Aruba acquista gli stabilimenti ex-Legler

legler ponte s. pietro foto yuri colleoni
La Legler di Ponte S. Pietro

Il gruppo toscano Aruba ha acquisito gli spazi a Briolo di Ponte San Pietro che una volta erano dell’industria tessile Legler nel bergamasco.

Un’operazione da 10 milioni di euro per i 60 mila metri quadrati una volta protagonisti della produzione manifatturiera della casa svizzera fondata nell’Ottocento e approdata in Italia nel 1870, quando migliori condizioni fiscale la spinsero a trasferirsi in provincia di Bergamo.

Dagli anni 70 del Novecento l’azienda tessile, ma anche alimentare, sta vivendo un periodo di crisi profonda che l’ha portata ad un forte ridimensionamento anche se dal nuovo millennio sono stati aumentati leggermente i metri quadri per la produzione.

Ma nella fabbrica storica che aprì alla fine dell’Ottocento, a Ponte San Pietro, oggi arriva la realtà virtuale dell’azienda informatica Aruba spa.

Parte degli spazi acquisiti è anche la centrale idroelettrica, acquisita già in estate. L’area potrà finalmente essere riqualificata per il lavoro, che ha visto negli ultimi 5 anni un vuoto preoccupante dopo il fallimento della Texfer.

Aruba prevede di aprire la nuova filiale bergamasca a gennaio del prossimo anno, regalando speranza ai lavoratori locali che hanno visto passare l’ultimo lustro senza opportunità.

L’azienda aretina che in provincia di Bergamo sarà denominata Aruba Psp Srl, prenderà sede a via San Clemente per dare vita ad una nuova filiale per i servizi e gestione di server web.

Ma la grande diversità di lavoro offerto potrebbe anche non incidere nell’occupazione locale, che dovrebbe passare da un tipo di produzione classica, come quella tessile, ad una completamente differente come quella informatica che richiede tecnici informatici e non manodopera a basso costo.

L’azienda ha acquisito tutti gli stabilimenti industriali e il paese sta vivendo un momento di sospensione, in attesa di comprendere quale sarà l’impatto locale di questa nuova acquisizione, memori comunque dei fallimenti degli ultimi decenni.

Certamente anche l’assunzione di esterni potrebbe essere di stimolo almeno per il commercio e l’immobiliare.