Altro che crisi, McDonald’s annuncia nuovi investimenti ed assunzioni in Italia

mcdonald

Di tanto in tanto, praticamente ciclicamente, McDonald’s viene dato in crisi. Perfino spacciato, senza futuro. Vuoi per i cambiamenti nelle abitudini dei consumatori, vuoi per le nuove mode, nuovi concorrenti, maggiore consapevolezza del mangiare sano, attacchi di inchieste giornalistiche o cinematografiche, scandali o pseudo tali.

Eppure McDonald’s è sempre lì, con i locali più o meno affollati, e la voglia continua di rinnovarsi e stare al passo coi tempi. Proponendo nuovi prodotti, attenti alle nuove tendenze gastronomiche (si pensi ai panini vegetariani) o adeguandosi ai prodotti tipici locali.

Il marchio americano Re dei Fast food è presente in Italia da inizio anni ‘80 e si espanso a macchia d’olio negli anni ‘90. Ed oggi investe ancora massicciamente nel nostro Paese, aprendo nuove sedi con relative assunzioni. Ecco le novità che McDonald’s ha in serbo in futuro per il nostro Paese.

Sommario

L’importanza dell’Italia per McDonald’s

A far capire quanto sia importante l’Italia per il marchio McDonald’s ci pensa Mario Federico, ad di McDonald’s Italia. In una intervista a LaStampa, ha infatti dichiarato: «L’ Italia è oggi tra i nostri primi 5 mercati “emergenti”al mondo con il più alto tasso di crescita. E in assoluto uno di quelli da cui ci si aspetta di più nei prossimi anni insieme a colossi quali Cina, Russia, Corea e Spagna».

Mario Federico vanta un passato nella grande ristorazione di lusso, e lavora da 20 anni per la multinazionale americana dove ha ricoperto diversi ruoli apicali in giro per il mondo. Da due anni, Steve Easterbrook, il numero uno di McDonald’s, ha affidato il compito di portare l’Italia tra i Paesi non americani più importanti per il marchio. Dove già troviamo Canada, Australia, Francia, Germania e Gran Bretagna. Paesi dove l’espansione è già avvenuta e dove i margini di crescita sono oggi stabili.

I numeri di McDonald’s in Italia

I numeri registrati da McDonald’s in Italia sono già imponenti. Le vendite e le visite nei 557 ristoranti sono aumentate del +10,6% e del +8,8% sul 2016. Un giro di affari stimato di 1,2 miliardi di euro. Sono i numeri del 2017.

In Italia, dice l’amministratore delegato: «L’anno scorso il mercato di riferimento – 290 mila esercizi tra pizzerie, fast food, bar e tavole calde – è cresciuto dell’1,5%». La sfida è ora quella di aumentare la forbice con un piano di investimenti immobiliare del valore complessivo di 300 milioni di euro che prevede da qui al 2020 ogni anno venti nuove aperture e il restyling di 150 ristoranti. Tutti concepiti con l’innovativo format chiamato “experience of the future”.

La vera novità sarà la difformità estetica dei nuovi locali. Inoltre, si punta anche a migliorare l’esperienza del consumatore. I nuovi locali saranno realizzati con spazi più ampi, angolo McCafè e chioschi touch screen per facilitare l’ordine, personalizzare il panino e abbattere le lunghe code alla cassa.

Fino al 2017 erano 76 i ristoranti Eotf, nel 2018 ne saranno aggiunti altri 140, entro il 2020 saranno tutti così. Il tutto, ovviamente, porterà ripercussioni positive sul piano dell’occupazione, la quale crescerà di 1000 unità all’anno fino al 2020, così com’è accaduto negli ultimi 5 anni, anche in vista dello sviluppo del servizio a domicilio (da 84 ristoranti si passerà a 253).

Ad oggi sono già oltre 20mila i dipendenti che lavorano nei ristoranti McDonald’s e che servono ogni giorno più di 700.000 clienti. Con alle spalle 800 ore di formazione l’anno, il 94% è assunto con una forma contrattuale stabile, l’81% ha meno di 35 anni, il 60% è rappresentato da donne e il 32% da lavoratori studenti. L’età media del personale che lavora da McDonald’s. Con McDonald’s è anche possibile conciliare lavoro e studi universitari, infatti i lavoratori studenti sono il 45%.

Ciò quindi farebbe anche venire meno l’idea di “mc job”, ossia quei lavori da fast food sottopagati, di bassa professionalità e precari a vita.

Nel 2017 McDonald’s Italia ha visto i ricavi crescere del 10,63%, a circa 1,2 miliardi di euro, con circa il 9% di visite di clienti in più. “E anche quest’anno abbiamo cominciato allo stesso modo, a doppia cifra, il che è tanto più significativo se si pensa che il resto del mercato è cresciuto in media dell’1,5%”.

La McDonald’s che verrà

Come dicevamo, McDonald’s si è adeguata ai tempi. Cambiando quel modello di business che lo ha contraddistinto fino a qualche anno fa: servire al banco, velocemente, ad un prezzo basso, lo stesso panino con gli stessi ingredienti, con lo stesso tipo di servizio, nello stesso tipo di locale. Diversificare servizio, estetica e prodotto è oggi il mantra del colosso americano.

Mario Federico sottolinea come l’intuizione principale è stata quella di aprire alle colazioni, servendole all’italiana, col caffè al banco. E di puntare su ingredienti e produttori locali, su chef stellati come testimonial. Il marchio collabora costantemente col Ministero e solo per la carne, ha più di 15 mila allevatori. Ma questa strategia viene da un ventennio fa. Il punto di partenza è stato quando il Parmigiano Reggiano Dop è entrato nei panini, era il 1997. Da lì altri prodotti made in Italy sono stati inseriti nel menu tra cui pane, pomodori per fare il ketchup, uova, olio extra vergine IGreco, Speck Alto Adige Icp, caffè Ottolina, prosciutto cotto Beretta.

A cui si aggiungono i brand storici di Inalca e Amadori per la carne bovina e pollo. Oggi, l’azienda usa per l’80% materie prime acquistate da fornitori italiani pari a 82 mila tonnellate di prodotti agroalimentari ogni anno, alcuni dei quali esportati oltre confine, per un valore totale di 200 milioni di euro. Valore che quest’anno è cresciuto di altri 10 milioni di euro grazie alla collaborazione che McDonald’s ha stretto con Joe Bastianich, noto in Italia per il programma Masterchef. Bastianich ha lanciato solo per il mercato italiano la linea “My Selection” dei burger premium, con prodotti tipici come la cipolla rossa di Tropea Igp, l’aceto balsamico di Modena Igp e il provolone Valpadana Dop.

A livello mondiale, Mc Donald’s ha annunciato che entro i prossimi 4 anni la metà degli happy meal venduti non contenga più di 600 calorie, di cui al massimo il 10% da grassi saturi. L’Italia su questo fronte è un passo avanti, essendo stato uno dei primi Paesi a introdurre il pollo alla griglia.

Quotazione McDonald’s in Borsa

McDonald’s assunzioni in Italiastock

Come detto, McDonald’s prevede un ampio piano di assunzioni nel nostro Paese. A Falconara (Ancona) è alla ricerca di 15 persone. Giovedì 5 aprile la multinazionale del fasto food è stata nel piazzale antistante il PalaBadiali con il McItalia Job Tour, l’evento itinerante per la selezione dei candidati, per il quale sono pervenute quasi 900 candidature via mail Ma l’azienda fa sapere che si potranno anche presentare nuove candidature sul posto.

McDonald’s selezionerà 15 persone dinamiche per le posizioni di Addetto Ristorazione Veloce, Hostess e Steward, predisposte al lavoro in team e al contatto con il cliente. Se vuoi partecipare alle preselezioni puoi procedere alla registrazione online.

Sono più di 2.300 i curricula ricevuti invece per i 150 nuovi posti di lavoro previsti per il rafforzamento dello staff dei McDonald’s di Roma, dove è arrivato il McItalia Job Tour. I principali requisiti richiesti ai candidati sono la predisposizione al lavoro in team e al contatto con il cliente.

Ai colloqui individuali sono stati convocati oltre 260 candidati che hanno già superato le prime due fasi di selezione online inserendo il proprio cv e rispondendo alle domande di un test sul sito mcdonalds.it.

Sono ben 40 i posti di lavoro per giovani tra i 18 e i 27 anni disponibili da McDonald’s per i ristoranti di Monza e Concorezzo. Candidarsi è semplice sono richiesti i seguenti requisiti:

  • perfetta conoscenza della lingua italiana
  • capacità di lavoro in gruppo e doti relazionali
  • Flessibilità sui part-time anche serali e festivi

La selezione riguarda addetti per ristorazione veloce, addetti ai tavoli, area bambini, angolo compleanni. Il loro compito sarà quello di accompagnare il cliente dall’accoglienza all’ordinazione, fino al pagamento, ma anche di preparare tutti i prodotti per la vendita al pubblico. Fondamentale, come sempre nel sistema McDonald’s, improntato sul merito, le pari opportunità e la crescita professionale, è l’attenzione agli standard di pulizia, qualità, igiene e sicurezza.

McDonald’s è una realtà professionale che offre opportunità di crescita ai giovani che abbracciano questa professione.

McDonald’s si impegna a ridurre il 36% di emissioni di gas serra

McDonald’s si impegna entro il 2030, a ridurre le emissioni di gas serra della rete di ristoranti e degli uffici del 36%. E le emissioni del 31% lungo tutta la supply chain, rispetto al 2015. Il doppio obiettivo, annunciato da McDonald’s, è stato approvato dal Science Based Targets initiative (SBTi), una collaborazione tra l’Istituto Mondiale di Ricerca, Wwf, Cdp (Carbon Disclosure Project) e il Patto Globale delle Nazioni Unite.

Attraverso queste iniziative, McDonald’s intende ridurre di 150 milioni di tonnellate le sue emissioni di gas serra in atmosfera entro il 2030. Questo equivarrebbe a ritirare 32 milioni di autovetture dalla strada per un intero anno, o a piantare 3,8 miliardi di alberi e coltivarli per dieci anni.

Per raggiungere questi obiettivi – spiega Steve Easterbrook, presidente e Ceo di McDonald’s – lavoreremo con i nostri fornitori per un approvvigionamento responsabile, promuoveremo le fonti rinnovabili e un uso più efficiente dell’energia, ridurremo i rifiuti e implementeremo il riciclaggio”.

Per raggiungere l’obiettivo, quindi, McDonald’s lavorerà lungo tutta la sua supply chain, gli uffici e i ristoranti introducendo miglioramenti innovativi come luci al Led, strumenti ad alta efficienza nelle cucine, packaging riciclato o certificato, raccolta differenziata nei ristoranti, e supportando pratiche agricole sostenibili.

McDonald’s lavorerà in maniera prioritaria sui segmenti maggiormente responsabili del suo carbon footprint: produzione di carne bovina, utilizzo di energia nei ristoranti e relative fonti, imballaggio e produzione di rifiuti. Questi ambiti sommati tra loro rappresentano circa il 64% delle emissioni globali di McDonald’s.

Molto soddisfatto dell’impegno da parte di McDonald’s anche Carter Roberts, presidente e Ceo di Wwf Usa.

McDonald’s ingaggia in Francia Lucky Luke e Goku

In Francia, da quasi dieci anni (2009), ha debuttato la campagna promozionale di McDonald’s basata sullo slogan Venez comme vous êtes (“Venite così come siete”), che sottolinea l’approccio casual da parte della popolare catena di fast food.

Una delle prime pubblicità di questa iniziativa coinvolgeva i personaggi di Asterix, impegnati in uno dei loro popolari banchetti non attorno al loro tradizionale falò, bensì all’interno di un ristorante McDonald’s.

Oggi invece McDonald’s ingaggia altri due personaggi: Lucky Luke, con la sua ombra più veloce anche nel mangiare hamburger, e Son Goku di Dragon Ball, impegnato in una fusione con un display elettronico.

Il connubio di McDonald’s coi personaggi dei cartoni animati è però ormai storico. Partito dagli anni ‘90 coi personaggi Disney, sebbene non sia mancato qualche problema.

Qualche anno fa, la multinazionale è stata costretta a ritirare dal mercato 12 milioni di bicchieri di plastica con i personaggi di Shrek, venduti a 2 dollari l’uno per la promozione del nuovo cartoon “Shrek Forever After” in quanto il disegno conteneva cadmio, un elemento chimico tossico che provocherebbe problemi di respirazione, e se ingerito, addirittura avvelenamento al fegato ed ai reni.

I presunti bicchieri cancerogeni, prodotti a quanto pare in Cina, sarebbero stati circa 12 milioni in tutto, di cui 7 milioni già venduti e altri 5 milioni in giacenza nei magazzini americani dell’azienda.

McDonald’s chi è

Chi è McDonald’s? McDonald’s è un’azienda americana di fast food, fondata nel 1940 come ristorante gestito da Richard e Maurice McDonald, a San Bernardino, in California, negli Stati Uniti. Hanno ribattezzato la loro attività come bancarella di hamburger.

La prima volta che un franchising di McDonald’s ha utilizzato il logo Golden Arches è stato nel 1953 in un luogo a Phoenix, in Arizona. Nel 1955, Ray Kroc, un uomo d’affari, si unì alla compagnia come agente di franchising e procedette all’acquisto della catena dai fratelli McDonald. I fratelli erano in disaccordo con la linea business di Kroc, essendo ancora ancorati alla vecchia idea tradizionale con cui erano partiti.

McDonald’s aveva il suo quartier generale a Oak Brook, Illinois, ma ha approvato piani per trasferire la sua sede globale a Chicago entro il 2018. McDonald’s è la catena di ristoranti più grande del mondo per fatturato, con oltre 69 milioni di clienti al giorno in oltre 100 paesi su circa 36.900 punti vendita a partire dal 2016. Anche se McDonald’s è noto per i suoi hamburger, vende anche cheeseburger, prodotti a base di pollo, patatine fritte, prodotti per la colazione, bevande analcoliche, frappè, involtini e dessert. I

In risposta al cambiamento dei gusti dei consumatori e ad una reazione negativa a causa della cattiva salute del loro cibo, l’azienda ha aggiunto al suo menu insalate, pesce, frullati e frutta. Le entrate della McDonald’s Corporation derivano dall’affitto, dalle royalties e dalle commissioni pagate dagli affiliati, nonché dalle vendite nei ristoranti gestiti dalla società.

Secondo un rapporto della BBC pubblicato nel 2012, McDonald’s è il secondo datore di lavoro privato al mondo (dietro Walmart con 1,9 milioni di dipendenti), 1,5 milioni dei quali lavorano per franchising.

McDonald’s storia

I fratelli Richard e Maurice McDonald aprirono nel 1940 il primo McDonald’s sulla quattordicesima strada a San Bernardino, in California. Ma non era il McDonald’s come oggi lo conosciamo; Ray Kroc apportò modifiche al business dei fratelli che lo modernizzarono. I fratelli introdussero il “Speedee Service System” nel 1948, mettendo in uso i principi del moderno fast-food che il loro predecessore White Castle aveva messo in pratica più di due decenni prima.

La mascotte originale di McDonald’s era un cappello da cuoco sopra un hamburger che veniva definito “Speedee”. Nel 1962 i Golden Arches sostituirono Speedee come mascotte universale. Il simbolo, Ronald McDonald, è stato introdotto nel 1965. Il clown, Ronald McDonald, è apparso in pubblicità per indirizzare il proprio pubblico di bambini. Ray Kroc è entrato a far parte della catena nel 1954, avendola conosciuta come un semplice consumatore, rimanendo affascinato da quel mondo. E lo ha trasformato in un franchise globale.

Il 4 maggio 1961, McDonald’s ha presentato per la prima volta un marchio statunitense sul nome “McDonald’s” con la descrizione “Drive-In Restaurant Services”, che continua ad essere rinnovato. Il 13 settembre 1961 McDonald’s, sotto la guida di Ray Kroc, presentò un marchio su un nuovo logo, un simbolo a “M” sovrapposto a doppia ansa. Ma prima delle doppie arcate, McDonald’s usava l’arco singolo per l’architettura dei loro edifici. Anche se il logo “Golden Arches” è apparso in varie forme, la versione attuale non è stata utilizzata fino al 18 novembre 1968, quando la società è stata favorita da un marchio statunitense.

La società attuale accredita la sua fondazione all’uomo d’affari in franchising Ray Kroc il 15 aprile 1955. Kroc in seguito ha acquistato le quote dei fratelli McDonald nella società e ha avviato la portata mondiale dell’azienda. Kroc è stato registrato come un partner commerciale aggressivo, portando fuori dal mercato i fratelli McDonald. Kroc e i fratelli McDonald hanno lottato per il controllo del business, come documentato nell’autobiografia di Kroc.

Il ristorante San Bernardino fu infine abbattuto (1971, secondo Juan Pollo) e il sito fu venduto alla catena Juan Pollo nel 1976. Quest’area ora serve come quartier generale per la catena Juan Pollo e un museo McDonald’s e Route 66. Con l’espansione di McDonald’s in molti mercati internazionali, l’azienda è diventata un simbolo della globalizzazione e della diffusione dello stile di vita americano. La sua importanza lo ha anche reso un argomento frequente dei dibattiti pubblici sull’obesità, l’etica aziendale e la responsabilità dei consumatori. Vista il più delle volte con una accezione negativa.

McDonald’s nel mondo

I ristoranti McDonald’s sono presenti in 120 paesi e territori in tutto il mondo e servono 68 milioni di clienti ogni giorno. McDonald’s gestisce 36.899 ristoranti in tutto il mondo, impiegando oltre 375.000 persone alla fine del 2016. Attualmente ci sono un totale di 5.699 località di proprietà dell’azienda e 31.230 sedi in franchising, che includono 21.559 sedi in franchising convenzionali, 6.300 sedi concesse in licenza a licenziatari dello sviluppo e 3.371 località autorizzate a consociate estere, principalmente il Giappone.

Concentrandosi sul suo marchio, McDonald’s ha iniziato a disinvestire da altre catene acquisite negli anni ’90. La società possedeva una partecipazione di maggioranza in Chipotle Mexican Grill fino all’ottobre 2006. Fino al dicembre 2003, possedeva anche Donatos Pizza, e possedeva una piccola quota di Aroma Cafe dal 1999 al 2001. Il 27 agosto 2007, McDonald’s vendette il Boston Market a Sun Capital Partners.

In particolare, McDonald’s ha aumentato i dividendi degli azionisti per 25 anni consecutivi, rendendolo uno dei S&P 500 Dividend Aristocrats. Nell’ottobre 2012, le sue vendite mensili sono diminuite per la prima volta in nove anni . Nel 2014, le sue vendite trimestrali sono diminuite per la prima volta in diciassette anni, quando le vendite sono crollate per l’intero periodo nel 1997. Si parlò di fine della catena.

Negli Stati Uniti, è stato riferito che i drive-through rappresentano il 70% delle vendite. McDonald’s ha chiuso 184 ristoranti negli Stati Uniti nel 2015, che però erano 59 in più rispetto a quelli che prevedevano di aprire. Questa mossa fu anche la prima volta che McDonald’s ebbe una diminuzione netta del numero di località negli Stati Uniti dal 1970.

Il modello di business di McDonald’s

La società possiede attualmente tutto il terreno, che è stimato in circa $ 16 a $ 18 miliardi, su cui sono situati i suoi ristoranti. L’azienda guadagna una parte significativa delle sue entrate dai pagamenti degli affitti da parte dei franchisee. Questi pagamenti degli affitti sono aumentati del 26% tra il 2010 e il 2015, rappresentando un quinto delle entrate totali della società alla fine del periodo. In effetti, l’intuizione di Kroc fu proprio questa: investire sui terreni su cui sorgono i locali anziché sui locali stessi.

Negli ultimi tempi, ci sono state richieste di trasferire le partecipazioni statunitensi dell’azienda in un potenziale fondo di investimento immobiliare, ma la società ha annunciato alla sua conferenza degli investitori il 10 novembre 2015 che ciò non sarebbe accaduto.

L’amministratore delegato, Steve Easterbrook, ha affermato che il perseguimento dell’opzione REIT rappresenterebbe un rischio troppo grande per il modello di business della società.

Il modello di business del Regno Unito e dell’Irlanda è diverso dagli Stati Uniti, in quanto meno del 30 percento dei ristoranti è in franchising, con la maggioranza sotto la proprietà dell’azienda. McDonald’s allena i suoi franchisee e la sua gestione presso l’Hamburger University di Oak Brook, Illinois. In altri paesi, i ristoranti McDonald’s sono gestiti da joint venture di McDonald’s Corporation e altri enti locali o governi. Secondo la Fast Food Nation di Eric Schlosser (2001), quasi un lavoratore su otto negli Stati Uniti è stato a un certo punto impiegato da McDonald’s. I dipendenti sono incoraggiati da McDonald’s Corp. a mantenere la loro salute cantando insieme le loro canzoni preferite per alleviare lo stress, frequentando i servizi in chiesa per avere una pressione sanguigna più bassa e facendo due vacanze all’anno per ridurre il rischio di infarto miocardico.

La Fast Food Nation afferma inoltre che McDonald’s è il più grande operatore privato di parchi giochi negli Stati Uniti, nonché il singolo maggior acquirente di carne bovina, suina, patate e mele. La selezione delle carni varia in una certa misura in base alla cultura del paese ospitante. In Italia il fornitore storico di McDonald’s è la società Cremonini.

McDonald’s e i cibi locali

Come detto in precedenza, McDonald’s è diventata molto sensibile alle culture gastronomiche locali. I ristoranti in diversi paesi asiatici, ad esempio, servono la zuppa. Questa deviazione locale dal menu standard è una caratteristica per la quale la catena è particolarmente nota, impiegata per rispettare i tabù alimentari regionali (come il divieto religioso del consumo di manzo in India) o per rendere disponibili gli alimenti con cui il mercato regionale è più familiare (come la vendita di McRice in Indonesia, o Ebi (gambero) Burger a Singapore e in Giappone).

In Germania e in alcuni altri paesi dell’Europa occidentale, McDonald’s vende birra. In Nuova Zelanda, McDonald’s vende pasticci di carne, dopo che la filiale locale ha parzialmente rilanciato la catena di fast food Georgie Pie acquistata nel 1996. In Francia viene proposta la baguette, mentre in Italia alcuni prodotti Dop come mozzarella di bufala e cipolla di Tropea.

Negli Stati Uniti e in Canada, dopo un numero limitato di prove su base regionale, McDonald’s ha iniziato a offrire nel 2015 e nel 2017, rispettivamente, un menu parziale per la colazione durante tutte le ore in cui i suoi ristoranti sono aperti. Le uova non possono essere cotte contemporaneamente con le stesse attrezzature degli hamburger a causa dei diversi requisiti di temperatura.

McDonald’s critiche e accuse

Nel 1990, attivisti di un piccolo gruppo noto come Greenpeace di Londra (nessun collegamento però con il gruppo internazionale Greenpeace) distribuivano volantini intitolati Cosa c’è di sbagliato in McDonald’s ?, criticando il suo comportamento ambientale, sanitario e lavorativo.

La società ha scritto al gruppo chiedendo di desistere e scusarsi e, quando due attivisti si sono rifiutati di arrendersi, li ha denunciati per diffamazione in uno dei casi più lunghi della legge civile britannica.

Alla fine degli anni ’80, Phil Sokolof, un uomo d’affari milionario che aveva subito un attacco cardiaco all’età di 43 anni, pubblicò annunci di giornali a tutta pagina a New York, Chicago, e altre grandi città che accusano il menu di McDonald di essere una minaccia per la salute americana, e chiedono loro di smettere di usare sego di manzo per cucinare le loro patatine fritte

Nonostante le obiezioni di McDonald’s, il termine “McJob” è stato aggiunto al dizionario. Il termine significa “lavoro poco retribuito che richiede poca abilità e offre scarse opportunità di avanzamento”.

Nel 2001, il libro di Eric Schlosser, Fast Food Nation, conteneva critiche alle pratiche commerciali di McDonald’s. Tra le critiche ci sono state accuse secondo le quali la McDonald’s (insieme ad altre società nel settore dei fast food) usa la sua influenza politica per aumentare i suoi profitti a scapito della salute delle persone e delle condizioni sociali dei suoi lavoratori. Il libro ha anche messo in discussione le tecniche pubblicitarie di McDonald’s in cui si rivolge ai bambini. Mentre il libro menzionava altre catene di fast-food, si concentrò principalmente su McDonald.

Nel 2002, gruppi vegetariani, in gran parte indù e buddisti, citarono con successo McDonald’s per aver spacciato le sue patatine fritte come vegetariano, quando contenevano brodo di carne.’

Il film documentario del 2004 Super Size Me, di Morgan Spurlock, sosteneva che il cibo di McDonald’s stava contribuendo all’aumento dell’obesità nella società e che la società non riusciva a fornire informazioni nutrizionali sul suo cibo per i suoi clienti. Sei settimane dopo che il film è stato presentato, McDonald’s ha annunciato che stava eliminando l’opzione super size e stava creando l’Happy Meal. D

Nel 2006, viene creato un videogame su McDonald’s Video, da parte del gruppo italiano Molleindustria. E ‘la parodia delle pratiche commerciali del gigante aziendale, prendendo le sembianze di un gioco di simulazione di affari in stile magnate. Nel gioco, il giocatore interpreta il ruolo di un amministratore delegato di McDonald’s, scegliendo se utilizzare o meno pratiche controverse come mangimi geneticamente modificati, arare le foreste pluviali e corrompere i funzionari pubblici. McDonald’s ha rilasciato una dichiarazione prendendo le distanze dal gioco, che però non è mai stato commercializzato.

Nel gennaio 2014, è stato riferito che McDonald’s è stato accusato di aver usato una serie di manovre fiscali per evitare le tasse in Francia. La società ha confermato che le autorità fiscali hanno visitato la sede francese di McDonald a Parigi, ma ha insistito sul fatto che non ha fatto nulla di sbagliato, dicendo: “McDonald’s nega fermamente l’accusa fatta da L’Express secondo la quale McDonald’s avrebbe nascosto parte delle sue entrate dalle tasse in Francia”.

L’8 settembre 2009, in Malesia McDonald’s ha perso una causa per impedire a un altro ristorante di chiamarsi McCurry. McDonald’s ha perso in appello alla più alta corte della Malesia: il Tribunale federale.

Nell’aprile del 2007, a Perth, nell’Australia occidentale, McDonald’s si è dichiarato colpevole di cinque accuse relative all’impiego di minori di 15 anni in uno dei suoi punti vendita e ha ricevuto una multa di $ 8.000. Nel 2016, l’Australian Taxation Office ha rivelato che McDonald’s aveva generato $ 478 milioni di entrate nel 2013-14, ma non aveva pagato alcuna tassa su tali guadagni.

Nel Regno Unito, McDonald’s si è difesa in diversi casi che riguardano i diritti dei lavoratori. L’azione legale più lunga di tutti i tempi nel Regno Unito è stata la causa di McLibel contro 2 imputati che hanno criticato un certo numero di aspetti dell’azienda. Il processo durò 10 anni e chiamò 130 testimoni. La Corte europea dei diritti dell’uomo ha ritenuto che le ineguali risorse dei contendenti violassero i diritti degli imputati alla libertà di espressione e prevenivano il processo. Il risultato è stato ampiamente visto come un “disastro di pubbliche relazioni”.

Un famoso caso legale negli Stati Uniti che coinvolse McDonald’s fu la senza del 1994 nel processo Liebeck vs McDonald’s. Stella Liebeck, una donna di 79 anni, ricevette diversi milioni di dollari dopo aver subito ustioni di terzo grado dopo aver versato una tazza bollente di caffè McDonald’s accidentalmente su se stessa. Anche se una giuria civile del New Mexico ha assegnato $ 2,86 milioni a Stella Liebeck, per le ustioni di terzo grado nella sua regione pelvica, ha ricevuto solo $ 640.000. Liebeck fu ricoverata in ospedale per otto giorni mentre si sottoponeva ad un innesto cutaneo, seguito da due anni di cure mediche. Gli avvocati di Liebeck sostenevano che il caffè fosse caldo tra gli 82 e gli 88 gradi. Quindi capace di causare lesioni gravi rispetto al caffè servito in qualsiasi altro esercizio.

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