Almaviva: riduzione di 2.511 posti di lavoro

Almaviva Contact, il Gruppo italiano leader nell’ITC sia sul territorio nazionale che a livello globale continua a cumulare perdite. Quattro mesi fa, grazie all’accordo raggiunto con il governo e le parti sociali, si era riuscito ad evitare il taglio di 3 mila posti di lavoro nelle sedi di Napoli e Palermo con il piano di solidarietà previsto fino a novembre. Sfortunatamente l’accordo non ha dato i frutti sperati, i conti di Almaviva continuano ad essere in rosso portando alla necessaria decisione di riorganizzare l’azienda.

Almaviva: scelta non più rinviabile

La società Almaviva Contact spiega per mezzo di una nota, che le trattative ministeriali si sono rivelate fallimentari pertanto, continua nella spiegazione, il nuovo piano di riorganizzazione messo in atto per il contenimento dei costi prevede la chiusura delle sedi di Napoli e di Roma, riducendo il personale di 2511 operatori telefonici ripartiti in: 845 per il sito di Napoli e di 1666 per il sito di Roma.

Dopo l’accordo ottenuto nel maggio del 2016, le perdite mensili nelle due sedi non hanno avuto rallentamenti, nonostante il ricorso ai 1,2 milioni di euro attinti dagli ammortizzatori sociali. Il taglio coinvolge il 5% del personale attualmente impiegato a livello globale. L’inevitabile decisione è stata comunicata sia al Ministero del Lavoro che ai sindacati, ai quali Almaviva attribuisce la responsabilità di aver negato la sottoscrizione di uno specifico accordo relativo alla gestione di qualità e produttività individuale.

Manifestazione CGILI Sindacati rispondono ad Almaviva

I Sindacati non ci stanno e rispondono ad Almaviva, definendo la decisione in contrasto con quanto previsto dall’accordo del 31 maggio, nonché descrivendo le motivazioni strumentali e pretestuose. Secondo il Segretario Generale Slc Cgil, Massimo Cestaro, la violazione dell’accordo è una volgare intimidazione nei confronti dei lavoratori ed una provocazione nei riguardi del Governo e delle Organizzazioni Sindacali.