Anche i social Network controllati da parte dell’Agenzia delle Entrate

Rientrano anche i social network nelle misure di contrasto all’evasione dettate dalla Circolare n. 16 emanata in data 28 Aprile 2016 dall’Agenzia delle Entrate. Nel provvedimento firmato dal Direttore dell’amministrazione finanziaria Rossella Orlandi infatti viene previsto che Facebook ed altri social network possano essere usati dall’Agenzia quale strumento per attingere informazioni in merito a possibili intenti evasivi. Non solo la circolare prevede anche un incremento dello scambio di dati fiscali con gli stati esteri, utilizzo del transfer pricing solo qualora sia effettivamente rilevante, più controlli attraverso verifiche e meno derivanti da presunzioni ed infine prolungamento sino al 30 settembre delle istruttorie sulla voluntary disclosure effettuate dagli uffici (la scadenza dei termini per l’emissione dell’avviso di accertamento è fissata alla data del 31 dicembre 2016).

controlli agenzia entrate
controllati anche facebook e twitter

Social network più usati sotto controllo

La nota emanata in data 28 Aprile pone l’accento su controlli più di qualità da parte del fisco, puntando su selettività garantita da specifiche analisi di rischio.  Le aziende da controllare dovranno pertanto scaturire da un uso più approfondito delle banche dati a disposizione oltre che degli ulteriori strumenti di ausilio. Le informazioni contenute all’interno dei database, saranno del resto presto aggiornate ed integrate, in modo da permettere controlli più sicuri ed efficaci. Oltre ai dati presenti all’interno delle banche dati, gli 007 del fisco avranno a disposizione ulteriori notizie provenienti anche da fonti aperte, in modo da rendere lo  scenario informativo più ampio possibile.

Twitter e Facebook

Leggendo tra le righe pertanto il direttore Orlandi ha dichiarato che l’amministrazione potrà anche utilizzare informazioni attinte da social network, come Twitter, Facebook ed altri.

In merito all’utilizzo delle presunzioni la circolare dice che le stesse devono essere valutate con attenzione e devono comunque portare a risultati realistici e coerenti con l’effettiva capacità contributiva del soggetto indagato. Sono pertanto da evitare presunzioni automatiche, ricostruzioni induttive (in particolar modo qualora il risultato non sia coerente con il profilo del contribuente e con l’attività da esso svolta). La circolare n. 16 invita anche ad un utilizzo più efficace delle informazioni che pervengono da autorità fiscale estere oltre che ad un uso più intensivo dei dati dei vari database. Occorre pertanto incrementare l’attivazione dello scambio di informazioni e si invitano gli uffici ad una maggiore cooperazione internazionale.

Per quanto concerne il transfer pricing (ovvero i prezzi di trasferimento), tale metodo dovrà essere utilizzato con modalità più rigorose. In particolare il metodo dovrà essere utilizzato per colpire i comportamenti di erosione della base imponibile tenendo conto anche il rischio di produrre fenomeni di doppia imposizione internazionale. L’utilizzo del transfer pricing dovrà pertanto essere limitato ai casi maggiormente rilevanti ovvero nel caso in cui i controlli riguardino ipotesi maggiormente significative di manipolazione di prezzi di trasferimento (ossia i casi in cui si abbia delocalizzazione di redditi disponibili in altri Stati o territori con fiscalità agevolata).

In merito ad accertamenti che utilizzano i dati dell’Osservatorio del mercato immobiliare (Omi), gli stessi sono un dato iniziale per individuare il valore degli immobili, dato che in ogni caso dovrà essere integrato con ulteriori elementi. In ogni caso le verifiche dovranno essere costruite con il contradditorio con il contribuente prima dell’emissione dell’avviso di rettifica. Per determinare il valore dell’immobile la circolare invita anche ad effettuare accessi o ispezioni in loco.