Apple vale quasi un terzo del debito italiano

Nuovi record per Apple. Il titolo della società di Cupertino ha infatti superato quota 700 miliardi di dollari di capitalizzazione a Wall Street, per un dato che non può che essere giudicato in maniera sorprendente, e che permettono alla compagnia statunitense di poter infrangere un valore che fino ad oggi nessun gruppo americano aveva avuto modo di toccare. E così, la capitalizzazione di mercato della società a stelle e strisce, nota per gli iPhone (e non solo), ha potuto raggiungere l’invidiabile cifra di 700 miliardi di dollari.

In altre parole ancora, Apple vale oggi 300 miliardi di dollari in più del colosso energetico Exxon, che con una capitalizzazione di 405 miliardi di dollari è il secondo gruppo più grande al mondo. I termini di paragone più importanti sono tuttavia relativi al confronto con i confronti italiani: la società di Cupertino guidata da Tim Cook da sola vale infatti oggi più di tutta Piazza Affari messa insieme, considerando che il Ftse Mib All Share ha una capitalizzazione di nemmeno 500 miliardi di euro, contro gli equivalenti 564 miliardi di euro di Apple (ovvero, il controvalore attuale di 700 miliardi di dollari). Non solo: il valore di Apple si avvicina rapidamente al terzo del debito pubblico nel nostro Paese, che oggi si aggira intorno ai 2.100 miliardi di euro.

Nel corso degli ultimi mesi la fiducia degli investitori e degli stakeholders nei confronti di Apple è tornata a crescere. Il merito è in buona parte attribuibile al lancio degli ultimi modelli dell’iPhone (iPhone 6 e iPhone 6 Plus a settembre) e del nuovi iPad (ad ottobre). Ne è risultata una ulteriore euforia per Apple, con la società che fu di Steve Jobs che oggi stima ricavi in un range compreso tra i 63,5 e i 66,5 miliardi di dollari, contro i 57,6 miliardi di dollari che erano stati realizzati negli ultimi tre mesi dello scorso anno.

Ora, valutato che nel 2015 la società ha in mente il lancio di nuovi prodotti e l’ingresso in nuovi settori (come quello degli smartwatch), non rimane che verificare se il “grande” obiettivo che qualche anno fa era stato immaginato da alcuni investitori, riuscirà o meno a essere conseguibile: una capitalizzazione di mercato da 1.000 miliardi di dollari.