Agenzia delle Entrate: rimborsi diretti ai contribuenti

Cambiano le regole in materia di rimborsi ai contribuenti. L’Agenzia delle Entrate ha dato, infatti, il via al rimborso d’ufficio e diretto dei crediti d’imposta non dichiarati dai cittadini. In altre parole, d’ora in avanti, l’amministrazione pubblica provvederà a rimborsare di propria iniziativa i crediti non reclamati direttamente dai contribuenti che, però, risultano dalla liquidazione delle dichiarazioni dei redditi. Non rientrano in questa misura le dichiarazioni precompilate, i crediti delle società e dei soggetti Iva.

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Rimborsi d’ufficio diretti ai contribuenti da parte dell’Agenzia delle Entrate

Come viene riconosciuto il maggior credito liquidato a favore del contribuente

L’Agenzia delle Entrate ha diramato a tutte le strutture periferiche una nota interna, nella quale annuncia la riforma delle procedure di rimborso. Fino a questo momento, il cittadino che riceveva una comunicazione centralizzata da parte dell’Agenzia doveva recarsi in un ufficio al fine di accertare la reale esistenza di un maggior credito liquidato a suo favore e di concordare le modalità degli indennizzi. D’ora in poi, invece, la sede centrale provvederà direttamente al riconoscimento del maggior credito esistente grazie ai controlli automatizzati. Questa importante innovazione rientra nel più ampio scenario di semplificazione e di razionalizzazione delle prassi amministrative e di alleggerimento degli oneri sopportati sia dai contribuenti che dagli stessi uffici.

Quali rimborsi rientrano nella nuova prassi amministrativa

L’annuncio delle nuove regole è stato preceduto da una sperimentazione su 150mila dichiarazioni relative all’anno d’imposta 2013, dalle cui liquidazioni erano emersi crediti IRPEF e IRAP. Questi ultimi sono quindi stati sottoposti a verifica dai centri operativi e sono stati comprovati nella quasi interezza. Parte da qui la determinazione di effettuare il rimborso dei crediti in linea diretta.
Operativamente parlando, posto che i maggiori crediti rilevati sono ascrivibili alle dichiarazioni relative all’anno 2014, quale eccedenza di credito non indicata dall’anno precedente, i rimborsi verranno erogati con riferimento all’anno d’imposta 2014, anche se l’identificazione del credito nonché la sua conversione in risarcimento concernono l’attestazione relativa all’anno 2013.
Per quanto concerne i crediti d’imposta superiori a 12 euro (ovvero la soglia minima rimborsabile secondo quanto previsto dalla Legge n. 266/2005), i contribuenti verranno informati dell’avvenuto riconoscimento di un maggior credito e dell’inizio delle formalità di indennizzo. I cittadini avranno quindi la possibilità di rivolgersi agli uffici per ricevere maggiori informazioni in merito al rimborso, oppure potranno scegliere di usare il credito come compensazione o detrazione. In questa seconda ipotesi, dovranno presentare però una dichiarazione integrativa a favore per l’anno d’imposta 2014, entro la scadenza temporale prevista per la presentazione della dichiarazione per l’anno 2015, con l’intento di far risultare il credito stesso.

Quali rimborsi non rientrano nella nuova procedura

La nuova prassi non si potrà applicare né ai crediti riguardanti i contributi previdenziali né a quelli risultanti dalle dichiarazioni dei redditi prodotte dalle società e da soggetti Iva, per i quali viene richiesta un’analisi più esauriente. Non rientrano neppure i maggiori crediti scaturiti dai modelli 730 e Unico persone fisiche prodotte da contribuenti per i quali, per l’anno seguente, viene approntata la dichiarazione dei redditi precompilata: questi crediti verranno messi in evidenza nelle avvertenze allegate alla dichiarazione e dovranno essere confermati direttamente dal cittadino, senza alcuna necessità di rivolgersi ad un funzionario dell’Agenzia delle Entrate.