Niente da fare per i 2500 di Almaviva. Resa aziendale per la delocalizzazione

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Dopo il recente annuncio di Almaviva, una delle poche società considerate leader nel settore ICT, di delocalizzare e licenziare circa 2500 persone, sembrano esserci degli sviluppi. Il CEO e i sindacati continuano ad accusarsi a vicenda: Antonelli dice che questi ultimi, insieme al governo, non rispettano gli impegni presi. Questa la motivazione che ha spinto Almaviva Contact, realtà appartenente ad Almaviva, a chiudere le sedi di Roma e Napoli con i corrispettivi licenziamenti di 2500 persone.

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Questo sembra essere il motivo per cui ci si è riuniti oggi al Ministero dello Sviluppo Economico. Incontro fissato alle ore 15 tra società e Governo.

Per evitare la delocalizzazione, Almaviva chiedeva nello specifico di individuare le risorse che intaccavano la produttività e il livello qualitativo del lavoro, rafforzando questi individui tramite percorsi formativi in collaborazione con gli stessi sindacati, che, stanto a quanto riporta l’amministratore delagato Antonelli, non sembrano aver minimamente ascoltato l’appello della società.

Vedremo quali saranno gli sviluppi, ricordando che in Albania nell’ultimo anno, sono raddoppiati i call center di aziende delocalizzate.

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