Apple, non si ferma l’indagine UE sulla tassazione in Irlanda

Apple sotto osservazione per il regime di tassazione agevolato di cui usufruisce in Irlanda. La Commissione Europea promette un verdetto nel 2016, in ballo miliardi di evasione fiscale.

Non si ferma il giro di vite della Commissione Europea sull’evasione fiscale delle imprese multinazionali in tutta l’Unione. Dopo aver colpito FCA e Starbucks, alle quali verrà imposto di rimborsare decine di milioni di euro, la lente d’ingrandimento degli investigatori europei sembra concentrarsi su Apple. Una contesa che, dovesse essere provata l’illegalità delle condizioni fiscali applicate dall’Irlanda, potrebbe far rientrare capitali nell’ordine dei miliardi di euro.
L’indagine della Commissione Europea su Apple dura dal 2014. L’Irlanda, come incoraggiamento a basare la propria sede fiscale sull’isola, avrebbe proposto alla multinazionale di Cupertino un regime fiscale privilegiato, con un taglio dell’ottanta per cento rispetto a quanto pagato dalle altre imprese (2,5% anziché 12,5%). Una grave infrazione del governo irlandese, che con tale operazione di dumping fiscale avrebbe fornito un’illegale sostegno statale al business della mela morsicata, ma che rischia di costare cara ad Apple, chiamata a rimborsare un decennio di mancati pagamenti delle tasse.

Tasse Apple in Irlanda, il verdetto slitta al 2016

L’Irlanda contava di chiudere in fretta il caso, con un verdetto entro la fine del 2015, mentre Apple ha sempre negato ogni accusa, informando sul merito i propri azionisti già nell’aprile scorso. Adesso, riporta il Financial Times, la Commissione Europea ha avviato un supplemento d’indagine, inviando a Dublino un faldone di nuove questioni insolute alle quali il ministero delle Finanze irlandese ha promesso di rispondere presto.
Il verdetto slitterà dunque al 2016, e verosimilmente non arriverà prima di febbraio, quando in Irlanda è prevista un’infuocata tornata elettorale. La Commissione Europea, infatti, vuole evitare condizionamenti della campagna elettorale, che già vede il tema del regime fiscale delle imprese al centro del dibattito politico. Formazioni di opposizione come il Sinn Féin lo hanno sempre aspramente criticato, e potrebbero trarre un enorme vantaggio da una bocciatura europea.
Sebbene Tim Cook, in una recente visita sull’isola, abbia promesso un migliaio di posti di lavoro in più nel 2017 indipendentemente dall’esito del verdetto, un giudizio negativo dell’UE rappresenterebbe inoltre un colpo mortale per la strategia irlandese di attrarre le grandi aziende tecnologiche statunitensi.
Nel frattempo, gli investigatori della Commissione Europea stanno allargando le indagini a McDonald, per aver evaso tasse sulla base di accordi con Lussemburgo, e a decine di altre imprese multinazionali. Anche in questi casi, novità sono attese per l’inizio del 2016.