Apple: riparte la produzione negli USA

La politica protezionistica del 45° Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, dopo aver spinto alcune case automobilistiche a riportare la produzione sul suolo nazionale, ha esteso la sua influenza anche al colosso Apple.

Lo scorso novembre erano state pubblicate da Nikkei alcune indiscrezioni, secondo le quali la società di Cupertino avrebbe domandato a Hon Hai (il più importante fornitore di Apple), di fare alcune ricerche per valutare la possibilità di trasferire parte della produzione dalla Cina agli Stati Uniti.

Le indiscrezioni hanno avuto conferma pochi giorni fa, Apple è sempre più vicina ad investire 7 miliardi di dollari, per la costruzione di un polo produttivo che potrebbe generare dai 30mila ai 50mila posti di lavoro.

La conferma arriva da Hon Hai

L’intenzione di rimpatriare parte della produzione di Apple in America, è stata confermata dal Presidente di Hon Hai, Terry Gou. Sembra però che alla base della decisione non ci sia alcun legame con la politica di Trump, ma una scelta strategica per evolvere i prodotti Apple.

Con la crescente richiesta di display sempre più grandi, localizzare la produzione sembra la soluzione migliore anziché trasportare i componenti dalla Cina agli USA, probabilmente in uno degli stabilimenti della Pennsylvania.

La rinegoziazione dell’accordo per il libero scambio – North American Free Trade Agreement – di Trump, potrebbe far approdare anche la società Smart Technologies controllata da Foxconn.

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