Alitalia: ancora nessun accordo per il piano industriale

Il cda di Alitalia riunitosi nel tardo pomeriggio di ieri per trovare un accordo sul finanziamento del piano industriale, non ha ottenuto i risultati sperati.

Il socio detentore del 49% del capitale, Etihad e le banche azioniste sembrano essere non concordi sul piano elaborato dall’Amministratore Delegato Cramer Ball, il quale stando ad alcune indiscrezioni, prevederebbe la divisione in due parti della compagnia aerea nazionale: la prima per i voli a breve distanza sul modello low cost e la seconda a lungo raggio, ma che causerebbe un numero di esuberi pari a 1.600.

Unicredit e Intesa Sanpaolo

L’advisor Lazard ha avanzato l’ipotesi di convertire parte del debito finanziario in capitale, i creditori sarebbero quindi chiamati a convertire i loro crediti in capitale della compagnia. Unicredit sarebbe propensa all’accordo solo in caso di adesione di tutti i creditori ed in presenza di una piano credibile. Di opinione opposta a Unicredit è Intesa Sanpaolo, la quale ha dichiarato che potrà finanziare Alitalia ma non sottoscrivere il capitale.

Resta ancora da sciogliere l’incognita Generali che ha sottoscritto 300 milioni in bond e pare non aver intenzione di convertirlo, inoltre l’immissione di nuovo capitale da parte di Etihad sembra essere vincolata alla conversione in equity dei creditori.

Casse in rosso per Alitalia

Nel frattempo le casse di Alitalia continuano a rimanere in rosso, secondo fonti interne l’azienda ha provveduto a comunicare ai dipendenti che il pagamento di stipendio e tredicesima saranno frazionati, anziché pagare in un’unica soluzione. Probabilmente la tredicesima verrà pagata entro il 23 dicembre e lo stipendio a fine mese.

Nella giornata di oggi dovrebbero arrivare informazioni più dettagliate, a seguito della convocazione dei sindacati prevista per le 18.

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