Alternanza scuola-lavoro: nuove regole per gli stage

A settembre, entreranno in vigore le nuove regole per gli stage introdotte dalla riforma della scuola varata dal governo Renzi. La cosiddetta alternanza scuola-lavoro sarà, infatti, realtà, diventando parte integrante del percorso di studi dei ragazzi delle superiori. Vediamo cosa prevede la nuova normativa.

Innanzitutto, diciamo che il tirocinio in azienda sarà, d’ora in avanti, un requisito indispensabile per poter accedere all’esame di maturità. I primi studenti coinvolti nella riforma saranno quelli del terzo anno, iscritti sia alle scuole professionali e agli istituti tecnici (400 ore di tirocinio obbligatorio nel triennio, rispetto alle 90 ore previste finora per gli studenti del quarto anno) che ai licei (200 ore di stage obbligatorio, sempre nel triennio che porta alla maturità; novità assoluta per questa tipologia di scuola secondaria superiore). Gli stage potranno essere svolti nelle aziende, nei musei, negli istituti pubblici e privati operanti nel settore del patrimonio, delle attività artistiche, culturali, ambientali, musicali, sportive. Ogni ragazzo verrà affiancato da un tutor scolastico e da uno aziendale, alfine di strutturare un piano personalizzato. Infine, la scuola potrà decidere di far effettuare gli stage anche durante le vacanze, secondo un piano concordato con imprese, enti pubblici e privati, ordini professionali.

Queste le regole di un programma, per la cui realizzazione il governo ha annunciato uno stanziamento di 100 milioni di euro. Quest’anno saranno 300mila i ragazzi che testeranno le novità e faranno da apripista a questa nuova impostazione della scuola italiana. Giovani che vanno ad aggiungersi ai molti stagisti diplomati e laureati. Nel 2013 sono stati, infatti, ben 450mila i giovani che hanno fatto ingresso in aziende private o in enti pubblici con questa formula contrattuale: di questi, però, solo 30mila sono stati gli assunti a fine tirocinio. Vedremo, tra qualche anno, se queste nuove regole avranno contribuito a far diminuire il tasso di disoccupazione giovanile che, lo scorso mese di giugno, ha fatto registrare il peggior dato dal 1977: 44,2% di giovani senza lavoro.