L’analisi dell’economia italiana secondo Ignazio Visco

Emblem of the Bank of Italy

Il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, ha reso nota una sua personale analisi della situazione dell’economia italiana in questo preciso periodo storico. In questa analisi sono stati presi in considerazione vari temi, dalla crisi allo scandalo Monte dei Paschi di Siena, passando dal ruolo centrale di Bankitalia. Ignazio Visco ha scelto Forex per la sua analisi, in cui non si è risparmiato in dettagli, critiche e proposte. Per lui “l’economia italiana attraversa ancora tempi difficili” e per questo il nostro Paese “non deve abbassare la guardia”. In altre parole, per uscire in maniera definitiva dalla crisi, che ormai ci attanaglia da 5 anni, è necessario compiere altri sforzi e non adagiarsi ai primi segnali di miglioramento della situazione. Servono ancora dei sacrifici per dimostrare agli investitori internazionali che possiamo ritornare ad avere i conti in ordine ed essere competitivi e sicuri.

Per quel che concerne il sistema bancario italiano, Visco apre una grande parentesi. Ricordiamo che proprio in questi giorni si parla molto delle banche italiane e non di certo per una nota positiva, ma per lo scandalo della Monte dei Paschi di Siena che, lo ricordiamo, ha fatto il giro del mondo. Visco, seppur senza minimizzare sull’accaduto, che definisce gravissimo, fa presente che tutto questo non può andare a intaccare il sistema bancario nella sua interezza, né l’immagine che ce ne ha agli occhi degli altri Paesi: il nostro sistema bancario, viene definito solido, nonostante tutto.

Il governatore ha detto la sua anche sulla vicenda Mps in sé, sottolineando che alla base di tutto c’è stata “un’ambiziosa operazione di acquisizione effettuata alla vigilia dello scoppio della crisi, sulle cui modalità sono in corso approfondimenti importanti e doverosi, e una gestione dei rischi finanziari non adeguata, le cui conseguenze sono state aggravate dalla crisi del debito sovrano”.

Ma non finisce qui, perché l’analisi abbraccia anche molti altri temi come, ad esempio, quello del lavoro. Si sottolinea che nell’ultimo quinquennio, ossia quello interessato dalla crisi economica, si sono persi oltre mezzo milione di posti di lavoro e ciò ha provocato un inevitabile crollo dell’economia. Per questo motivo, ma non solo, si deve pensare a una strategia per far risollevare occupazione ed economia. Infine, Visco ipotizza che i primi segni di ripresa dovrebbero arrivare nel secondo semestre di questo 2013, sebbene in maniera molto lenta e modesta. Tutto ciò ci fa capire che la crisi economica non è per nulla finita, dato che ancora attanaglia la nostra economia, ma che, tuttavia, qualche possibilità di ripresa è possibile.

In definitiva, il peggio dovrebbe essere passato e adesso si dovrebbe iniziare a spianare la strada alla ripresa. Ovviamente, i margini sono estremamente incerti, perché il tutto dipende da una serie di fattori, alcuni dei quali non ponderabili alla perfezione. Ciononostante, da più parti si descrive il 2013 come l’anno dell’uscita, più o meno definitiva, dalla crisi che, rammentiamo, non è solo un problema italiano, bensì mondiale. Bisogna necessariamente attendere ancora altro tempo prima di dirci completamente fuori pericolo, sebbene, c’è da sottolinearlo, il peggio sembra essere passato.

Per facilitare il tutto, Visco propone un ruolo più attivo e forte della Banca d’Italia, ma non solo: se è necessario anche i vertici delle grandi banche dovranno essere cambiati, per evitare ulteriori scandali che fanno male all’immagine del nostro Paese e sopratutto al suo futuro.