Alberto Bagnai, l’economista Anti-Euro ruggisce dalla Gabbia di La7

Piccolo professore di provincia”. Così si è definito Alberto Bagnai, l’economista anti-euro, durante una puntata de La Gabbia, programma di approfondimento politico di La7. A discapito della sua presunta “piccolezza” e del suo essere di provincia, si è difeso abbastanza bene e “ha ruggito” le sue idee, molto diverse da quelle che vengono generalmente diffuse in televisione, in maniera abbastanza convincente.

Insomma, il solito Bagnai. Il docente pescarese ha espresso la sua analisi sull’euro. L’ha definita come una moneta straniera imposta agli italiani. Straniera perché, ovviamente, nessuno dei paesi membri ne ha la piena sovranità e le decisioni vengono casomai influenzate dalle potenze “politiche” in modo del tutto informale (vedi Germania).

Sovranità: è questa la parola chiave. A chi gli è andato addosso accusandolo di considerare, populisticamente, l’uscita dell’euro come la panacea di tutti i mali, Bagnai ha risposto in modo schietto e concreto: l’uscita dall’euro non è la panacea perché non è una soluzione ma solo uno strumento. Uno strumento per riappropriarci della moneta e mettere in campo politiche monetarie espansive in stile Giappone, Usa, Regno Unito.

Bagnai ha poi individuato un errore di fondo nell’architettura dell’Unione Europea: la condivisione della moneta da parte di stati che sono profondamente diversi tra di loro. Secondo l’economista, ciò è causa di profondi distorsioni. Non ha fatto in tempo a spiegare il perché, viste le continue interruzioni in studio e da parte degli ospiti, ma la letteratura non accademica o poco accademica si esprime da anni in merito: in una situazione come quella dell’Unione Europea, il membro forte diventa creditore dei membri più deboli. E’ quello che è successo: la Germania ha negli anni fatto allegre scorpacciate di titoli di debito italiani e greci, possesso che ha costretto i suddetti paesi a realizzare politiche di bilancio disastrose (in Grecia addirittura sanguinarie).

Bagnai è intervenuto poco dopo, quando la discussione si è spostata sulla faccenda “burocrazia”. Uno degli ospiti è stato Chicco Testa, personalità di stampo liberista che si batte per le fonti tradizionali e per disincentivare le energie rinnovabili. Il problema dell’Italia, secondo lui, è l’eccessiva burocrazia. E’ la sua pesantezza che ha distrutto il paese ed è quindi sulla macchina burocratica che è necessario intervenire, in una prospettiva di riduzione dell’intervento dello Stato. Bagnai ha avuto da ridire e ha smentito il concetto di Testa con una semplice constatazione: la burocrazia, nel nostro paese, è da sempre elefantiaca e questo non ha impedito alcuni momenti di crescita economica. L’Italia non cresce dal 1997 e il debito è salito in maniera quasi incontrollabile. E l’unica vera novità, durante questi anni, è stata l’introduzione dell’euro. Dunque, se a qualcuno va addebitata la responsabilità, è proprio alla moneta unica che va attribuita.

A onor di cronaca, va detto che spesso a Bagnai è stato impedito di parlare. Certo, nei programmi di Paragone, basati sull’interazione dei cittadini in studio (spesso arrabbiatissimi), non riuscire a esprimere un concetto è cosa che capita a molti. Bagnai ha comunque riscosso un certo sostegno su Twitter: molti hanno postato commenti positivi e la cosa è stata riportata anche a fine trasmissione.

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