Alphabet, la holding di Google, supera Apple: è la società con più valore al mondo

Nell’agosto 2015 è nata “Alphabet”, la holding che controlla Google, con Larry Page amministratore delegato e Sergey Brin presidente. Ora escono i dati aziendali e si scopre che la nuova realtà è riuscita a superare Apple in termini di valore. La capitalizzazione di mercato è, infatti, salita a 570 miliardi di dollari sopravanzando così il gruppo fondato da Steve Jobs che si è fermato a quota 535 miliardi di dollari. Alphabet è, quindi, la società che vale di più al mondo. Un successo su tutta la linea che hanno fatto guadagnare al titolo, nelle contrattazioni after hours a Wall Street, oltre l’8%.

Alphabet in cima al mondo

L’utile netto di Alphabet nel quarto trimestre del 2015 si è attestato sui 4,92 miliardi di dollari, o 7,06 dollari ad azione, rispetto ai 4,68 miliardi, o 6,79 dollari ad azione, dello stesso periodo del 2014. Al netto di alcune spese straordinarie, l’utile per azione è di 8,67 dollari, valore che supera di molto gli 8,10 dollari stimati dagli analisti finanziari. I ricavi provenienti dalla pubblicità sono cresciuti fino a quota 19,08 miliardi (21,33 miliardi in totale, il 17,8% in più rispetto al medesimo lasso di tempo dell’anno precedente). Gran parte del merito del successo va imputato al business Internet (quello “core” che comprende il motore di ricerca Google, YouTube e Android), che ha fatto il pieno di ricavi (+14%) e ha visto aumentare il margine operativo dal 35% al 38%. Si tratta del primo bilancio della holding di Page e Brin.

New Economy vs. Old Economy

Leggendo gli ultimi dati relativi alla capitalizzazione di mercato emerge chiaramente che la Old Economy legata al petrolio esce sconfitta dal confronto con la New Economy. Google, Apple, Microsoft e Facebook risultano essere, infatti, le prime quattro società al mondo.
ExxonMobil, al contrario, perde il quarto posto e si allontana sempre di più dal podio. In linea generale, il crollo delle quotazioni del petrolio sta creando molte difficoltà a tutte le potentissime industrie del settore. Standard&Poor’s, per esempio, ha tagliato il rating di Shell e sono sotto osservazione con possibilità di downgrade anche i rating di altre cinque colossi europei, compresa l’italiana Eni.
Tra le società della Silicon Valley l’unica che non brilla è Yahoo!, che si appresta a tagliare il 15% dei dipendenti e a chiudere alcune divisioni. Marissa Mayer punta a rimanere in sella alla società nonostante le pressioni di Starboard Value, uno degli azionisti di maggioranza, che vorrebbe un ricambio al vertice e la vendita delle attività internet.