Almaviva: si apre tavolo di crisi al MISE, ma è sciopero nazionale

Sempre più accesa la resistenza dei lavoratori di Almaviva, gruppo leader nel settore dei call center, alle prese con una procedura di licenziamento collettivo che potrebbe investire ben tre mila persone delle sedi di Palermo (con 1670 lavoratori a rischio), Roma (920 lavoratori) e Napoli (400 lavoratori).
Il management del gruppo Almaviva, con sedi in Brasile, Tunisia e altri angoli in giro per il mondo, giustifica le procedure di licenziamento in Italia con la perdita di alcune commesse importanti da parte dei Comuni di Milano e Roma e di grandi società come Enel. I sindacati, tuttavia, sottolineano come per la controllata Almaviva Contact rimangano attivi servizi tecnici, commerciali e amministrativi forniti per conto di società di prestigio quali, tra le altre, Tim, Wind, Sky e Alitalia, e che la società stia semplicemente giocando una partita al massimo ribasso dei costi sulla pelle dei lavoratori e delle loro famiglie.

Almaviva call center delocalizzazioniAlmaviva: call center delocalizzati in Romania?

All’orizzonte di Almaviva si vedono movimenti poco chiari, che condurrebbero alla delocalizzazione all’estero, in particolare in Romania, di parte delle attività ora svolte in Italia da Almaviva Contact, che conta in totale circa otto mila dipendenti sparsi tra varie città lungo la Penisola. Lavoratori che usufruiscono in larga parte di assunzioni a tempo indeterminato, guadagnate dieci anni or sono con le battaglie intorno allo storico “call center dei precari” Atesia, e alle cui garanzie da contratto nazionale non sono ora disposti a rinunciare facilmente.
Nascerebbe così il desiderio da parte del management Almaviva Contact, con a capo il Presidente Marco Tripi, di far migrare buona parte delle attività verso Paesi con minori diritti e garanzie per i lavoratori, come quelli dell’Est europeo, abbattendo di conseguenza i costi.Il “lavora con noi” della società attende di essere tradotto in nuovi idiomi.

Call center e lavoratori in esubero: il 13 aprile è sciopero nazionale

Per il governo e il Ministero dello Sviluppo Economico, quella di Almaviva e di altre società minori è una vertenza difficile da risolvere, a causa di una politica diffusa di incentivi e delocalizzazioni selvagge che ha inquinato il mercato del settore dei call center e fatto crollare i prezzi.
Il viceministro del MISE Teresa Bellanova ha annunciato l’apertura di un tavolo di crisi con la convocazione delle parti per il 13 aprile, ma i sindacati non hanno voluto rinunciare alla mobilitazione nazionale già indetta per quel giorno e hanno confermato lo sciopero.

matteo-renzi-job-actIl 6 aprile Renzi a Napoli, con comitato di accoglienza di Almaviva e Gepin

Un anticipo della protesta dei lavoratori di Almaviva potrebbe riceverlo Matteo Renzi in occasione della visita in programma a Napoli per il 6 aprile per la cabina di regia su Bagnoli. Il Presidente del Consiglio troverà ad attenderlo una colorata e determinata rappresentanza dei lavoratori Almaviva, insieme a una delegazione di Gepin, altra società a rischio delocalizzazione. La prima richiesta è quella di approntare misure straordinarie di ammortizzazione sociale per i lavoratori licenziandi dei call center, a partire da una cig pluriennale.