Ammiraglio De Giorgi: vizi privati e milioni di sperperi pubblici

Non si fermano le polemiche sul supposto sperpero di denaro pubblico da parte dell’ammiraglio Giuseppe de Giorgi, capo di stato maggiore della Marina. Un nuovo dossier anonimo, inviato anche alla Presidenza del Consiglio e alla magistratura militare, è arrivato sulle scrivanie della Procura di Potenza, che nell’ambito dell’inchiesta scandalo sul petrolio ha già indagato De Giorgi per abuso d’ufficio, traffico illecito di rifiuti e associazione a delinquere insieme a Gianluca Gemelli (compagno dell’ex ministro dello Sviluppo Federica Guidi).
Adesso il capo di stato maggiore della Marina, se i pubblici ministeri di Potenza dovessero trovare riscontri sulle carte ricevute, dovrà rispondere di accuse se possibile ancora più imbarazzanti, perché tirano in ballo una gestione a dir poco allegra delle risorse a lui affidate, e forse accettare di accelerare i tempi del proprio pensionamento, come da più parti richiesto.

Il nuovo “Dossier De Giorgi”, appalti sospetti per decine di milioni

Il dossier su Giuseppe De Giorgi, stando alle prime indiscrezioni di stampa, contiene documenti riservati, originali e molto circostanziati, su una gestione impropria delle risorse della Marina e su diversi appalti gestiti dall’ammiraglio in piena autonomia, che configurano per lo meno un abuso d’ufficio e uno sperpero di denaro pubblico per svariati milioni di euro.
Tra gli appalti sotto gli occhi degli inquirenti, spiccano quelli relativi ai lavori di allestimento di una fregata presso i cantieri Fincantieri. L’ammiraglio De Giorgi ordinò che venissero apportate modifiche all’area riservata al comandante e agli ufficiali, per una spesa supplementare di 43 milioni di euro che rimasero totalmente sulle spalle dei contribuenti.
Ancora più compromettente potrebbe essere una lettera spedita nel novembre 2013 al capo di Stato Maggiore della Difesa per chiedere l’approvazione ad avviare la produzione di unità ultra tecnologiche ad alta velocità, con una commessa che avrebbe dovuto essere portata a termine dalla società As Aeronautical. Peccato che tale società sia, si sostiene nel dossier, una scatola vuota intestata a un prestanome, l’ingegner Bordignon, consulente dell’ex ministro Guidi.

L’allegra Marina Militare dell’ammiraglio De Giorgi, tra aerotaxi e festini

Servizi aerotaxi per l'ammiraglio De Giorgi e le sue accompagnatrici: la Procura indaga
Servizi aerotaxi per l’ammiraglio De Giorgi e le sue accompagnatrici: la Procura indaga

Alcune delle accuse contenute nel dossier, se confermate, sarebbero decisamente imbarazzanti per il capo di stato maggiore della Marina. L’incrociatore Vittorio Veneto, nostra nave ammiraglia di cui De Giorgi era comandante, sarebbe stata la location per svariati “festini” privati, con tanto di allegre ospiti trasportate per l’occasione con gli elicotteri dell’Esercito. Un jet Falcon 20 sarebbe invece diventato una sorta di aerotaxi dell’ammiraglio, utilizzato liberamente come mezzo di trasporto per gli spostamenti privati, a volte con piacenti accompagnatrici e sempre a carico dei contribuenti. Un’immagine su tutte rappresenta gli abusi di cui si sarebbe macchiato l’ammiraglio De Giorgi: il cavallo bianco, noleggiato per l’occasione, su cui sarebbe salito in sella per dare il benvenuto sulla Vittorio Veneto ai suoi ospiti.
La Marina Militare, almeno per il momento, con un comunicato stampa nega tutti i fatti contenuti nel dossier, giudicati “totalmente inesistenti”.