Anche la mitica Panini finirà in mani straniere? Ecco le prospettive future

Chi da bambino non ha mai collezionato almeno una volta un album Panini? Che in genere non venivano mai collezionati? In vista del mondiale in Russia, dove come tristemente noto, la Nazionale italiana non ci sarà, l’interesse verso il mitico album Panini torna a crescere. E non solo da parte dei collezionisti che ci vogliono attaccare su il volto dei tanti calciatori che fanno parte della più importante kermesse calcistica che ci sia. Bensì, anche di investitori stranieri che vorrebbero rilevare proprio l’azienda. Lo stesso accadde 4 anni, in concomitanza coi mondiali in Brasile. Ma questa volta sembra proprio che la cosa si farà.

Panini si mette in vetrina

I soci dell’azienda modenese – capitanati dall’amministratore delegato Aldo Hugo Sallustro – stando a quanto riporta Il Sole 24 Ore – avrebbero deciso di valutare l’interesse dei potenziali acquirenti. Incaricando una primaria banca internazionale per una fase esplorativa. Tuttavia, non è così scontato che si venda realmente. L’azienda genera tra i 600 e i 700 milioni di euro di fatturato, con un margine operativo lordo che si aggira intorno agli 80 milioni di euro. I quali proprio negli anni dei Mondiali supera i 100 milioni.

Lo scorso anno c’è anche stato un riassetto azionario tra i soci storici del gruppo di Modena, che ha visto l’uscita della Fineldo della famiglia Merloni dopo 17 anni di permanenza. Alla guida della società c’è l’amministratore delegato Aldo Hugo Sallustro, azionista di spicco dell’azienda. L’azienda opera in 125 Paesi e presenta un fatturato in forte crescita negli anni dei Mondiali e degli europei di calcio. Un andamento ciclico che, senza eventi sportivi, attesta il giro d’affari sui 500 milioni. Negli anni in cui si svolgono gli Europei, supera i 600 milioni. Che come detto diventano 700 negli anni in cui si disputano i Mondiali.

Cifre ancora di tutto rispetto, considerando che nell’era del digitale, la passione per la carta e i beni materiali, sembra essersi affievolita. In fondo, lo aveva fatto già 4 anni fa, quando aveva affidato un incarico alla banca d’affari Nomura. Ma la cosa non andò a buon fine, complici soprattutto i nodi legati al prezzo richiesto dagli azionisti.

Infatti, alla gara avevano partecipato soprattutto private equity, che invece non sarebbero della partita nel nuovo sondaggio che sarebbe partito in queste settimane.

Sembrano lontani i tempi di quando si vedevano in vari angoli di strada bambini contendersi le tanto agognate figurine con vari giochi: lo schiaffo o il mignolino, tanto per citare i più diffusi. O dei mega-raduni di appassionati che si scambiano i doppioni (sebbene si tengano ancora nelle principali città italiane, ma sembrano più fiere sporadiche che rievocano tempi andati). Ma forse quanti ancora oggi acquistano le figurine, sono proprio i bambini di un tempo. Soprattutto quelli cresciuti tra gli anni ‘70 e ‘90, quando smartphone, tablet e Facebook non si sapeva cosa fossero. Eppure, proprio i Social si sono trasformati nella nuova Agorà dove scambiarsi le figurine.

Del resto, Panini non propone solo le figurine dei calciatori, ma stampa anche le immortali strisce di Topolino e dei fumetti Marvel. In passato, poi, proponeva gli album dei film di successo. Specie di quelli Disney. A resistere, ormai, sono solo i calciatori.

Panini finì anche sul Financial Times

Del resto, stiamo pur sempre parlando di una azienda che vende figurine e album in oltre 100 Paesi. E dopo che il laburista Ed Balls, che poteva essere il prossimo Premier britannico, ha lanciato un curioso appello per incoraggiare i consumi, dicendo nel 2014 ai tifosi “come si deve”, di comprare un album Panini “per loro o per i figli”, Panini finì sul Financial Times come fenomeno internazionale.

Panini storia

Qual è la storia di Panini? La società venne fondata nel 1961 quando i fratelli Panini, che erano già titolari nel 1945 di un chiosco nel corso Duomo di Modena e nel 1954 dell’omonima Agenzia di distribuzione di giornali, decisero di mettere in commercio il primo album del campionato di calcio 1961-62. Da quel momento fino al 1988, la Panini è stata gestita dalla famiglia fondatrice Panini (i quattro fratelli Giuseppe, Benito, Umberto, Franco). In circa 25 anni si sono ampliati continuamente, fino ad arrivare ad un volume di fatturato pari a 100 miliardi di lire.

E’ datato 1970 il primo Almanacco illustrato del calcio italiano. Mentre risale al 1972-73 la prima collezione Calciatori Panini, avente sulla copertina il milanista Niels Liedholm.

Nel 1986 entra nella società con il 25% del capitale Carlo De Benedetti attraverso la società Sabaudia. All’epoca, Giuseppe Panini, che guidava òa società, ambiva a quotarla in Borsa grazie al supporto di Carlo De Benedetti. Tuttavia, la quotazione a Piazza Affari non avviene e due anni dopo l’azienda viene ceduta al gruppo inglese Maxwell che imporrà un nuovo management straniero. Dopo anni di difficoltà, la Panini viene nuovamente ceduta ed acquistata, nel 1992, da Bain Gallo Cuneo e dalla De Agostini.

Nel giro di 2 anni, la società torna di nuovo solida, e viene di nuovo ceduta ad un gruppo straniero americano: la Marvel Entertainment Group. Tuttavia, la gestione resterà in mani italiane.

Alle porte nel nuovo millennio, l’8 ottobre 1999, la Panini torna di nuovo una azienda italiana grazie ad una cordata guidata dalla Fineldo S.p.A., finanziaria di Vittorio Merloni. Insieme al top management della Panini, diretta dall’italo-argentino Aldo Hugo Sallustro.

Nel settembre 2013 Panini compie un passo importante: rileva il ramo aziendale dei periodici Disney in Italia, che produce fumetti storici come Topolino.

Ad oggi resta il leader mondiale nella produzione di figurine, pur conservando la propria sede sempre a Modena. Fattura più di o5 milioni annui. Lanciando 50 le collezioni l’anno. E’ diventata poi il quarto editore europeo nel settore dei ragazzi. Ma non snobbando i nuovi media online ed offline, tramite il marchio Panini Interactive.

Nel 2016 si consuma l’uscita del gruppo Fineldo dal capitale sociale, mediante una operazione di leveraged buyout del controvalore di 79,7 milioni di euro. I nuovi proprietari diventano così Aldo Hugo Sallustro, Anna Baroni e Maria Teresa Baroni.

Il mitico Calciatori Panini

L’album Calciatori Panini resta sicuramente il prodotto di punta dell’azienda. Le misure sono 23 cm × 27 cm, mentre le pagine sono 32, contenente solitamente tra le 180 e le 220 figurine. La prima e la quarta di copertina sono di solito dedicate al soggetto della raccolta. Le pagine interne possono contenere testo e immagini del soggetto, ma ancheillustrazioni e altri elementi grafici sempre affini ad esso. Generalmente, l’album viene accompagnato con un foglio contenente 4 figurine al fine di iniziare la raccolta.

Ad inizio 1960 i fratelli Benito e Giuseppe Panini, già fondatori a Modena dell’Agenzia Distribuzione Giornali Fratelli Panini, trovarono a Milano un lotto di vecchie figurine invendute delle edizioni Nannina. Così lo acquistarono, e imbustarono due figurine ciascuna in bustine bianche con cornicette rosse, mettendole in vendita a 10 lire cadauna. Il successo fu incredibile: arrivò a toccare i 3 milioni di lire.

Visto il successo, l’anno seguente i due fratelli Panini decisero di fare tutto con i propri mezzi, stampando le figurine e creando anche il primo album per la loro raccolta. La copertina ritraeva il centrocampista di allora del Milan, Nils Liedholm. Le vendite furono 5 volte di più, con 15 milioni di bustine vendute. Nel 1963 anche gli altri 2 fratelli Panini, Umberto e Franco, si unirono all’attività. Dal biennio 1961-62 l’album Calciatori Panini inizia ad uscire in maniera regolare ogni anno.

I 4 fratelli si divisero i compiti. Nei primi dieci anni, le figurine si attaccavano con la colla. Ogni squadra di Serie A era raffigurata da 14 calciatori e in molti casi si vede che le figurine non erano altro che fotografie in bianco e nero dipinte manualmente.

A partire dagli anni ‘80, viene proposto l’album Calciatori Panini come oggi lo riconosciamo. Dando spazio anche alla Serie C2 tramite i gagliardetti delle squadre. Negli anni ‘90, invece, la Panini risente della più profonda crisi della storia. L’edizione del 1992-93 viene stampata lcon il minor numero di figurine in assoluto, edizione 1961-62 a parte. Essa è composta infatti solo da 413 figurine e le squadre sono già impresse nelle pagine. Per fortuna però si tratta solo di quella edizione. Esordiscono le pagine a colori, mentre la grafica migliora anche grazie ai primi aiuti della tecnologia del computer. Ritornano i concorsi a premi, il numero di immagini si stabilizza intorno alle 600.

L’edizione 1994-95 si distingue per la rimozione delle mascotte delle squadre, sostituite dalle caricature dei campioni (disegnate da Achille Superbi), i confronti “Ieri e Oggi” di alcuni giocatori e allenatori, le vecchie copertine, fino all’edizione 2000. Interessante anche l’edizione 1998-99: ogni squadra di Serie A viene raffigurata in 4 pagine, due in più del solito. Il numero totale delle pagine dell’album è arrivato a 160, mentre le figurine sono 700.

Il Nuovo Millennio si apre con l’edizione Calciatori 2000, unica della serie il cui numero non coincide con la stagione in corso (non si chiamava “Calciatori 1999-00” come sempre). La prima edizione nella quale erano presenti allenatori ed arbitri internazionali. Che poi saranno presenti pure nella successiva edizione 2000-2001.

Nell’edizione 2002-03 e 2003-04 viene dato spazio rispettivamente al calcio femminile e giovanile.

Nell’edizione 2005-06 l’album Panini incontra la virtualità. Fu il primo anno del “MyPanini”, con la possibilità di creare una figurina personalizzata sul sito ufficiale dell’azienda. Inoltre, c’è la figurina speciale “Gol”, che ritrae un calciatore per ogni squadra impegnato in una esultanza.

In alcuni anni, è stata lanciata anche la raccolta virtuale di figurine. Nel 2006, 2007 e 2010, in collaborazione con Coca Cola.

La storia della mitica copertina Panini

Il logo ufficiale dell’album Panini è un calciatore,con maglia rossa, calzoncini bianchi e calzettoni gialli e neri, che esegue una rovesciata. Il simbolo è ispirato al gesto atletico di Carlo Parola durante un Fiorentina-Juventus del 15 gennaio 1950 quando, per respingere un pallone dalla propria area, il centrale difensivo bianconero si esibì nella prodezza ancora inusuale all’epoca. La fotografia originale fu realizzata dal fotografo Corrado Banchi. I colori del calciatore sono stati selezionati per rappresentare l’imparzialità. Di fatti, non c’è alcuna squadra che abbia questi colori sociali. L’immagine è stata realizzata da Wainer Vaccari, e pubblicata in oltre 200 milioni di copie con didascalie in greco e cirillico, arabo e giapponese.

Fu messa sulla copertina dell’album Calciatori Panini nel 1965-66. Tornò poi nel 1967-68 e nel 1985, in occasione del 25º anniversario. Dieci anni dopo, con l’uscita della 35ª edizione della serie, è rimasta fissa in tutte le copertine. Invece sulle bustine il logo c’è stato sempre.

Calciatori Panini, alcune statistiche

Ecco alcune statistiche interessanti relative agli album Panini:

  • Francesco Totti è il calciatore più apparso sulle copertine, ben 6 volte.
  • Paolo Maldini è il calciatore che è stato stampato in più edizioni dell’album: ben 24 volte.
  • Nils Liedholm e Gianluigi Donnarumma sono il calciatore più anziano e il più giovane ad apparire in tutte le raccolte a tuttora pubblicate (fatta eccezione della sezione Grande Torino e quelle dedicate alla nazionale italiana pubblicate nelle raccolte del 1962-63 e 1969-70).

Gli Almanacchi Panini

La Panini pubblica anche diversi almanacchi sportivi, con uscita annuale, tra cui i più importanti:

  • Almanacco illustrato del calcio
  • del basket
  • del volley
  • dell’atletica
  • del ciclismo
  • del tennis

Le figurine Panini

Le figurine sono vendute in bustine che ne contengono dalle 4 alle 7 unità. Il formato standard di una figurina è di 4.9 x 6.5 cm, ma possono anche essere più grandi. In America differiscono sono vendute in sottili cartoncini non adesivi con immagini e testi stampati su entrambi i lati. Vengono vendute in bustine tra le 6 e le 10 unità. Il formato standard è poi più grande: 6,3 cm x 8,9 cm. Vengono raccolte in appositi raccoglitori che dispongono di tasche trasparenti per ciascuna figurina.

Sono prodotte anche le Photocards che hanno formato 15 x 10 cm o 10 x 13 cm. Anche esse vendute in bustine che contengono tra le 6 e le 8 cards. Graficamente sono più particolari delle semplici bustine e non si incollano.

Ancora, la Panini propone anche gli Staks, immagini collezionabili stampate su una calamita. Anch’essi sono destinati a raccoglitori, ma anche usati per giocarci in uno specifico tabellone magnetico. Sono venduti in bustine che contengono 2 o 3 Staks.

I fumetti

La Panini si occupa anche di fumetti, grazie alla creazione della Panini Comics, nata nel 1994 come Marvel Italia, sezione editoriale italiana della Marvel Comics. Marvel Italia è stata affiliata alla Edizioni Panini, dopo che questa ultima è stata rilevata da Marvel statunitense. Ha cambiato così nome da Marvel Italia a Panini Comics, dopo l’ingresso del gruppo Merloni. La Panini Comics è diventata un colosso europeo dei fumetti, aggiungendo nella sua scuderia dal 2013 anche i periodici Disney in Italia. Che produce tra gli altri anche Topolino.

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