Analisi tecnica per investire in criptovalute: come utilizzarla

Come fare analisi tecnica per investire in criptovalute? A cosa serve analisi tecnica per investire in criptovalute? Complice la cavalcata nel corso di tutto il 2017 da parte del Bitcoin, le criptovalute sono diventate un asset di interesse generale. Mentre fino a poco tempo fa era roba per Nerd o per trader molto esperti. Non a caso, le Keywords economiche più cliccate dello scorso anno sono state Bitcoin, bolla e mercati finanziari. E così sono aumentate anche le truffe, con piattaforme che promettono facili guadagni pur non avendo particolari conoscenze in materia. In realtà, fare trading sul Bitcoin è una cosa seria, che richiede tanta formazione e informazione. Noi non perdiamo mai occasione per ribadirvi il consiglio che bisogna investire tramite Broker che abbiano regolare licenza CONSOB, massima autorità di vigilanza sui mercati finanziari.

Inoltre, bisogna anche avere a disposizione degli strumenti per investire al meglio sulle criptovalute. Come appunto l’analisi tecnica: usando questo metodo, infatti, i trader possono ottenere una migliore comprensione del “sentimento” del mercato, isolando trend significativi all’interno dello stesso e conseguendo importanti valori aggiunti conoscitivi. I dati ottenuti potranno poi essere sfruttati al fine di effettuare previsioni quanto più precise possibili e consapevoli. E, pertanto, aprire posizioni più attendibili e maggiormente in linea con le proprie strategie di trading.

Vediamo dunque di seguito meglio cos’è l’analisi tecnica per investire in criptovalute.

Sommario

Analisi tecnica nel trading cos’è

Cos’è l’analisi tecnica nel trading? Essa considera la storia di un asset sul suo grafico, riportando principalmente i prezzi ed i volumi di trading, indipendentemente da altri elementi tipici dell’analisi fondamentale. L’analisi tecnica trae origine dalla teoria di Dow, il cui principio dice che il mercato incorpora ogni informazione nei suoi prezzi. Quindi, tutti i dettagli presenti, passati e futuri sono già stati integrati nei prezzi delle attività correnti. Riguardo al Bitcoin e tutte le criptovalute, il prezzo includerà alcune variabili come la domanda attuale, passata e futura. Oltre a qualunque normativa che sta arrivando o che è già vigente, che potrebbero influenzare il mercato crittografico.

Il prezzo corrente diventa pertanto una risposta a tutti i dettagli che si hanno a disposizione, incluse le aspettative e le conoscenze di ogni asset scambiato sul mercato. Del resto, i movimenti dei prezzi non sono casuali. Invece, seguono spesso le tendenze, che possono essere sia a lungo che a breve termine. Dopo che una tendenza si è formata, l’investitore probabilmente sceglierà di seguirla, anziché contrastarla. Ecco che quindi gli analisti tecnici preferiranno isolare e trarre profitto dalle tendenze, utilizzando appunto l’analisi tecnica.

In economia l’analisi tecnica viene definita come lo studio dell’andamento dei prezzi dei mercati finanziari nel tempo, al fine di prevederne le tendenze future, tramite metodi grafici e statistici. In senso lato, è quella teoria di analisi (costituita da principi e strumenti) secondo cui è possibile prevedere l’andamento futuro del prezzo di un bene quotato (reale o finanziario), studiando la sua storia passata. E’ consigliabile utilizzarla insieme all’analisi fondamentale, per prendere le decisioni di trading.

L’analisi tecnica ha quindi il compito di analizzare e comprendere, tramite analisi del grafico, l’andamento dei prezzi. Trend che rispecchia in tutto e per tutto le decisioni degli investitori. Si basa altresì sull’assunto fondamentale che, poiché il comportamento degli investitori tende a ripetersi nel tempo quando si verificano talune condizioni grafiche, pure i prezzi si muoveranno di conseguenza.

Analisi tecnica come funziona

Quanti svolgono analisi tecnica sul trading si concentrano di più sul prezzo dell’asset e sul modo in cui ogni variabile può produrre un movimento nel suo prezzo, anziché capire quali siano i fattori fondamentali che possono incidere sul trend dell’asset. Dato che un evento storico tende a ripetersi anche nel trading, diventa possibile prevedere la psicologia del mercato attraverso l’analisi storica. Alla luce del fatto che i trader sovente reagiscono ugualmente quando vengono loro presentati stimoli tra loro simili.

Inizialmente, l’analisi tecnica veniva usata solo per analizzare il mercato azionario. Tuttavia, la sua diffusione si è gradualmente estesa ad altri mercati: quello delle materie prime, obbligazionario, valutario, appunto delle criptovalute, ecc.

L’analisi tecnica si basa quindi su tre fattori: prezzo, volume e open interest. Il termine “movimento dei prezzi” risulta pertanto limitato per un analista tecnico, giacché egli prende in considerazione pure i volumi del trading e gli open interest. Si tratta comunque di uno studio alla base di movimenti speculativi che è da sempre ritenuto in contrapposizione con lo studio di aspetti strutturali dell’economia reale (la cosiddetta analisi fondamentale).

Sono stati ideati numerosi strumenti per aiutare l’analista ad identificare in maniera tempestiva i trend ed i primi segnali d’indebolimento. I più noti sono gli indicatori e gli oscillatori.

Per quanto riguarda i grafici, fondamentale importanza hanno assunto negli anni le Candlesticks. Creati per meglio confezionare i segnali di acquisto e di vendita. Ad idearli fu il giapponese Munehisa Homma (1716-1803), che riuscì a farsi una fortuna facendo trading sul mercato del riso nel corso del ‘700.

Analisi tecnica a cosa serve

A cosa serve l’analisi tecnica? Ad identificare un cambiamento di tendenza rispetto ad uno stadio iniziale, mantenendo una posizione di investimento almeno fino a che non si comprenda che il trend stia cambiando direzione. Gli investitori che la applicheranno avranno un’operatività del tutto diversa rispetto ai trader che invece applicheranno una più semplice e comune tecnica chiamata buy and hold (o approccio del “cassettista”). Essa prevede di prendere una posizione per lungo tempo.

In realtà non esiste una tecnica migliore dell’altra in assoluto. Tutto è relativo, anche nei mercati finanziari. Tutto dipende dai nostri obiettivi, dalle nostre disponibilità finanziarie e dalla nostra emotività. Dipende quindi se siamo temprati e pronti a mantenere una posizione long oppure short. Se possiamo permettercelo, e così via. Nel caso delle criptovalute, dato che parliamo di un asset fortemente volatile, non è proprio consigliabile mantenere posizioni long. Il crollo del Bitcoin tra la seconda metà di dicembre 2017 e la prima metà di gennaio 2018 ne è testimone. Siamo passati da quasi 20mila dollari a 10mila dollari, praticamente la metà. Mentre per tutto il 2017 è passato dai mille dollari di gennaio appunto ai quasi 20 mila di dicembre. Con un trend rialzista per tutto l’anno.

Analisi tecnica, cos’è linea di tendenza

Cosa sono le linee di tendenza nell’analisi tecnica? Partiamo col dire che isolare le tendenze potrebbe essere più facile a dirsi che a farsi. Le criptovalute, di fatto, sono altamente volatili ed un grafico che raffigura i movimenti dei prezzi delle criptovalute finirà per mostrare una serie di alti e bassi che formano un modello poi difficile da analizzare.

Ciò non significa ovviamente che chi svolge analisi tecnica non possa trascurare la volatilità e riuscire comunque ad individuare una tendenza al rialzo dopo aver visto una serie di picchi crescenti. O, al contrario, individuare una tendenza al ribasso quando si intravedono una serie di minimi decrescenti. Oltretutto, esistono tendenze che si spostano lateralmente e, in questi casi, una criptovaluta non si muove in maniera significativa verso alcuna direzione.

Ecco quindi che risulta conveniente capire subito che le tendenze si presentano a molte forme, e che individuarle diventa un fatto molto soggettivo.

Analisi tecnica, cosa sono resistenze e livelli di supporto

Occupiamoci ora di altri due aspetti dell’analisi tecnica. Vale a dire le resistenze e i livelli di supporto. In genere, sul livello di un supporto dovrebbero stabilizzarsi una quantità di trader che sono disposti a comprare l’asset. Vale a dire una sparuta presenza di trader che ritengono che la valuta abbia un prezzo basso e quindi conveniente. E pertanto tenteranno di acquistarla.

Quindi, una volta che il livello dell’asset si avvicina al supporto, una domanda sempre maggiore finirà per interrompere il declino dei prezzi. E potrebbe risultare tanto forte da invertire la tendenza verso il rialzo.

Un livello di resistenza è esattamente l’opposto: si tratta di un’area nella quale molti venditori attendono pazientemente i loro ordini, formando una vasta zona di rifornimento. Ogni volta che il valore dell’asset si avvicina a quel “tetto”, incontrerà una resistenza che spingerà il prezzo verso il basso. Il meccanismo che si innesca è il seguente: per i trader il prezzo dell’asset risulterà eccessivo, e in virtù di ciò saranno spinti a collocarlo sul mercato per monetizzare le proprie posizioni.

Cosa accade quando si rompe una resistenza o un supporto?

C’è un’alta probabilità che ciò comporti un importante indicatore di rafforzamento della tendenza esistente. Un ulteriore rinforzo del trend si verifica quando il livello di resistenza si converte in un livello di supporto, e viene testato subito dopo la rottura.

Analisi tecnica e medie mobili

Rientra nell’analisi tecnica delle criptovalute anche la media mobile, utile per semplificare il riconoscimento delle tendenze. Essa si basa sul prezzo medio della valuta in un determinato lasso di tempo.

A titolo di esempio, una media mobile a 20 giorni sarà determinata in base al prezzo della moneta per ciascuno dei 20 giorni di trading precedenti a quel giorno, suddiviso per il numero di periodi.

Questo è un caso di media mobile semplice, ma ne esistono anche altre. Come la media mobile esponenziale, la quale dà più peso nel suo calcolo ai valori di prezzo degli ultimi giorni anziché a quelli precedenti.

La ‘media mobile semplice’ viene calcolata su una determinata quantità di dati dei prezzi ed è mobile perché si muove di periodo in periodo.

Data una media di un certo arco temporale, volta per volta si aggiunge il dato più recente eliminando dal calcolo l’ultimo dato della serie. La media mobile può essere utilizzata come supporto o resistenza dinamica. I periodi più usati nel grafico giornaliero per la media mobile sono 50, 100 e 200.

Se i prezzi evidenziano un trend rialzista importante la media mobile sarà un supporto di medio/breve termine importante. Se al contrario i prezzi mostrano una tendenza al ribasso, la media mobile darà luce ad una resistenza dinamica significativa.

Analisi tecnica, cos’è il volume di trading

Il volume di scambi nel trading è importante per identificare le tendenze. Come si può intuire, le tendenze significative sono infatti generalmente accompagnate da un elevato volume di scambi, mentre le tendenze deboli, viceversa, da un basso volume di trading.

Quindi, in virtù di ciò, se il prezzo di un asset cala, sarebbe meglio controllare il volume che ha accompagnato il declino. Un trend di crescita nel lungo periodo tenderà ad essere accompagnato da un elevato volume di aumenti e un basso volume di declini. Diventa pure importante notare come il volume aumentando o meno nel tempo. Se esso si riduce benché si stia verificando una crescita del prezzo, è probabile che la tendenza al rialzo sta esaurendo la propria forza. Viceversa può capitare per un trend al ribasso. Probabilmente sta per arrestarsi ed iniziare la risalita. E in queste fasi di passaggio che i trader devono prendere posizione, vendendo o acquistando a seconda, prima che il trend cambi.

Insomma, come abbiamo avuto modo di comprendere, utilizzando l’analisi tecnica i trader possono identificare tendenze e sentiment di mercato e hanno anche la capacità di prendere decisioni di investimento più sagge.

Analisi tecnica efficace?

Da quanto detto fino ad ora, si evince quanto l’analisi tecnica sia un metodo pratico per poter ottenere informazioni ottenibili sui prezzi e sul volume di trading.

Tuttavia, quando si vuole assumere una posizione, vale sempre la regola di utilizzare più strumenti tecnici. Anche nel caso dell’analisi tecnica. E ciò vale soprattutto per le criptovalute, asset fortemente volatili, che non hanno un valore intrinseco ma esso viene dato dalle stesse speculazioni dei trader. Un po’ il limite che sottolineava Warren Buffet, Guru del trading che ha deciso di stare alla larga dal Bitcoin e dalle sue innumerevoli sorelle. Egli infatti paragona le criptovalute all’oro. Il valore delle criptovalute è influenzato da regolamentazioni, novità sui mercati regolamentati, i fork, ecc.

L’analisi tecnica non prende in considerazione tali fatto e quindi è meglio abbinarci ad altri strumenti di analisi per avere un quadro più completo della situazione.

Analisi tecnica vantaggi

Quali sono i vantaggi di utilizzare analisi tecnica per investire in criptovalute? Rispetto alla strategia buy and hold, i vantaggi finiscono per risultare più evidenti in quei periodi nei quali i mercati non fanno registrare alcun progresso o trend netto, evidenziando comunque notevoli fluttuazioni laterali (volatilità). I casi più lampanti che si possono ricordare sono quelli dell’indice Dow Jones Industrial Average durante il periodo 1966-1982. Alla fine del 1982 il valore dell’indice si discostava di poco da quello segnato nel lontano 1966. Registrando però in quei 16 anni 5 evidenti cicli al rialzo. Un ipotetico investitore, che fosse stato così fortunato da vendere in corrispondenza dei cinque massimi ed acquistare nei minimi, avrebbe visto crescere il suo investimento di 1000 nel 1966 sino a 10.000 dollari entro l’ottobre del 1983 (escludendo però i costi di transazione e le imposte). Viceversa, un cassettista avrebbe guadagnato solo 250 dollari. Certo un’attesa lunga 16 anni è difficilmente verificabile.

Un altro esempio si ha sull’andamento dell’indice Comit verificatosi dal 1973 al 1996 Nel decennio 1986-1996, l’indice non ha fatto registrare alcun progresso. Nella fattispecie, una strategia buy and hold avrebbe fatto conseguire al trader una performance addirittura negativa, mentre una strategia che avesse individuato dinamicamente e sempre correttamente i principali punti di svolta avrebbe reso più probabile dei gain.

Certo, non bisogna illudersi che l’analisi tecnica faccia guadagnare sicuro. Dato che è impensabile riuscire ad acquistare esattamente nei punti di minimo e vendere nei punti di massimo per le posizioni long e viceversa per quelle short. Questi valori possono essere conosciuti ovviamente solo successivamente, quando si effettuano studi specifici “a bocce ferme”. L’analisi tecnica serve ad aiutare ad identificare la direzione di un trend e segnalare quando sta per avvenire una sua inversione. Dato che è impossibile concepire un solo strumento in grado di segnalare tutti i punti di svolta, ne sono stati costruiti tanti. I quali non si limitano solo ad essere indicatori di tipo grafico, ma anche di tipo quantitativo e statistico.

Siamo di fronte quindi ad un insieme di indicatori, definiti come funzioni di prezzi e volumi precedenti. Il raggiungimento di un certo valore prestabilito come soglia segnala l’opportunità di un acquisto o di una vendita. In buona parte dei casi si tratta di procedimenti sviluppati e raffinati negli Usa a partire dagli anni ‘30 per tutti i successivi settant’anni. Dall’alto delle esperienze operative di migliaia di operatori. Tali regole vengono spesso implementate nei cosiddetti “trading systems” automatizzati.

Analisi tecnica principi base

Tre sono i principi base su cui poggia analisi tecnica dei mercati finanziari. I seguenti:

Il prezzo sconta tutto

Si tratta di una premessa basilare per comprendere correttamente l’analisi tecnica. Infatti, l’analista si muove dalla convenzione che nei prezzi di borsa, o di un contratto di merci, siano già inclusi tutti quei fattori di tipo fondamentale, politico, psicologico, monetario ed economico, che ne hanno determinato l’andamento.

I grafici da soli non causano il trend di mercato. Ma ne riflettono la sua psicologia rialzista o ribassista. L’affermazione “il mercato sconta tutto” acquista forza con l’esperienza individuale e dimostra che lo studio dei prezzi del mercato è un elemento fondamentale dell’analisi tecnica. Grazie allo studio dei grafici dei prezzi, supportati da indicatori tecnici, gli analisti riescono a capire quale direzione il mercato sta per prendere, senza dover ricorrere all’analisi delle motivazioni esterne al prezzo stesso.

La storia si ripete

Questo è un secondo assunto di base dell’analisi tecnica. E si verifica in situazioni quali doppi-tripli massimi o minimi, vale a dire in situazioni nei quali i prezzi arrestano la loro corsa rialzista o ribassista in prossimità di aree che già in precedenza avevano invertito tendenze in atto. Dimostrando così come alcuni punti critici possano essere ricordati anche dopo lungi lassi di tempo

Validità dei trend

Questo assunto si basa sulla premessa che è più facile che un trend abbia un andamento continuo piuttosto che una brusca inversione. Pertanto, ritiene che il trend sia destinato a proseguire fino a quando non mostri chiari segni di inversione.

Quindi, ricapitolando, l’analisi tecnica si basa sull’espressività dei prezzi, sull’importanza dei fattori storici e sui trend. A questi aggiungiamoci pure l’ipotesi di inefficienza dei mercati e l’ipotesi di irrazionalità di comportamento da parte dei diversi operatori. Variabili “impazzite” che bisogna sempre prendere in considerazione e mai dimenticare.

Analisi tecnica critica

All’analisi tecnica sono state mosse delle critiche. In particolare, ad essere presa di mira è l’autolimitazione, basata sul comportamento simile che prendono vari operatori. E prevedere la direzione dei futuri prezzi tramite il solo utilizzo dei dati passati. Critica principale a questo presupposto è che i grafici fotografano una situazione già avvenuta; quindi ci dicono dov’è il mercato, ma non dove andrà. E ciò vale ancora di più nel mondo volatile delle criptovalute.

Altra critica viene mossa alla teoria del random walk (il cosiddetto andamento casuale), che sostiene che i prezzi si muovono secondo una direzione aleatoria. In questo senso, una tecnica previsionale viene semplificata a mera scommessa.

Critiche all’autoalimentazione

La critica alla “autoalimentazione” prima detta è sicuramente importante, ma ormai è stata superata dal fatto che l’analisi tecnica si sia diffusa nel tempo ad un numero di persone sempre maggiore. Le quali hanno acquisito una buona familiarità con l’uso dei grafici. Ciò fa sì, secondo questa teoria, si verifichino masse di capitali mosse di conseguenza creando ondate di acquisti e di vendite in risposta di figure rialziste o ribassiste.

Tuttavia, è bene sapere che la lettura dei grafici sia un fatto soggettivo in quanto di uno stesso grafico molte persone finiscono per dare molteplici valutazioni e vederci una situazione diversa. Anzi, dato che le configurazioni tecniche sono raramente palesi, gli stessi analisti esperti si trovano spesso in disaccordo nelle loro interpretazioni.

Ma a parte la diversa interpretazione dei grafici, i trader hanno un approccio diverso al mercato. C’è chi proverebbe ad anticipare il segnale tecnico, altri comprerebbero o venderebbero sulla “rottura” di una data figura, altri ancora aspetterebbero la conferma del segnale prima di prendere posizione. Quindi, è quasi impossibile che tutti i trader si muovano nello stesso tempo e modo.

Molto più preoccupante è invece la forte crescita dell’uso di sistemi tecnici computerizzati (trading systems) nel mercato dei futures. Può quindi verificarsi che si concentri un’enorme massa di denaro su un numero esiguo di trend. Ciò può comportare che si leggano distorsioni dei movimenti dei prezzi nel breve periodo, anche se non riescono a modificare un andamento primario del mercato.

Critiche all’importanza della storia

Altra critica mossa all’analisi tecnica è, come detto, quella dell’importanza della storia per prevedere il futuro. Certo, occorre capire cosa è successo in passato per prendere decisioni future. E ciò vale in tutti i campi e si chiama esperienza. L’esperienza insegna a non commettere gli stessi errori. L’uso dei prezzi passati per predire il futuro tramite l’analisi tecnica si basa su concetti di origine statistica. Ed è strano che l’importanza del passato venga confutata solo all’analisi tecnica. Infatti, tutti i sistemi di previsioni, dalla meteorologia all’analisi fondamentale, sono basati interamente sullo studio delle serie storiche del passato.

Il random walk

La teoria del random walk prevede che il variare dei prezzi sia del tutto indipendente e che la storia dei prezzi non costituisca di per sé un indicatore affidabile per i prezzi futuri nel lungo periodo.

Il lavoro sui mercati finanziari può apparire irregolare a chi non ha studiato per bene le sue modalità comportamentali, ma ci si rende conto di essa migliorando l’abilità nell’interpretare i grafici. E così è diventata importante la “finanza comportamentale”, nata negli anni ‘70, la quale mette in relazione i processi psicologici nelle scelte di acquisto o vendita. Dando un peso alla psicologia nell’economia, non vista più come una scienza fatta di freddi e oggettivi numeri. Anzi, i fattori psicologici influenzano i prezzi nel mercato. Ed è questa una delle basi principali dell’analisi tecnica. La finanza comportamentale è stata sempre più presa in considerazione e ciò lo dimostra il fatto che 4 Premi Oscar per l’Economia siano stati assegnati a chi proviene da questa scuola. Ben tre negli ultimi 15 anni, di cui l’ultimo proprio nell’ultima occasione.

Analisi tecnica termini utili

Ecco alcuni termini utili usati nella analisi tecnica:

  • Breakout: quando i prezzi rompono un’importante area di supporto o resistenza
  • Stop loss: ordine che chiude l’operazione per fermare le perdite
  • Resistenza: area dove incrementa la pressione dei venditori
  • Supporto: area dove incrementa la pressione dei compratori
  • Trend line: linea che funge da supporto o resistenza
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