Affittopoli Roma: l’85% degli inquilini del Comune non paga

Sembrano non avere fine gli scandali che hanno per protagonista Roma. Dopo Mafia Capitale, macro e micro criminalità, corruzione, malaffare, sporcizia, degrado, disastri amministrativi, inefficienze, favoritismi, sprechi, assistiamo ad un nuovo capitolo di Affittopoli. Nel centro storico della città, infatti, si è scoperto che l’85% degli inquilini o dei negozianti che occupano un locale di proprietà del Comune non paga l’affitto.

Affittopoli Roma
La Grande Bellezza. Roma, città ricca di storia, di arte, di cultura e … di scandali

La mappatura del patrimonio immobiliare voluta dal commissario Tronca

Il commissario straordinario Francesco Paolo Tronca, subentrato qualche mese fa ad Ignazio Marino, ha ordinato la mappatura del patrimonio immobiliare del I Municipio, ovvero i rioni del centro storico della Capitale, e ciò che è emerso è a dir poco sconvolgente. Case ‘fantasma’ (21 abitazioni e 9 uffici mai censiti nel sistema di gestione comunale), subentri di fatto, inquilini abitanti altrove o persino passati a miglior vita, occupazioni abusive, affitti irrisori. E la parola irrisorio non rende nemmeno l’idea; i numeri sono molto più eloquenti. Su 574 unità immobiliari, ben 289 presentano canoni che a voler classificare come bassi si sbaglia per eccesso: 1,81 euro per vivere a pochi passi dalla Stazione Termini, poco più di 5 euro per abitare nei pressi di Campo de Fiori, “addirittura” 32 euro per affacciarsi dalla propria finestra e ammirare il Colosseo.
Le cose non vanno meglio se si comparano redditi privati o volumi d’affari aziendali con l’ammontare della pigione. Perché non stiamo certo parlando di persone indigenti, bensì di facoltosi contribuenti, amici degli amici, partiti politici: con un reddito superiore a 700mila euro si versa per esempio un canone di locazione pari a 220 euro, mentre con un reddito eccedente il milione di euro si paga un fitto di 380 euro.

Morosità per 4,5 milioni di euro

Ma non è tutto. Oltre ad avere contratti di locazione a tariffe ridicole, infatti, l’85% degli inquilini e degli esercenti che vivono o lavorano negli immobili di proprietà del Campidoglio risulta moroso. Le mancate entrate per le casse comunali sono pari a 4,5 milioni di euro.
Lo scorso anno, sempre nei rioni del centro storico, il Comune ha richiesto canoni di locazione arretrati per 50 milioni di euro, ma i funzionari sono riusciti a riscuoterne solo 25 milioni, a stento il 50%. Allargando il focus, si scopre che su oltre 28mila unità abitative e commerciali (l’intero patrimonio comunale della Capitale) si ha una morosità storica totale di 357 milioni di euro. Per quanto concerne le sole 574 unità localizzate nel I Municipio si hanno 9,4 milioni di morosità. Ci sono addirittura degli occupanti che non pagano dal 1990. E nessuno ha mai fatto nulla.

Visione generale del problema ed incrocio dei dati

Il commissario Francesco Paolo Tronca, dal momento del suo insediamento, ha trovato una situazione molto complessa a Roma, quasi incomprensibile, sicuramente inammissibile. In molti comparti, manca infatti il rispetto delle regole e la discrezionalità, le anomalie, governano sovrane. Uno degli obiettivi iniziali che si è dato l’ex Prefetto di Milano è stato quello di verificare la condizione del patrimonio immobiliare comunale. Con il lavoro meticoloso della segreteria tecnica formata da appartenenti allo Stato e al mondo accademico si è giunti a questo primo faldone. Che a quanto pare non resterà l’unico.
Non resta che sperare, come sottolinea lo stesso Tronca, che il prossimo sindaco e la relativa giunta prendano in mano la situazione e continuino con l’opera intrapresa. La tecnologia informatica consente ormai un facile incrocio di dati provenienti da diversi Enti e dai Tribunali. Si deve solo avere la volontà di sanare, una volta per tutte, una condizione che si prolunga ormai da decenni.