Alitalia, si passa al referendum sugli esuberi

I sindacati Filt-Cgil, Fit-Cisl e Ugl Trasporti dei lavoratori Alitalia passano alla fase “2” della valutazione del piano di integrazione con Etihad, domandando ai propri lavoratori l’opinione sull’integrativo aziendale al contratto nazionale di lavoro. In altri termini, fino alle ore 8 del mattino del 25 luglio, sarà possibile esprimersi in merito a quanto sta accadendo nella casa dell’ex compagnia di bandiera. “E’ indispensabile fare chiarezza e l’unico modo per farlo, prima dell’assemblea dei soci del 25 luglio, è fare esprimere attraverso un referendum tutti i lavoratori del gruppo Alitalia” – affermano i sindacati in una nota, ricordando che “nonostante la validità degli accordi su integrativo aziendale e contratto collettivo del trasporto aereo sezione vettori, in quanto sottoscritti da un insieme di sindacati che rappresentano molto più del 50% dei lavoratori di Alitalia, la Uiltrasporti che non ha firmato gli accordi ha chiesto il referendum in azienda sulla base del testo unico del 10 gennaio del 2014”.

Ancora, prosegue la nota delle firme sindacali, “l’amministratore delegato Del Torchio, in risposta alla richiesta Uil, ha confermato la drammaticità della situazione dell’azienda che il 25 deve affrontare l’ultima prova decisiva per evitare il fallimento e per poter avviare a buon fine l’accordo con Etihad e nessuna delle due condizioni si potrà realizzare in mancanza dell’accordo sindacale”.

In attesa di comprendere quale possa essere l’esito del referendum, si cerca di individuare un punto di incontro tra le posizioni dei soci del vettore, con Poste Italiane che sembra sollevare ben più di qualche nodo (in sintesi, le modalità di partecipazione delle Poste all’intervento societario non sembrano essere bene accette dalle banche, considerato che la società di Francesco Caio desidererebbe impiegare le risorse solo sulla newco). Per quanto riguarda la posizione degli istituti di credito, le banche rendono noto che per Alitalia è da escludersi (“assolutamente”) un ulteriore impegno.

Ad ogni modo, e tornando alla questione che concerne in maniera più diretta i lavoratori della società, è in arrivo una riduzione dello stipendio che, per le posizioni apicali, potrebbe essere piuttosto rilevante: da 85 euro al mese per i lavoratori di terra, e oltre 1.300 euro per i dirigenti (in mezzo vi sono hostess e steward, che rinunceranno a circa 300 euro al mese). Il contributo (su scelta siglata da quasi tutte le sigle sindacali) è progressivo in base alle varie fasce di reddito, e non risulta essere previsto per le retribuzioni sotto i 20 mila euro annui.

In maniera ancora più dettagliata, il contributo di solidarietà – per il periodo luglio – dicembre 2014 – prevede che il trattamento economico collettivo subirà una riduzione percentuale progressiva a seconda dell’entità della retribuzione: fino a 30 mila euro lordi il 4% di riduzione; da 30.001 a 40.000 riduzione dell’8%; da 40.001 a 45.000 taglio del 10%; da 45.001 a 60.000 riduzione dell’11,5%; da 60.001 a 100.000 riduzione del 15%; oltre i 100.000 riduzione del 17%.