutti i pagamenti. Per poter incassare la cifra riportata sull’assegno, il beneficiario deve presentarsi quindi presso uno degli sportelli di Poste Italiane, recando con sé un documento di identità valido.
Qualora si voglia bypassare questa regola e non avere la dicitura “non trasferibile”, esiste in effetti una sola possibilità. Esclusivamente per le cifre fino a 999,99 euro, e dietro il pagamento di un’imposta di bollo di 1,50 euro, è consentita infatti l’emissione di un assegno circolare postale trasferibile.

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