Alberghi e farmacie: nuove regole per la concorrenza

Più concorrenza nel turismo. Medicine di fascia C non vendibili nelle parafarmacie e nei supermercati. Sono queste le decisioni prese ieri dalla Camera dei Deputati in merito al disegno di legge in materia di concorrenza che, dopo il voto finale previsto domani, passerà al Senato.

Per quanto riguarda il turismo, le nuove norme stabiliscono che le tariffe offerte dagli albergatori potranno essere più basse rispetto a quelle praticate dalla stessa impresa tramite intermediari terzi, anche on line (come ad esempio Booking.com). Questo è quanto prevede l’emendamento Booking di Tiziano Arlotti (Pd) al ddl concorrenza approvato quasi all’unanimità dai deputati.
Dario Franceschini, Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, ha commentato entusiasticamente il provvedimento dicendo che questa novità rappresenta «una scelta unanime coraggiosa che il settore alberghiero italiano attendeva da tempo». Così come una reazione positiva arriva dal Codacons che ci legge un vantaggio per i consumatori. Di tutt’altro avviso, Booking.com che vede questa presa di posizione come un «danno per i clienti e per i piccoli alberghi».

Per quanto, invece, riguarda i farmaci viene stabilito che quelli di fascia C continueranno ad essere venduti esclusivamente nelle farmacie. La Camera ha, quindi, bocciato tutte le proposte di liberalizzazione dei farmaci usati per curare patologie di lieve entità e vendibili solo dietro presentazione di ricetta medica, ma non coperti dal servizio sanitario nazionale e quindi completamente a carico dei consumatori. Cantano vittoria le farmacie che, per bocca di Federfarma, applaudono la decisione affermando che così si «riconosce il valore sociale e sanitario della farmacia». Contrari al provvedimento, i deputati del Movimento 5 Stelle che puntano il dito contro «la potente lobby del farmaco».