Antitrust contro Enel e Sorgenia per caro bollette indiscriminato

Antitrust contro Enel e Sorgenia con questa motivazione: i due colossi italiani dell’energia avrebbero violato le leggi in vigore che tutelano e regolamentano la concorrenza nel settore energetico. In che modo? Le due società avrebbero applicato prezzi eccessivamente alti nel vendere il proprio servizio a Terna, per la messa in funzione dei loro stessi impianti di erogazione energetica in un regime di minimo tecnico nell’area della città pugliese Brindisi.

I quali risultano essere indispensabili al fine di garantire al meglio il funzionamento della rete elettrica locale. Il tutto, ovviamente, sulle spalle dei contribuenti italiani. I quali si sarebbero sorbarcati, sulle bollette, ben 320 milioni di euro.

E così, il garante, ha avviato due procedimenti istruttori contro i due colossi energetici italiani, che sono stati notificati ieri, giovedì sei ottobre, nell’ambito di ispezioni che l’Antitrust ha eseguito di concerto con il Nucleo a Tutela dei Mercati, altro organo operativo del corpo della Guardia di Finanza.

Antitrust contro Enel e Sorgenia: il caro bolletta indiscriminato

Sempre l’Antitrust – che ricordiamo essere l’acronimo di L’Autorità garante della concorrenza e del mercato, istituita nel 1990 – afferma che i procedimenti sono partiti dopo una segnalazione di un’altra autorità, quella per l’energia elettrica, il gas ed il sistema idrico. Secondo quest’ultima, nel periodo che va dal ventisette marzo al quindici giugno del corrente anno, Enel e Sorgenia avrebbero cambiato la propria strategia nella produzione di energia dai loro impianti della città pugliese di Brindisi.

Antitrust contro Enel e SorgeniaLa loro nuova strategia sarebbe stata atta a determinare la tendenziale conclusione dei loro programmi di produzione dei rispettivi impianti dislocati nella città pugliese. I quali, pertanto, risultano praticamente spenti ad esito di tali mercati. Come conseguenza di ciò, la Terna, che gestisce la rete di trasmissione su tutto il territorio nazionale, si è visto obbligato a richiedere alle società di avviare alcune unità produttive sul mercato dei servizi di dispacciamento.

Pertanto, sostiene sempre l’Antitrust, le due società, che respingono le accuse, sono state chiamate a fornire in via straordinaria in determinate fasce orarie, energia per sopperire alle carenze del sistema. Imponendo così a Terna un sovrapprezzo rispetto a quello ordinario. Sovrapprezzo che consiste in ben 320 milioni in più pagati dalla società ad inizio di quest’anno. Un prezzo eccessivo – che in linguaggio tecnico si chiama uplift – che, ovviamente, è stato scaricato sulla bolletta dei contribuenti italiani.

Antistrust contro Enel e Sorgenia: in arrivo possibile Class Action

Ma la mossa dell’Antitrust contro Enel e Sorgenia è solo l’ultima tappa. La penultima ha riguardato l’incremento delle bollette elettriche che gli italiani hanno dovuto sopportare lo scorso primo luglio. Un incremento pari al 4,3% della luce sul mercato tutelato, ma che l’Antitrust aveva già additato alla crescita dei succitati costi di dispacciamento. Questi ultimi, è bene ricordarlo, sono quelli che vengono sostenuti (in questo caso da Terna) al fine di mantenere equilibrato il sistema elettrico in caso di carenze. Carenze che, come visto, avrebbero creato ad hoc proprio Enel e Sorgenia. Ma Terna non avrebbe dunque colpe.

Il Tar della Lombardia aveva già bloccato il caro bollette nello stesso mese di luglio, mentre il Codacons già promette di organizzare una mega class action qualora le tesi dell’Antitrust siano organizzate.