Agenti AI Crypto: cosa sono e come funzionano (2026)

Se segui le criptovalute, di sicuro ti sarai accorto che da qualche mese si parla sempre più spesso di agenti AI. Sono software diversi dal solito chatbot. Hanno una memoria, sanno usare strumenti esterni, pianificano una sequenza di azioni e, soprattutto, decidono da soli come muoversi per centrare l’obiettivo che gli affidi.

Un assistente classico aspetta il prossimo prompt. Un agente, una volta avviato, prosegue da solo.E’ come avere un assistente o un dipendente a disposizione 24 ore su 24.

Le stime di settore parlano di un mercato che potrebbe passare da 7,38 miliardi di dollari nel 2023 a 47 miliardi entro il 2030, e una quota crescente di questo flusso passa proprio dall’intersezione con la blockchain.

Gli AI agent crypto hanno raggiunto già una capitalizzazione di 29,2 miliardi di dollari. Solana Foundation e Google Cloud hanno appena lanciato un’infrastruttura che permette agli agenti di pagare servizi cloud in stablecoin, senza intervento umano. Insomma il settore è più vivo che mai.

In questa guida voglio cercare di partire dalle basi per spiegare come funzionano gli agenti AI. Partirò dalla definizione tecnica, da come un agente è costruito e da cosa lo distingue davvero da un chatbot.

Poi entriamo nel dettaglio delle tipologie esistenti, dalle più semplici alle architetture multi-agente, con un occhio ai paradigmi ReAct e ReWOO che rappresentano oggi i framework più popolari.

Ti parlerò poi dei progetti di Agenti AI che vale la pena conoscere e di come si comportano i relativi token.

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Cosa sono gli agenti AI

Definizione

Un agente AI è un software autonomo che osserva un contesto, elabora le informazioni che riceve e agisce per centrare un obiettivo che hai definito tu.

E’ in pratica un programma che funziona senza un intervento umano costante, senza la classica supervisione continua. Un software che in pratica sceglie in modo indipendente le azioni migliori da eseguire.

Claude ha aggiunto di recente (con la versione Opus 4.8) i workflows che automatizzano e dividono in sotto agenti ancora di più indipendenti, in grado di lavorare in parallelo.

Come evidenziato da Google, si tratta ormai di entità software dotate della capacità di pianificare, ragionare ed eseguire azioni complesse per gli utenti con un intervento umano minimo.

Ma quali sono le caratteristiche? Si parte dall’autonomia fino ad arrivare alla capacità di adattarsi migliorando anche autonomamente tramite l’apprendimento.

In più, come ti ho detto, prima questi agenti iniziano a collaborare tra loro con altri agenti o sistemi creando di fatto un network di agenti autonomi.

Quando lanci il tuo prompt e vedi che viene eseguita una checklist che viene eseguita in autonomia, ancora non stai usando gli agenti al massimo delle loro possibilità.

Come si adatta tutto questo al mondo crypto?

Spesso troviamo sui media termini come “goal driven” o “agentic” o “autonomo”. E’ una terminologia che porta con sé delle differenze. Ad esempio è facile nel mondo crypto confondere un semplice bot di trading con un sistema che apprende ed esegue task in autonomia. Cercheremo di capire quali sono le differenze in modo semplice.

Differenze tra agente AI e chatbot tradizionale

La distinzione più nitida la fornisce IBM: “Gli AI chatbot non agenti sono quelli senza strumenti, memoria o ragionamento disponibili. Possono raggiungere solo obiettivi a breve termine e non possono pianificare in anticipo”.

Un chatbot risponde alla domanda usando il contesto della singola conversazione. Non integra fonti esterne in autonomia, non programma azioni multi-step, non conserva un percorso oltre la sessione.

Un agente può ricevere un input del tipo “prepara un riepilogo settimanale delle posizioni più rischiose nel mio portafoglio crypto” e poi gestirsi in totale autonomia: interroga un’API di mercato, attinge al proprio database operativo, calcola le metriche di esposizione, produce il report. Il tutto dentro un loop continuo: pianifica, agisce, osserva l’esito, ricalibra il piano se serve. È il cuore del paradigma ReAct, che ti farò vedere tra poco.

Nel settore degli agenti AI per criptovalute la differenza diventa anche un fatto economico. Un chatbot integrato in un exchange ti aiuta a chiarire una FAQ o a navigare un menu.

Un agente esegue ribilanciamenti, gestisce DCA programmati, sorveglia soglie di prezzo e firma transazioni. Funzioni con costi, livelli di rischio e responsabilità completamente diversi.

Per alcuni versi può essere molto più “pericoloso” a livello economico di un chatbot.

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Ci sono tantissimi progetti crypto AI che iniziano a sfruttare questi algoritmi, ne abbiamo parlato in questa guida sulle crypto AI che trovi su Webeconomia.

In più puoi consultare questo video se vuoi conoscere i migliori progetti Crypto AI da seguire:

Crypto AI: 5 TOP progetti del 2024
Criptovalute e Intelligenza artificiale, potrebbe essere questo uno dei trend del 2024.Le crypto AI mirano a sfruttare algoritmi di machine learning, linguag…
Crypto AI: 5 TOP progetti del 2024

The video was uploaded on 21/2/2024.

You can view the video here.

The video lasts for 28 minutes and 33 seconds.

Differenze tra bot di trading e agenti AI

Parlando di automazione vengono in mente subito i bot di trading ed il trading automatico. Sono la stessa cosa?

Non bisogna confondere gli agenti AI con i più semplici bot di trading automatico che esistono da anni. I bot eseguono operazioni pre-programmate in base a regole rigide, senza capacità di adattarsi o migliorare nel tempo.

Gli agenti AI invece, grazie a tecniche di apprendimento automatico, raccolgono continuamente nuovi dati dall’ambiente circostante, li elaborano e modificano il proprio comportamento di conseguenza. Inoltre, gli agenti AI sono progettati per portare a termine attività più complesse, non solo trading automatico.

Bot di Trading vs Agenti AI

Ad esempio, un agente AI potrebbe monitorare le condizioni di mercato per individuare opportunità di arbitraggio tra vari exchange ed eseguire gli scambi per sfruttarle, mentre un semplice bot esegue ordini pre-impostati senza capacità di adattarsi.

Possiamo pensare aglli agenti AI come una versione evoluta dell’automazione nelle criptovalute, più intelligente e più flessibile.

Integrazione con smart contract e DApp

Una delle applicazioni più interessanti degli agenti AI è la possibilità di integrarli con smart contract e DApp per potenziarne le capacità e semplificare l’interazione da parte degli utenti.

Ad esempio, un agente AI potrebbe essere delegato ad approvare transazioni, gestire un wallet digitale, interagire con i vari protocolli DeFi per ottimizzare strategie di staking e farming o eseguire attività su piattaforme DApp.

Grazie all’intelligenza artificiale, l’agente può apprendere le specificità di uno smart contract o DApp, capirne il funzionamento e prendere decisioni informate per conto dell’utente.

Sono sistemi basati su codice, quindi possono interfacciarsi facilmente con altri programmi software come app decentralizzate.

Grazie all’AI possiamo pensare noi stessi di scrivere il codice del nostro agente AI personalizzato!

Naturalmente affinché si diffondano, occorre che anche la Defi inizi a generare nuovo interesse come avvenuto nella scorsa bull run.

👍 Cosa sonoSoftware autonomi che eseguono attività onchain come trading, gestione di portafogli o staking utilizzando l’intelligenza artificiale (AI).
✅ CaratteristicheInnovazione / AI / Servizi legati all’AI
💰Progetti più popolariVirtuals Protocol / The Graph / Fetch.ai / Bittensor
🥇Migliori piattaforme per fare trading su cryptoAvaTrade / eToro
🥇Miglior exchange per comprare cryptoBitget / Kraken

Come funzionano gli agenti AI

I cinque blocchi di un agente: LLM, memoria, pianificazione, tool, apprendimento

Sotto il cofano, un agente AI è l’orchestratore di cinque blocchi.

Il primo è il modello, di solito un LLM come GPT o Claude. E’ il motore di ragionamento dell’agente, che elabora i prompt e li trasforma in azioni, decisioni o domande ad altri componenti. Tradotto: è il cervello. Senza un LLM solido, anche l’impalcatura più curata produce risultati mediocri.

Subito sopra c’è il modulo di pianificazione. Riceve l’obiettivo finale e lo spezza in passi più piccoli, ciascuno gestibile in autonomia.

Poi viene la memoria, che lavora su due livelli: a breve termine, dove finiscono cronologia di chat e ultimi input, e a lungo termine, dove vivono conoscenze permanenti su utenti, contesti, regole. Si implementa con database vettoriali o knowledge graph.

Il quarto blocco è l’integrazione con gli strumenti. Un agente che si rispetti deve poter chiamare API, eseguire query, lanciare codice e, all’occorrenza, interagire con dispositivi fisici.

È il passaggio che lo distingue da un buon prompt engineer: lo trasforma da chiacchierone intelligente a operatore concreto.

Ultimo elemento importantissimo è quello dell’apprendimento e la riflessione, dove l’agente analizza i risultati, corregge gli errori e, quando serve, si addestra con tecniche di reinforcement learning.

Questo è cruciale in ambienti in cui i dati di formazione espliciti sono scarsi, come la robotica, i giochi o il trading finanziario. Pensiamo al trading di crypto dove i dati a disposizione sono pochi. E’ evidente che un agente deve apprendere anche dai suoi stessi risultati per evolvere.

Il modello a cinque componenti di Google Cloud

Google Cloud propone una scomposizione articolata in cinque elementi distinti.

Reasoning & Perception è il punto di ingresso: l’agente raccoglie informazioni da ambiente, sensori, database e interfacce utente, e un LLM analizza i dati per comprendere il contesto e formulare soluzioni potenziali.

Planning trasforma queste informazioni in un piano operativo.

Models indica i modelli generativi che fanno da motore di ragionamento; Google porta il suo Gemini come esempio, ma lo schema vale per qualunque LLM.

I due elementi finali sono Orchestration e Tools.

L’orchestration è l’intelligenza centrale dell’agente: gestisce memoria a breve e a lungo termine, mantiene lo stato dei task, esegue il piano, decide quando attivare un determinato strumento.

Sulla memoria, Google fa una precisazione importante: gli agenti, presi da soli, non hanno memoria intrinseca.

Per questo i framework enterprise distinguono tre livelli, con memoria effimera (gestita da SDK come l’ADK, Agent Development Kit), memoria persistente per applicazioni di produzione e memoria a lungo termine sotto forma di knowledge base che vive attraverso tutte le conversazioni di un utente.

I Tools, alla fine, sono le interfacce verso sorgenti dati esterne: senza, l’agente resta cieco rispetto al presente.

Il ciclo percezione-decisione-azione

Le cinque componenti girano dentro un loop ricorsivo.

L’agente riceve l’obiettivo, lo decompone in attività più piccole e va a raccogliere informazioni: log di sistema, internet, altri agenti, modelli di machine learning.

Una volta in mano i dati, sceglie lo strumento adatto e produce un’azione. Poi osserva l’esito, valuta quanto si è avvicinato al traguardo e, se occorre, riformula il piano o crea task nuovi.

Questo loop è la differenza più tangibile rispetto a un programma tradizionale. Un software classico segue un flusso prevedibile, scritto a priori.

ℹ️ Agenti AI

Un agente costruisce il flusso di lavoro (workflow) al volo, reagendo a ciò che incontra.

È proprio questa capacità a rendere gli agenti AI nel crypto adatti a un mercato che cambia minuto per minuto, dove la stessa strategia profittevole alle 9 può dare risultati pessimi un’ora dopo se la liquidità si è spostata.

ReAct e ReWOO: due modelli di ragionamento

I framework di sviluppo si appoggiano su due paradigmi principali.

Il primo è ReAct (Reasoning and Action), basato sul ciclo think-act-observe: pensa al passo successivo, esegui, osserva l’esito, ripeti.

IBM lo descrive come una forma di chain-of-thought prompting in cui l’agente è istruito a “pensare e pianificare dopo ogni azione intrapresa e con ogni risposta dello strumento”. È il modello più adottato, perché flessibile e robusto in contesti incerti.

Il secondo paradigma è ReWOO (Reasoning WithOut Observation). Qui la logica si rovescia: l’agente pianifica tutta la sequenza in anticipo e poi la esegue di seguito.

Tre moduli: pianificazione, raccolta output, abbinamento finale. Il vantaggio è il risparmio di token e di tempo computazionale, perché l’LLM viene chiamato meno volte.

Lo svantaggio è una minore reattività ai cambi di contesto. Nei progetti di agenti AI crypto, ReAct prevale nel trading reattivo, mentre ReWOO si presta meglio a task in batch, come la produzione periodica di report o la valutazione di portafogli statici.

Qui sotto uno schema semplificato del funzionamento di un agente AI.

Componenti di un agente AI

Le cinque componenti di un agente AI e le loro relazioni.

Architettura tecnica: wallet, API, codice base

Dal punto di vista tecnico, un agente AI è costituito da vari componenti. Dispone di un wallet crypto per gestire fondi e interagire con blockchain e DApp. Si appoggia ad API per connettersi a exchange, aggregatori di dati e blockchain node.

Il codice dell’agente include librerie di intelligenza artificiale per l’apprendimento automatico e moduli per elaborare e analizzare dati e prendere decisioni. Un database interno memorizza informazioni come prezzi storici e transazioni eseguite.

L’agente interagisce con la blockchain per leggere lo stato e inviare transazioni. Può monitorare eventi di smart contract tramite tecnologie come Chainlink Feed per ottenere input. Un modulo di sicurezza gestisce chiavi crittografiche e accesso API.

Esempio architettura Agenti AI + Chainlink Feeds

L’interfaccia utente permette all’utente di impostare obiettivi e livelli di rischio. L’agente opera in background raggiungendo gli obiettivi in autonomia, fornendo report sulle attività.

Tipologie di agenti AI

Agenti reattivi, deliberativi e che apprendono

AWS e IBM convergono nel raggruppare gli agenti in cinque famiglie principali, a cui se ne aggiungono due architetturalmente più strutturate.

La famiglia più elementare è quella degli agenti a riflessi semplici: regole “se accade X allora fai Y”, senza memoria. Il sistema di reset password di un servizio online è l’archetipo.

Un gradino sopra ci sono gli agenti a riflessi basati su modello, che mantengono una rappresentazione interna dell’ambiente. Pensa al robot aspirapolvere che ricorda le aree già pulite e si muove di conseguenza.

Più articolati sono gli agenti basati su obiettivo, che ragionano fra alternative e scelgono il percorso più efficiente. Un navigatore stradale che calcola il tragitto più rapido rientra qui. Gli agenti basati su utilità si spingono oltre, ottimizzando una funzione che combina più variabili: consumo carburante, tempo di percorrenza, costi dei pedaggi.

Gli agenti che apprendono, infine, raccolgono feedback dai risultati passati e modificano il comportamento futuro. I sistemi di raccomandazione personalizzati sono l’esempio più riconoscibile.

Agenti gerarchici e sistemi multi-agente

Sopra queste cinque famiglie convivono due architetture più ambiziose.

Gli agenti gerarchici si organizzano su livelli, con uno o più supervisori che coordinano le azioni dei subordinati. AWS porta l’esempio dei sistemi di gestione di flotte autonome, dove un agente di alto livello assegna i compiti e quelli operativi li eseguono.

I sistemi multi-agente (MAS) mettono in scena più agenti che cooperano o competono. Possono essere omogenei, tutti sullo stesso modello, oppure eterogenei.

IBM nota che “i framework multiagente tendono a superare gli agenti singoli” perché ampliano le possibilità di apprendimento e riflessione.

Nel settore crypto questo comportmanete è ancora poco esplorato ma promettente: immagina un agente “trader” che dialoga con un “risk manager” e con un “compliance expert” prima di eseguire un ordine sopra una certa soglia.

TipoComportamentoEsempio applicativoSettore tipico
Riflessi sempliciRegole fisse, senza memoriaReset password automaticoCustomer service
Riflessi con modelloStato interno del contestoRobot aspirapolvereRobotica domestica
Basati su obiettivoPianifica e sceglie il percorsoNavigatore con destinazioneMobilità, logistica
Basati su utilitàMassimizza una funzione obiettivoRicerca volo per tempo minimoTravel, ottimizzazione
Che apprendonoSi addestra sui risultati passatiSistemi di raccomandazioneE-commerce, media
GerarchiciPiù livelli, supervisore + subordinatiGestione flotte autonomeIndustria, automotive
Multi-agente (MAS)Agenti che cooperano o competonoTrader + risk manager + complianceFinanza, crypto, DeFi

Tipologie principali di agenti AI.

Agenti AI e criptovalute: l’incrocio fra AI e blockchain

Perché blockchain e agenti AI si attraggono

Che agenti AI e blockchain finissero per incrociarsi non è un caso.

La blockchain offre un’infrastruttura programmabile, sempre attiva, con identità native legate ai wallet: tre condizioni che un agente AI sfrutta meglio di quanto possa fare in un ambiente off-chain.

🛠 GUIDA PRATICA Blockchain: cos’è e come funziona Leggi la guida →

Su una blockchain, un agente trova un terreno dove può agire in autonomia, senza chiedere a un essere umano di firmare ogni transazione.

Il secondo fattore è economico. Il mercato crypto è attivo ventiquattr’ore su ventiquattro, popolato da migliaia di asset, capace di produrre flussi di dati che nessun trader umano metabolizza da solo. E non solo. E’ anche un mercato in cui la volatilità è costante.

Se prendiamo Coinmarketcap o Coingecko per analizzare qualche dato, possiamo stimare la capitalizzazione dello spazio aggregato AI agent, fatto di token, framework e meme coin associate, a circa 30 miliardi di dollari.

Il segmento puro dei token AI vale da solo 15,3 miliardi nel primo trimestre 2026 AI agent e meme coin pesano insieme intorno al 62%.

Agentic finance: agenti che eseguono transazioni autonome

In alcuni report ho trovato spesso il termine “agentic finance”. Ad esempio il CEO di First Digital (la società emittente della stablecoin FDUSD), la usa per descrivere “un nuovo framework dove gli AI agent eseguono azioni finanziarie all’interno di regole predefinite con limiti, permessi e obiettivi”.

Possiamo dividere l’agentic finance in due livelli: un agentic commerce layer dedicato alla discovery e al decision-making, e un agentic payments layer che si occupa dell’esecuzione effettiva delle transazioni approvate.

Il punto di svolta è la capacità di firmare e regolare pagamenti senza un essere umano nel mezzo.

Sembra fantascienza ma è già realtà. Ad esempio su Solana, il protocollo x402 (una variante di HTTP 402 “Payment Required”) permette a un agente di pagare a richiesta per accedere a una risorsa.

🛠 GUIDA PRATICA Report – Solana nel Q1 2026, l’ecosistema cresce mentre il prezzo crolla Leggi la guida →

Coinbase ha portato lo stesso protocollo nel proprio stack per transazioni agent-native. Ma ci sono tante altre iniziative.

First Digital ha lanciato SmartPay e Prism, una coppia di componenti per wallet server cloud e settlement cross-chain in FDUSD. Nei prossimi cinque-dieci anni i pagamenti effettuati tramite AI potranno raggiungere anche cifre di oltre 5 trilioni di dollari.

Casi d’uso nel trading crypto e nella DeFi

Lato trading, gli agenti crypto AI fanno principalmente quattro cose.

Cercano opportunità di arbitraggio tra exchange centralizzati e decentralizzati. Fanno market making, fornendo liquidità e guadagnando dallo spread.

Gestiscono portafogli riequilibrando le posizioni quando le allocazioni si discostano dal target. Producono segnali analizzando volumi, sentiment dei social e dati on-chain, restituendo un punteggio di probabilità all’utente o a un agente successivo.

Nella DeFi i casi d’uso sono altrettanto concreti. In DeFi, gli AI agent ottimizzano i tassi di lending e borrowing, gestiscono le pool di liquidità e ribilanciano i portafogli, tutte attività che aiutano a massimizzare i rendimenti.

🛠 GUIDA PRATICA DeFI: come funziona la finanza decentralizzata Leggi la guida →

Ipotizziamo ad esempio di avere un agente che osserva in continuo i tassi su Aave o Compound e, sposta capitali quando il differenziale supera una soglia che hai impostato, e ti consegna a fine giornata un report di P&L.

Fino a qualche anno fa era un servizio impensabile, ora è fattibile.

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Sicurezza, KYC e analisi degli smart contract

Oltre al trading, gli agenti AI nel settore crypto possono essere usati per la sicurezza. Sorvegliano wallet, riconoscono pattern di phishing, verificano la conformità delle operazioni rispetto a KYC e AML.

Sul piano tecnico, analizzano in continuo gli smartcontract cercando vulnerabilità note o anomalie nei flussi di approval. Gli agenti AI aiutano a segnalare attività sospette, come transazioni fraudolente o vulnerabilità degli smart contract, rendendo più semplice il rispetto delle normative.

E’ quello che è successo, se ci pensi, nel caso Zcash (ne ho parlato in questo articolo), in cui è stato proprio un agente AI a scoprire un bug nel codice in grado potenzialmente di fare double spending su ZEC.

Un caso d’uso meno discusso ma piuttosto concreto è l’ottimizzazione delle gas fee.

Un agente AI ben configurato sceglie il momento giusto per inviare una transazione, legge lo stato del mempool e il livello di congestione, e talvolta raggruppa più operazioni per abbassare la spesa complessiva. Per chi opera con volumi elevati il risparmio annuo può raggiungere cifre a doppia o tripla cifra in euro. Un dettaglio che le analisi di redditività delle strategie crypto trascurano spesso, eppure decisivo.

Qui sotto un grafico sulla potenziale crescita nel settore crypto. Ma andiamo a vedere qualche progetto crypto già esistente.

Mercato degli agenti AI: potenziale crescita fino al 2030

Proiezioni di crescita del mercato AI agent e i numeri di alcune categorie crypto associate.

I progetti di Agenti AI crypto più importanti

Virtuals Protocol: launchpad e marketplace

Virtuals Protocol è probabilmente il caso più interessante per capire l’economia degli agenti AI nel settore.

Virtuals Protocol

Un launchpad e marketplace costruito sull’ecosistema Ethereum/Base, pensato per chi vuole creare, possedere e monetizzare agenti AI in formato token.

Il modello di Virtuals è chiaro. Chi sviluppa un agente lo lancia sulla piattaforma in forma di token, con una distribuzione iniziale e un meccanismo di liquidità.

Gli utenti possono possedere quote dell’agente e partecipare ai ricavi che genera quando viene utilizzato per fornire servizi.

È un cambio di paradigma: l’agente AI non è più un semplice software, ma un asset finanziario con un proprio ciclo di vita on-chain.

AIXBT: l’agente che legge analizza le crypto su Twitter

Tra gli agenti lanciati su Virtuals, AIXBT è quello che ha catturato più attenzione. E’ in pratica il più grande agente Virtuals per capitalizzazione, intorno ai cinquecento milioni di dollari.

AIXBT

Sotto il cofano, AIXBT analizza in continuo Twitter X, monitorando sentiment, prezzi e segnali tecnici, e restituisce previsioni e thread analitici sulla stessa piattaforma social, dialogando direttamente con la community.

Il valore strategico di AIXBT non sta tanto nelle singole previsioni, quanto nel modello di funzionamento. Un agente che vive dentro un social, attinge da esso e produce contenuti per esso, genera un ciclo di engagement automatico difficilmente replicabile da un team umano.

È anche il principale esempio di token-agente che monetizza l’attenzione invece di un servizio API tradizionale.

Truth Terminal e GOAT: il bot AI che ha lanciato una meme coin

Truth Terminal è un caso a sé. Sviluppato da Andy Ayrey, nasce come bot AI che impara dai post social e pubblica su X.

Goat memecoin

Il 10 ottobre 2024, via Pump.fun su Solana, è stata lanciata la meme coin Goatseus Maximus (ticker GOAT).

I post di Truth Terminal hanno contribuito a far salire significativamente il prezzo, portando GOAT a una capitalizzazione di picco superiore al miliardo di dollari e generando per Truth Terminal, circa due milioni di dollari di profitti. La stampa lo ha battezzato “il primo AI millionaire del mondo”.

Bittensor (TAO): il subnet network dei modelli AI

Bittensor opera in una categoria diversa rispetto agli agenti tokenizzati su Virtuals o Solana.

Bittensor

Su ciascuna subnet, modelli AI competono per token rewards eseguendo compiti specifici (generazione di contenuti, previsioni, analisi, vision, finetuning) e i partecipanti più performanti ricevono il token nativo TAO come ricompensa.

🛠 GUIDA PRATICA Bittensor (TAO): la rete decentralizzata per l’Intelligenza Artificiale Leggi la guida →

Per un investitore crypto che guarda alla categoria AI agent, Bittensor è meno un agente in senso stretto e più una piattaforma che alimenta i modelli sui quali gli agenti possono girare.

È un layer infrastrutturale: chi crede che il futuro degli agenti AI passerà per modelli decentralizzati anziché chiusi guarda a TAO come a un toke su cui investire nel lungo termine.

Fetch.ai e DeltaV: il pioniere degli agenti decentralizzati

Un progetto molto importante è Fetch.ai, piattaforma basata su Cosmos SDK, che consente lo sviluppo e il deploy di agenti autonomi decentralizzati (DAA – Decentralized Autonomous Agents).
Il progetto è attivo già da prima dell’esplosione narrativa del 2024 ed stato integrato in Artificial Superintelligence Alliance col token FET.

Fetch.AI

La sua proposta originale è ambiziosa: costruire un’economia digitale decentralizzata in cui agenti AI eseguono task complessi senza intervento umano diretto.

Tra i prodotti più visibili c’è DeltaV, un’interfaccia chat AI-driven costruita sopra l’AI Engine di Fetch.ai: permette a un utente di descrivere un obiettivo in linguaggio naturale e di affidarne l’esecuzione a una rete di agenti che si coordinano fra loro.

Il punto interessante di Fetch.ai è la combinazione di un’architettura tecnica seria (microagenti, marketplace di servizi, framework di sviluppo open source) con un token nativo, FET, che funge da meccanismo di pagamento e governance.

Chi valuta il settore degli agenti AI nel crypto difficilmente può ignorarlo: ha un track record più lungo della maggior parte dei progetti emersi negli ultimi 18 mesi e una base sviluppatori consolidata.

ElizaOS ed Eliza Labs (ex ai16z)

Eliza Labs nel 2025 ha lanciato ElizaOS, una piattaforma open source sulla blockchain Solana progettata per costruire e gestire agenti AI.

ElizaOS ed Eliza Labs (ex ai16z)

Il framework è l’evoluzione di ai16z, una DAO partita come esperimento di community e poi diventata uno dei riferimenti per chi sviluppa agenti su Solana.

Il rebranding in ElizaOS è arrivato per allargare l’offerta a una platea più ampia di sviluppatori. Il token ai16z (lanciato su DAOS.FUN) dà accesso alla DAO e ai profitti generati.

Cosa lo rende interessante? È open source, modulare, integra strumenti per gestire wallet, social media e tool esterni.

Permette di costruire agenti che operano su X, Telegram, Discord e che firmano transazioni on-chain. La community è una delle più attive nella categoria, e molti dei progetti agenti AI criptovalute usciti nell’ultimo anno usano ElizaOS come fondamenta.

Solana e Pay.sh: pagamenti machine-native con Google Cloud

Il 5 maggio 2026 Solana Foundation e Google Cloud hanno lanciato Pay.sh, una piattaforma che consente agli agenti AI di effettuare pagamenti in stablecoin sulla rete Solana.

Solana Pay e Pay.sh

Il sistema è pay-as-you-go: ogni utilizzo di un’API viene pagato in tempo reale, senza account pre-caricati né gestione manuale delle chiavi. Tecnicamente si appoggia al protocollo x402, uno standard di pagamento HTTP che recupera il vecchio status code 402.

Per la prima volta un agente AI può utilizzare un servizio cloud come Gemini, BigQuery o Vertex AI, accedervi e pagarlo a singola richiesta usando stablecoin su Solana.

Pay.sh è integrabile con ambienti AI come Gemini, Claude o Codex, ed è il tassello commerciale di una collaborazione che ha portato Google a diventare validatore del newtork di Solana.

Insomma un’economia in cui software e agenti AI interagiscono e pagano fra loro in modo autonomo. Anche le aziende possono monetizzare dati e servizi interni esponendoli agli agenti senza cederne il controllo diretto.

Ti riepilogo i progetti più interessanti

ProgettoBlockchainFocus operativoDato rilevante
Virtuals ProtocolEthereum / BaseLaunchpad e marketplace di agenti AI tokenizzatiMarket cap $1,9 mld (nov 2024); ~14.000 agent token
AIXBTBase (su Virtuals)Analisi sentiment di Crypto Twitter e segnaliMarket cap ~$500 mln
Truth Terminal / GOATSolana (Pump.fun)AI bot social + meme coin Goatseus MaximusProfitti ~$2 mln; lancio GOAT 10/10/2024
Bittensor (TAO)Bittensor (subnet network)Network decentralizzato di modelli AI competitiviMarket cap $2,5–3 mld; 52 subnet
Fetch.ai (FET)Fetch.ai / CosmosAgenti autonomi + interfaccia DeltaVPioniere della categoria, AI Engine open source
ElizaOS / ai16zSolanaFramework open source per agenti AIMarket cap ~$2,3 mld
Pay.shSolanaPagamenti pay-per-request in stablecoin per agenti AILancio 5 maggio 2026 con Google Cloud

Progetti agenti AI criptovalute più rilevanti

Agenti AI token: come orientarti e dove comprarli

Come prima cosa ti segnalo una serie di piattaforme in cui poter fare trading e dunque acquistare i token AI:

Migliori Exchange Crypto

Coinbase
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Fee: 0,50% Crypto: 200+ Reg: MiCA · Lussemburgo (CSSF) ✅ Staking
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Fee: 1,49% Crypto: 200+ Reg: MiCA · Germania (BaFin) ✅ Staking 💳 Carta
Binance
★ 7,8/10
Fee: 0,10% Crypto: 350+ Reg: Servizi UE sospesi ✅ Staking 💳 Carta
Young Platform
★ 7,8/10
Fee: 0,19% Crypto: 70+ Reg: MiCA · passaporto UE ✅ Staking

Come funziona la tokenomics nei progetti Agenti AI

I token legati ai progetti agenti AI non si comportano tutti allo stesso modo. Alcuni rappresentano la quota di un singolo agente, come avviene su piattaforme tipo Virtuals: chi possiede il token partecipa ai ricavi prodotti dall’agente, ma resta esposto al fallimento del suo modello di business.

Altri sono token di rete, emessi dalla blockchain o dal framework che ospita gli agenti, e si comportano come asset infrastrutturali con utility di pagamento e governance.

TAO di Bittensor e FET di Fetch.ai sono esempi di questa famiglia.

Esiste poi una terza categoria, sempre più frequente: i token di DAO che coordinano lo sviluppo di un agente o di un intero ecosistema.

ElizaOS, lanciato sulla piattaforma DAOS.FUN, ne è un esempio. La DAO ai16z ha un token che riflette la community, i contributori e le decisioni di roadmap. Capire in quale di queste tre categorie ricade un agenti AI token è il primo passo per valutarne il valore intrinseco.

Indicatori da valutare prima di esporti

Prima di investire su un token ci sono almeno cinque cose a cui prestare attenzione.

La prima è il team: chi sono i fondatori, hanno un track record nel settorecrypto?

La seconda è tecnica: l’agente è in produzione, ha utenti attivi, genera transazioni on-chain verificabili?

La terza è la distribuzione del token: percentuale al team, percentuale liberamente circolante, vestingf. Una distribuzione troppo concentrata amplifica il rischio di volatilità improvvisa su movimenti di pochi wallet.

La quarta dimensione è il modello di revenue. L’agente fa pagare le proprie chiamate? Trattiene una fee? Vende dati? Senza un flusso di cassa identificabile, il valore del token resta principalmente narrativo.

La quinta dimensione è la governance: chi può modificare il comportamento dell’agente, chi controlla il suo wallet operativo, esistono pause di sicurezza in caso di malfunzionamento?

Vantaggi e rischi degli agenti AI nel mondo crypto

I principali vantaggi operativi

I vantaggi degli agenti AI crypto si possono raggruppare in quattro voci.

Sulla produttività, gli agenti automatizzano attività che richiederebbero ore di lavoro manuale, dal monitoraggio dei tassi DeFi alla preparazione di report di rischio.

Sui costi, riducono le spese di trading e di gestione, oltre a tagliare gli errori umani in operazioni delicate come ribilanciamenti complessi.

Sui processi decisionali, alcuni vantaggi innegabili sono dati dalla capacità predittiva e l’elaborazione in tempo reale di grandi volumi di dati. Nel mercato crypto questa è spesso la linea di confine fra una posizione che chiude in profitto e una che chiude in perdita.

Il quarto vantaggio è meno raccontato ma sempre più importante: l’esperienza utente. Un agente AI sa rispondere in tempo reale a domande complesse sul tuo portafoglio, eseguire ordini articolati senza che tu debba toccare un’interfaccia, generare riepiloghi personalizzati.

È un cambio di passo che, nei prossimi anni, renderà l’attuale esperienza d’uso di molti exchange e wallet semplicemente fuori scala.

I rischi tecnici, finanziari e di governance

Sul fronte rischi, il primo nodo è la privacy dei dati.

Un agente che opera per te su asset digitali maneggia informazioni sensibili: saldi, strategie, preferenze. Quindi problemi etici di output distorti o imprecisi, e inoltre servono revisioni umane sui flussi critici. Le debolezze possono causare un guasto a livello di sistema di tutti gli agenti coinvolti o esporre a vulnerabilità e ad attacchi. Nei sistemi multi-agente, un singolo punto debole può propagarsi.

Sul piano finanziario, i rischi sono altrettanto concreti. . I progetti più visibili della categoria scambiano fra il 55% e il 90% sotto il loro all-time high, molti token standalone non sopravvivono a distanza di dodici mesi dal lancio.

Un agente di trading può cadere in un ciclo di feedback se il suo modello viene confuso da dati anomali.

Un agente connesso a un wallet può eseguire ordini errati prima che tu riesca a intervenire.

Sul piano della governance il tema chiave è la responsabilità: chi paga se l’agente sbaglia? Il fornitore del framework, lo sviluppatore, l’utente che ha autorizzato l’operazione?

Sono domande ancora aperte a cui bisognerà dare una risposta prima dell’adozione di massa.

Best practice

Una line guida generale che vale per tutto indica che bisognerebbe richiedere l’approvazione umana prima che un agente AI intraprenda azioni di grande impatto.

Parliamo di sistemi che, se usati male, possono rivelarsi pericolosi. Dall’invio di e-mail di massa al trading finanziario, qualsiasi azione potenzialmente irreversibile dovrebbe richiedere una conferma.

Nel mercato crypto questo si traduce in limiti operativi, importi massimi per singola transazione, soglie di stop-loss che l’agente non può oltrepassare da solo.

Sorge poi la necessità di monitorare gli output in modo costante, documentare i prompt usati per addestrare l’agente e mantenere una traccia delle decisioni.

Insomma sarà fondamentale anche avere una memoria “persistente” prima di rilasciare gli agenti in produzione. Come sottolinea Google, gli agenti, da soli, non hanno memoria intrinseca, e senza una knowledge base persistente i risultati restano inconsistenti tra una sessione e l’altra.

E’ quello che è capitato anche a noi usando i primi chatbot per compiti molto più banali, figuriamoci se parliamo di un agente con questi poteri.

Quando valuti un agenti AI token, controlla quali best practice sono dichiarate dal team. La presenza di pause di emergenza, di sistemi di rate limiting e di audit indipendenti vale, in fondo, più di qualsiasi roadmap promozionale.

Domande frequenti sugli agenti AI nelle criptovalute (FAQ)

Qual è la differenza fra un agente AI e un normale chatbot?

Un chatbot tradizionale risponde a un input alla volta, senza memoria persistente né accesso a strumenti esterni. Un agente AI, invece, pianifica più passi, mantiene una memoria, usa tool come API e database e può eseguire azioni in autonomia per raggiungere l’obiettivo che gli hai assegnato.

Gli agenti AI nel settore crypto sono adatti a un investitore retail?

Dipende dal progetto e dal tuo livello di esperienza. Alcuni agenti AI sono framework infrastrutturali, altri sono token speculativi ad alta volatilità. Prima di esporti, valuta team, capitalizzazione e tokenomics, tenendo presente che il settore è ancora molto giovane.

Come fanno gli agenti AI a pagare servizi senza chiavi private gestite manualmente?

Stanno emergendo standard come il protocollo x402, adottato da Coinbase e Pay.sh su Solana, che permettono agli agenti di effettuare pagamenti pay-per-request in stablecoin. L’agente accede al servizio, la transazione viene regolata on-chain senza intervento umano.

Conclusioni

Gli agenti AI crypto sono senza dubbio il trend da seguire nel settore per il 2026. Possono piacere o meno ma sono una innovazione molto interessante.

La loro capacità di operare autonomamente, gestire risorse e comunicare con altri agenti o utenti apre la strada a una nuova era di intelligenza decentralizzata.

Se da un lato i benefici in termini di efficienza e accessibilità sono notevoli, dall’altro non mancano i rischi come le problematiche in termini di sicurezza, trasparenza e regolamentazione.

Capire cosa sono gli agenti AI ti regala un vantaggio operativo, perché ti permette di leggere in anticipo i cambiamenti di paradigma che stanno avvenendo nel mondo crypto. Un mercato attivo ventiquattr’ore su ventiquattro, con volatilità costante e flussi di dati impossibili da seguire manualmente, è il terreno ideale per software che sanno percepire, ragionare e agire in autonomia.

La direzione tracciata da progetti come Virtuals Protocol, AIXBT, ElizaOS, Bittensor, Fetch.ai e Pay.sh suggerisce che gli agenti AI andranno oltre il ruolo di strumenti di trading o di automazione: diventeranno veri attori economici, capaci di scambiarsi denaro, accedere ad API a pagamento, gestire liquidità e cooperare per portare a termine compiti complessi

L’incrocio fra intelligenza artificiale e blockchain produrrà nuovi servizi, nuovi token e nuove strategie d’investimento.

Il consiglio pratico è semplice: non delegare agli agenti AI ciò che non sapresti gestire manualmente. Studia i progetti, leggi i white paper, controlla chi c’è dietro al team e ricorda che ogni nuova infrastruttura porta con sé rischi che vanno compresi.

Poi puoi partire dalle migliori piattaforme che ti permettono di fare trading sulle crypto associate a questi agenti. Te li lascio qui sotto.

Hai bisogno di una exchange per comprare crypto? Ti lasciamo con i link ufficiali che sono mediati dal server di WebEconomia in modo da garantire l’accesso sicuro:

Sono i migliori exchange che consentono di fare trading con le commissioni più basse.

Domenico Sacchi

Digital marketing specialist | Blockchain enthusiast | Mi occupo di temi legati alla finanza personale, investimenti e trading sulle criptovalute da oltre 15 anni.

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