Anticipazione bancaria: disciplina legislativa e focus sulla natura fisica delle merci oggetto di pegno

Nel corso dell’ultimo decennio l’offerta di sostegno finanziario alla clientela bancaria si è progressivamente venuta ad arricchire ed affinare, risultando sempre più rispondente alle esigenze mutevoli delle imprese e delle famiglie italiane. Il credito erogato può trovare una propria classificazione tenendo in considerazione diverse variabili tra cui: l’orizzonte di tempo, la natura monetaria o meno delle operazioni poste in essere e soprattutto, ogni istituto di credito erogatore di una qualsiasi forma di prestito, deve valutare adeguatamente la clientela bancaria sotto il punto di vita del rischio di default connesso con la concessione del credito, sia esso di firma che di cassa.

In questa guida, analizziamo e concentriamo l’attenzione sull’anticipazione bancaria, una forma di credito che si distingue per essere a breve termine e per la sua duplice natura monetaria e non, dato che vi è la compresenza di due contratti giuridici e si concretizza mediante erogazione di risorse monetarie ed impegno della banca di garantire un’obbligazione contratta direttamente dalla clientela.

Anticipazione bancaria: disciplina legislativa

Regolata e disciplinata ai sensi dell’articolo 1846 Codice Civile, l’anticipazione bancaria si sostanzia in un credito garantito da pegno di merci o di valori mobiliari e si compone di due contratti: uno principale di prestito ed uno accessorio di pegno (garanzia reale), ove sono stabiliti gli obblighi che il soggetto debitore si assume al fine di garantire il puntuale adempimento del contratto.

Anticipazione bancaria: diritto del soggetto finanziatore

La concessione e la sottoscrizione dell’anticipazione bancaria conferisce all’istituto di credito finanziatore e creditore, il diritto di conservare, per l’intera durata del prestito, il bene oggetto della garanzia reale senza che se ne possa disporre, restando il bene di proprietà del soggetto affidato, il quale ne perde la disponibilità fino al termine dell’operazione bancaria. Nel caso di inadempienza del cliente nell’onorare l’obbligazione assunta, la banca può richiedere la vendita all’incanto del bene costituito in pegno, godendo del diritto di prelazione nella ripartizione del ricavato rispetto agli altri eventuali creditori del soggetto debitore.

Configurazioni dell’anticipazione bancaria: natura e forma tecnica

L’anticipazione bancaria può assumere differenti configurazioni in relazione alla natura del bene oggetto del pegno ed alla forma tecnica di utilizzo dell’affidamento. Per quanto concerne il primo aspetto (natura del bene oggetto della garanzia reale) si distingue:

  • Anticipazione su pegno di merci
  • Anticipazione su pegno di valori mobiliari
  • Anticipazione su crediti.

Per quanto concerne il secondo aspetto, sulla forma tecnica di utilizzo dell’affidamento, si distingue:

  • Anticipazione a scadenza fissa
  • Anticipazione regolata in conto corrente.

Anticipazione bancaria su pegno di merci: caratteristiche e requisiti

Nel caso di pegno su merci (gioielli, auto, pellicce, prosciutti, forme di formaggio, bottiglie di vino, olio, etc.), è preferibile che queste non appartengano al capitale circolante tipico dell’azienda, atteso che il loro allontanamento dalla gestione aziendale potrebbe nettamente pregiudicare la reale capacità di rimborso dell’affidamento; è altresì necessario che le merci siano facilmente custodibili direttamente dalla banca finanziatrice o, come di norma avviene, presso i Magazzini Generali.

I beni costituiti in pegno a fronte di anticipazioni bancarie devono presentare specifici requisiti che favoriscano la valutazione dell’idoneità della garanzia ad assicurare il totale recupero del credito alla scadenza.

Anticipazione bancaria su pegno su merci fisiche: processo valutativo

A causa della difficoltà e della soggettività che il processo valutativo delle merci pone, spesso la loro accettazione in garanzia è subordinata al rispetto di determinate caratteristiche, quali un valore stabile ed elevato rispetto al peso ed al volume, una qualità costante nel tempo, la negoziabilità in base a contratti tipici ed a prezzi dotati di ampia pubblicità, la non deperibilità, la presenza di requisiti merceologici agevolmente valutabili.

Ne deriva che le banche sono solite preferire le materie prime rispetto ai prodotti finiti, i metalli preziosi (platino, oro, argento, diamanti, etc.) nonché le merci scambiate sui mercati ufficiali. In particolare, può trattarsi di beni facenti parte delle scorte aziendali di materie prime, purchè eccedenti la scorta minima produttiva, ovvero di prodotti finiti, la cui consistenza in azienda dovrà dipendere in via esclusiva dalla stagionalità delle vendite.

Anticipazione su merci “viaggianti”: peculiarità della garanzia reale e documenti

Nell’ipotesi in cui l’oggetto della garanzia reale sia costituita dalle merci “viaggianti” ovvero depositate presso i Magazzini Generali, si parla di anticipazione su documenti rappresentativi delle merci. Qualora si ricorra ai Magazzini Generali, al deposito della merce segue il rilascio della fede di deposito e della nota di pegno (warrant). Mentre la prima, la fede di deposito attesta l’esistenza e la proprietà della merce depositata, la nota di pegno permette di ottenere anticipazioni sul valore dei beni.

Il possesso della sola fede di deposito consente di disporre di quanto depositato presso i Magazzini Generali e di procedere ad una sua vendita mediante girata. Il diritto di proprietà che ne deriva non pregiudica i diritti acquisiti dal creditore in possesso della nota di pegno. Questa può essere negoziata e girata con la fede di deposito, rappresentando l’intero valore della merce: altrimenti, se separata dalla fede di deposito e girata, essa costituisce la prova dell’esistenza di un credito concesso su pegno sul bene depositato.

Prospetto esemplificativo Anticipazione bancaria: condizioni economiche ed oneri

Contratto con durata trimestrale con ammontare utilizzato pari a 1.500 euro in via continuativa per l’intero trimestre.

  • Fido Accordato: € 1.500
  • Fido Utilizzato medio: € 1.500
  • Tasso debitore annuo nominale (massimo): 8,500%
  • Commissione trimestrale di messa a disposizione somme: 0,50%
  • Interessi: 1.500*8,50%*3/12 = € 31,875
  • Oneri: €7,50
  • TAEG: 10,92%

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