Alligator, l’indicatore dell’analisi tecnica che assomiglia a un coccodrillo

Nel vasto panorama dell’analisi tecnica figura un numero molto alto di indicatori. Alcuni di questi accessibili, altri difficili. Ce n’è però qualcuno che andrebbe associato alla categoria “strano”. E’ il caso di Alligator, l’indicatore che sembra un coccodrillo.

La sua stranezza deriva dal nome, in primo luogo, ma anche dal fatto che utilizza medie mobili “borderline” e che coinvolge anche l’analisi dei pattern del grafico candlestick. Graficamente, richiama spesso la testa di un coccodrillo. Se le tre linee si intersecano è possibile (con un po’ di fantasia) “notare un alligatore” nel proprio grafico.

Di seguito, una guida esaustiva su come utilizzare Alligator.

A cosa serve

L’indicare Alligator funziona come tutti gli altri indicatori. E’ una elaborazione di dati grezzi – questi ultimi resi disponibili dal banale studio del grafico – che fornisce dei segnali ogni qual volta sembra che il prezzo segua un modello prestabilito.

Ad ogni modo, per utilizzare Alligator è necessario avere a disposizione un grafico a candele, il classico candlestick. Alcuni trader tendono a considerare intercambiabili i grafici, ma in questo caso è obbligatorio. Lo è per un semplice motivo: affinché possa fornire dei segnali, è necessario individuare dei pattern e questi sono disponibili solo se si utilizza il grafico a candele. Niente grafico a linea o a barre, insomma.

Per comporre l’Alligator sono necessarie tre medie mobili semplici. Devono essere entrambi veloci e reattive. La prima è a 5 periodi, la seconda è a 8 periodi, la terza è a 13 periodi. La stranezza, alla fine, è tutta qui: pochi altri indicatori si appoggiano a medie mobili così a breve termine.

Quando utilizzarlo

In genere, l’Alligatori funziona molto bene quando si registra una direzionalità intensa. Ossia quando il prezzo si sta muovendo da un po’ di tempo in una direzione precisa, a prescindere dal fatto che il trend sia discendente o ascendente.

Quando il trend si è stabilizzato da poco, comunque, è necessario aspettare che le medie si adeguino. L’Alligator entra in campo quando tutte e tre le linee che rappresentano la media mobile si sono adeguate all’andamento e appaiono poco distante da questo.

Il segnale long

Ipotizziamo un trend ascendente. Il segnale long è generato quando la linea di prezzo tocca una delle due medie mobili. Meno la linea mobile è reattiva, più il segnale è forte. Il segnale, però, è valido solo se nel punto di intersezione la candela disegna una doji line o una engulfing. In questo caso, occorre iniziare ad acquistare appena la candela successiva si è conclusa. Lo stop loss deve corrispondere a 10-15 pip in meno rispetto al minimo della candela stessa.

Il segnale short

Ipotizziamo un trend discendente. Il segnale short, in questa fattispecie, è generato quando la linea di prezzo tocca una delle due medie mobili. Al solito, meno la linea mobile è reattiva, più il segnale è forte.

Il segnale, analogamente, è valido solo se nel punto di intersezione la candela disegna una doji line o una engoulfing. Se ciò si verifica è consigliabile iniziare a vendere appena la candela successiva si è conclusa. Lo stop loss deve corrispondere a 10-15 pip in più rispetto al massimo della candela stessa.