Anatocismo bancario 2016, cosa è e le nuove disposizioni di Bankitalia

Di seguito vi enunciamo le novità introdotte dalla delibera del 24 agosto della Banca d'Italia in materia

Cos’è l’Anatocismo bancario? Come difendersi? Quali sono le sentenze sulle quali appellarsi per eventuali ricorsi? Qual’è il ruolo di Unicredit e degli altri istituti bancari? Cerchiamo di mettere ordine, sul significato del termine e su eventuali azioni da intraprendere per autotutelarsi.

 

Anatocismo bancario, questo sconosciuto. Un termine tecnico che ai più dirà poco, noto soprattutto agli addetti ai lavori, ma che nel sistema bancario italiano si verifica spesso. In pratica si tratta dell’interesse maturato su altri interessi resi produttivi su un determinato capitale. Tali interessi vengono definiti dal gergo bancario ‘composti’ e un esempio pratico ci viene fornito dal calcolo degli interessi che maturano da un conto deposito e di quelli degli interessi passivi di un mutuo. Nel nostro Paese, l’anatocismo bancario crea discussione da anni, anche nel dibattito politico. D’altronde, è un fenomeno che tocca oltre che l’etica finanziaria, anche l’aspetto molto delicato dal punto di vista legislativo e giudiziario. Infatti, dal 2014 questa pratica è stata considerata illegale, con diverse banche condannate. Dopo aver capito cos’è, vediamo quali sono le norme attuali che regolano l’anatocismo bancario.

La normativa vigente in precedenza

Fino al 2013, l’anatocismo bancario era regolato dalla normativa che prevedeva delle condizioni ben precise, in modo tale che gli interessi capitalizzati periodicamente non potessero produrre ulteriori interessi, calcolati sul capitale finale. Dal primo gennaio 2016, è entrata in vigore una delibera della Banca D’Italia proposta lo scorso 24 agosto 2015, rimasta solo una proposta fino al 23 ottobre e diventata effettiva per effetto delle mancate modifiche in essere. Consta di cinque articoli, che vanno così a modificare la normativa vigente fino al 31 dicembre 2015 e chiariscono molti punti.

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La Banca d’Italia ha varato una delibera sull’anatocismo bancario

Anatocismo bancario, i primi tre articoli della delibera di Bankitalia

Andando per ordine, partiamo ovviamente dal Primo articolo. Esso stabilisce che il cliente è definibile come chiunque intraprenda un rapporto con un intermediario e non genercamente tutti gli intermediari. Il Secondo articolo successivo, stabilisce che essa sia destinata alle operazioni volte al risparmio e relative al rapporto tra intermediari e clienti. Non rientrano invece gli interessi moratori. Il Terzo articolo sancisce che gli interessi maturati non possono maturare ulteriori interessi; ossia, generare proprio quello che viene definito anatocismo bancario.

anatocismo bancario
L’anatocismo bancario sono gli interessi maturati su altri interessi

Il quarto e quinto articolo

Il Quarto articolo si dedica specificamente al calcolo e alla riscossione degli interessi maturati in conto corrente, nonché nei conti di pagamento e finanziamenti sulle carte di credito. Il periodo di maturazione degli stessi deve essere sancito da un contratto e non può essere minore a dodici mesi. Pertanto, gli interessi saranno liquidati alla fine dell’anno solare, ovvero in data trentuno dicembre, e dunque non a cadenza trimestrale come facevano molte Banche.

Lo stesso articolo stabilisce altresì che la contabilizzazione degli interessi maturati deve essere separata dal capitale. Per effetto di ciò, essi non saranno addebitati sul conto della Banca, mentre gli interessi non capitalizzati saranno congelati fino a quando non saranno esigibili da parte del cliente. Ciò per evitare che maturino interessi a loro volta. La loro riscossione avverrà passati i sessanta giorni dal ricevimento dell’estratto, passati i quali saranno addebitati sul conto dell’Istituto di credito, mentre, in caso di cliente incapiente, egli potrà pagare gli interessi in contanti o con un bonifico da parte di un altro Istituto bancario. Ancora, sempre in caso di cliente incapiente, la Banca ha il diritto di utilizzare i primi soldi attivi sul conto, al fine di cominciare a riscuotere il proprio credito.

Infine, il Quinto articolo si limita a specificare che la delibera varata dalla Banca d’Italia è applicabile soltanto agli interessi maturati dal primo gennaio 2016. Data della sua effettiva entrata in vigore. Pertanto non ha potere retroattivo.