Aprire un agriturismo: ecco come sfruttare a proprio vantaggio le opportunità offerte dal turismo enogastronomico

Crisi economica e instabilità occupazionale? Sempre più difficile trovare un buon posto di lavoro che sia stabile e promettente dal punto di vista remunerativo.

Specie per i giovani diplomati e laureati, il posto di lavoro diventa sempre più in miraggio, nonostante le agevolazioni e i benefici riconosciuti dalla normativa al datore di lavoro.

Che fare? Una valida soluzione ed alternativa da prendere in debita considerazione è aprire in un casale o in una vecchia casa di proprietà un agriturismo, venendo a sfruttare le potenzialità del turismo enogastronomico.

Secondo le analisi condotte dalla Coldiretti, ogni anno turisti nazionali e internazionali spendono miliardi di euro nel nostro Paese in pasti e, il Wine & Food e in soggiorni in strutture ricettivo-alberghiere enogastronomiche.

Si tratta di una domanda in continua espansione che continua ad essere per il nostro Paese di bravi cuochi e chef provetti, una forte attrattiva turistica: per il 20% dei turisti stranieri questo settore rappresenta uno dei validi motivi che spingono sempre di più a visitare l’Italia.

Turismo enogastronomico: un giro d’affari che non conosce crisi

Italiani e stranieri in Italia spendono per il comparto dell’enogastronomia circa terzo del loro budget per i loro soggiorni (brevi e più frequenti).

Si tratta di una domanda incessante e in rapida espansione che occorre “cogliere al volo”: il turismo enogastronomico nel nostro Paese, secondo le cifre riportate da Coldiretti, ha superato i cinque miliardi di fatturato e contribuisce a “traghettare” l’Italia fuori dalla crisi.

Inoltre, occorre sottolineare e ricordare che il patrimonio enogastronomico italiano ha ormai superato le 4.600 specialità alimentari registrate in tutta Italia, in costante incremento e affiancate da centinaia di specialità Dop/Igp e vini Doc/Docg riconosciuti a livello comunitario.

Si tratta di una vera opportunità professionale, supportata da cifre e stime che, ogni anno, costantemente crescono e non conoscono crisi.

Aprire un agriturismo: Location e ubicazione

Una delle location preferite dai turisti (in particolare gli stranieri) è la campagna: i vecchi casolari immersi nei paesaggi campestri ameni sono una validissima struttura per aprire un agriturismo.

Un luogo assolutamente ameno, incontaminato, lontano dal traffico e dallo smog urbano, immerso nel verde che consente di stare a contatto con la Natura.

Se si è proprietari di un casolare immerso nel verde, si può “sfruttare” a proprio vantaggio questa valida opportunità, trasformandolo e convertendolo da uso civile a commerciale.

Ovviamente, se si tratta di un casolare antico e un po’ rovinato, occorre procedere con la ristrutturazione dello stesso, adeguandolo all’uopo, conservando la sua “dimensione” anticata e conferendovi, al contempo, un tocco di modernità (installazione di piscina, fontane, giardini architettonici, etc.).

L’accoglienza in una struttura ricettivo-enogastronomica è la base per il buon successo dell’attività imprenditoriale: la funzione dei casolari è quella di ospitare i turisti, facendoli soggiornare in un luogo ameno e incantevole.

Dopo l’urbanizzazione e l’abbandono delle campagne sono rimasti tantissimi i casolari rimasti disabitati; molti di questi edifici sono stati recentemente “riscoperti”, riammodernati e divenuti il simbolo del turismo rurale.

Disciplina di riferimento per aprire un agriturismo

In Italia intraprendere l’attività di agriturismo è normata dalla Legge 20 febbraio 2006 n.96 rubricata “Disciplina dell’agriturismo” che costituisce il corpus omogeneo a cui fare affidamento per procedere con la corretta apertura dell’attività imprenditoriale.

Vediamo di capire meglio: per “attività agrituristiche“, l’articolo 2 della Legge 20 febbraio 2006 n.96 si intendono tutte “le attività di ricezione e ospitalità esercitate dagli imprenditori agricoli di cui all’articolo 2135 del codice civile, anche nella forma di società di capitali o di persone, oppure associati fra loro, attraverso l’utilizzazione della propria azienda in rapporto di connessione con le attività di coltivazione del fondo, di silvicoltura e di allevamento di animali.

Al punto 3 dell’articolo 2 della Legge 20 febbraio 2006 n.96, rientrano fra le attivita’ agrituristiche:

  • dare ospitalita’ in alloggi o in spazi aperti destinati alla sosta di campeggiatori;
  • somministrare pasti e bevande costituiti prevalentemente da prodotti propri e da prodotti di aziende agricole della zona, ivi compresi i prodotti a carattere alcoolico e super alcoolico, con preferenza per i prodotti tipici e caratterizzati dai marchi DOP,IGP, IGT, DOC e DOCG o compresi nell’elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali, secondo le modalità indicate nell’articolo 4, comma 4;
  • organizzare degustazioni di prodotti aziendali, ivi inclusa la mescita di vini, alla quale si applica la legge 27 luglio 1999, n.268;
  • organizzare, anche all’esterno dei beni fondiari nella disponibilità dell’impresa, attività ricreative, culturali, didattiche, di pratica sportiva, nonchè escursionistiche e di ippoturismo, anche per mezzo di convenzioni con gli enti locali, finalizzate alla valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale.

L’articolo 4 della Legge 20 febbraio 2006 rinvia alla competenza delle Regioni italiane, tenuto conto delle caratteristiche del territorio regionale o di parti di esso, in materia di fissazione di criteri, limiti e obblighi amministrativi per lo svolgimento dell’attività agrituristica.

A seconda della Regione di appartenenza, occorre visitare la normativa regionale specifica.

L’importanza della cucina in un agriturismo e requisiti igienico-sanitari

Un buon agriturismo deve esaltare la cultura culinaria locale, offrire e promuovere le pietanze locali e nazionali.

La cucina di un agriturismo necessita di attrezzature efficaci e ampie superfici dove poter lavorare comodamente i cibi.

Come richiesto dalla normativa, si deve rispettare quanto prescritto dalle normative igienico-sanitarie: ai sensi dell’articolo 5 della Legge 20 febbraio 2006, sono richiamate le norme igienico-sanitarie da rispettare.

I requisiti igienico-sanitari degli immobili e delle attrezzature da utilizzare per attività agrituristiche sono stabiliti dalle Regioni.

“Nella definizione di tali requisiti si tiene conto delle particolari caratteristiche architettoniche e di ruralità degli edifici, specie per quanto attiene l’altezza e il volume dei locali in rapporto alle superfici aeroilluminanti, nonchè delle limitate dimensioni dell’attivita’ esercitata”.

L’autorità sanitaria (ASL territoriali) nella valutazione dei requisiti dei locali di trattamento e somministrazione di sostanze alimentari e del relativo piano aziendale di autocontrollo igienico-sanitario, deve tenere conto della diversificazione e della limitata quantità delle produzioni, dell’adozione di metodi tradizionali di lavorazione e dell’impiego di prodotti agricoli propri.

Aprire un agriturismo: Adempimenti amministrativi e fiscali

I principali adempimenti per aprire un agriturismo sono:

  • autorizzazione al proprio Comune, presentazione della SCIA
  • apertura Partita Iva
  • apertura posizione INPS
  • documentazione concernente il rispetto delle normative igienico-sanitarie alla ASL
  • iscrizione alla Camera di Commercio
  • iscrizione al registro degli operatori agrituristici

Dal punto di vista fiscale, si possono fruire di due tipologie di agevolazioni: l’applicazione dell’Iva al 10% e l’IRPEF forfettaria con aliquota al 25% (per ditte individuali).

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