Agevolazioni fiscali: le novità per l’ecobonus

Le nuove agevolazioni fiscali in materia di lavori edilizi potrebbero presentare diverse sorprese rispetto al passato, dove sono presenti i cosiddetti eco-bonus che consentono detrazioni fiscali per il 50 % nel caso di spesa sostenuta per una ristrutturazione edilizia o del 65 % nel caso di interventi di riqualificazione energetica. Le nuove misure potrebbero quindi affiancarsi a quelle recentemente introdotte dalla Legge di Stabilità 2016 e cioè la possibilità, nel caso di lavori condominiali, di permettere agli inquilini incapienti di cedere il bonus alle imprese che realizzano gli interventi al fine di non perdere l’agevolazione fiscale. A questa occorre aggiungere anche la possibilità di detrarre il 50 % dell’iva nel caso di acquisti di abitazioni ad alta efficienza energetica (rientranti quindi nelle classi A e B).

Agevolazioni fiscali ristrutturazioni

Attualmente, al fine di incentivare le agevolazioni fiscali nel campo edilizio, si è proceduto alla richiesta di stabilizzare gli incentivi del 65 % nel triennio 2017 – 2019. Questa è una delle principali richieste insieme anche a quella di ridefinire i tempi di erogazione dell’incentivo, di ridefinire le tipologie di intervento ammesse, di incentivare l’installazione di sistemi di accumulo a batteria in abbinamento ad impianti fotovoltaici, di obbligare i contribuenti ad ottenere l’attestato di prestazione energetica al fine di permettere l’accesso all’ecobonus.

ristrutturazioni edilizie
detrazioni fiscali

In merito alle richieste effettuate quella che probabilmente sarà presto soddisfatta è quella di rinnovare sino al 2019 il pacchetto incentivi per le agevolazioni fiscali. In base alle parole dello stesso viceministro è stato evidenziato che dall’introduzione dei bonus per ristrutturazioni edilizie le detrazioni sono state sempre rinnovate di anno in anno, con modifiche significative confermando però la valenza annuale.

Agevolazioni fiscali risparmio energetico

Il rinnovo dell’agevolazione anno per anno oltre che per motivi di bilancio ha il beneficio di spingere gli investimenti in quel determinato anno (l’agevolazione ha infatti natura anticiclica). Le proposte inerenti la riduzione dei tempi di recupero (da dieci anni a cinque anni) per il recupero fiscale non ha invece avuto molto seguito in quanto impegnerebbe eccessivamente il Governo sotto il punto finanziario. Per quanto concerne le ulteriori richieste il Viceministro ha invece rimandato tutto a data da destinarsi. In particolare potrebbe rendersi necessario anche confrontarsi con una parte del Governo maggiormente competente a formulare giudizi sulla politica tariffaria e sulle politiche sullo sviluppo industriale e risparmio energetico.