Agenzie di rating: troppo potere che minaccia l’economia italiana

Come frenare lo strapotere delle agenzie di rating in Italia

Banca d’Italia in pericolo per il troppo potere assunto dalle Agenzie di rating, questa la dichiarazione di alcuni esponenti di Forza Italia, che vedono tali Enti come una seria minaccia per l’intero sistema italiano.

Prima di capire a cosa alludano i deputati FS Di Stefano e Laffranco con tali parole, cerchiamo di comprendere cosa siano le agenzie di rating e quale ruolo svolgano.

agenzie di rating
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Agenzie di rating: cosa sono e come operano

Si tratta di società che assegnano un rating, ovvero, una valutazione riguardo alla solidità e solvibilità di aziende che emettono titoli sul mercato finanziario.

Esse assegnano dei voti su una predeterminata scala espressi generalmente in lettere, come B-, B, BB, A-, A, AA, svolgendo un’attenta analisi al fine di verificare che Banche, Istituti, Imprese ed Aziende che emettono strumenti di tipo finanziario, abbiano effettivamente la capacità di rimborsare gli investimenti dei propri clienti.

Ad essere sottoposta ad un’accurata verifica da parte di queste agenzie, è anche la qualità dei prodotti emessi sul mercato.

Agenzie di rating: il controllo sugli Enti nazionali

Le più importanti agenzie di rating a livello internazionale, fra cui citiamo Moody’s, Standard & Poor’s e Fitch, sono preposte alla valutazione della situazione economica di Enti Statali, concentrando la loro attenzione sullo stato patrimoniale di Paesi interi, onde verificare sia la stabilità economica che la capacità di rimborsare i propri titoli emessi sui mercati internazionali.

Agenzie di rating: quale utilità per gli investitori

Il ruolo che le società di rating svolgono risulta essere molto utili agli investitori, che si affidano ai loro giudizi prima di decidere in cosa investire ed in quale misura, tenendo conto prima di tutto della propria predisposizione al rischio.

Agenzie di rating: perché frenare il loro potere in Italia

Fatta questa doverosa e breve panoramica, vediamo perché in Italia si ritiene necessario limitare l’intervento di questi organi internazionali sulle operazioni di cartolarizzazione (processo finanziario atto a raccogliere tutti i debiti delle banche e ad emetterle sul mercato sotto forma di obbligazioni) delle sofferenze del nostro Paese.

Chiamandole ad emettere un giudizio in tal senso, esse finirebbero con l’assumere un ruolo istituzionale, a danno della Banca d’Italia, data l’attuale impossibilità di rendere oggettivi i criteri di giudizio.

Per chiarire meglio il concetto: se è difficile riuscire a rimborsare i crediti, la qualità peggiora e viceversa, ma secondo l’attuale decreto, lo Stato rilascerà la garanzia solo se i titoli relativi alla cartolarizzazione avranno prima ottenuto una valutazione.

Il voto deve pervenire da un’agenzia di rating indipendente e che sia inclusa nelle lista di quelle accettate dalla Banca Centrale Europea.

I 98 miliardi sofferenze nette grava pesantemente sui bilanci, che richiedono alti costi di valutazione causati da una mancata analisi delle banche del proprio portafoglio di crediti a rischio, fattore che ha contribuito a complicare la situazione.

Come evitare, dunque, che le società deputate alla valutazione di detti titoli da emettere sul mercato, abbia piena libertà di decisione? Far capire alla banche che si rende necessario un accurato lavoro di analisi dei relativi crediti.