Addizionale comunale Irpef: cos’è e dove si paga di più

Cos’è l’addizionale Irpef e chi la deve pagare

L’addizionale comunale IRPEF è una imposta istituita nel 1998 e successivamente modificata tra il 1999 e il 2007, con articolazione in due aliquote distinte. La prima delle due componenti è relativa all’aliquota di compartecipazione dell’addizionale Irpef, ed è stabilita in misura uguale per tutti i Comuni: ogni anno il Ministero delle Finanze stabilisce la proporzione, senza gravare come aggiunta impositiva ulteriore rispetto all’Irpef. La seconda è relativa all’aliquota opzionale, stabilita dai singoli Comuni, e in grado di rappresentare un’aggiunta impositiva per i contribuenti rispetto a quanto già si paga a titolo di Irpef.

L’aliquota viene stabilita da ogni Comune fino a un limite massimo dello 0,8%. L’Irpef è pagata da tutti i contribuenti, fatta eccezione per quelli che sono già soggetti alle imposte sui redditi delle persone giuridiche, a quelli che possiedono solo redditi esenti Irpef (o redditi soggetti a tassazione separata) e contribuenti che possiedono un reddito imponibile Irpef inferiore alle soglie minime contemplate.

Dove si paga di più

Stabilito quanto precede, arriviamo agli aspetti negativi. Secondo le ultime proiezioni, infatti, sono già oltre 2 mila i Comuni che hanno deciso di aggiungere un tributo locale alla tassazione nazionale sul reddito delle persone fisiche: di questi, un quarto hanno scelto di incrementare le aliquote dell’addizionale già adottate lo scorso anno, mentre 267 municipi hanno invece scelto di applicare l’aliquota massima dello 0,8%, senza esenzioni per le fasce di reddito più basse. Tra questi ultimi, figurano Biella, Campobasso, Chieti, Gioia Tauro, Messina, Rieti e altre municipalità più piccole, che attraverso l’addizionale comunale puntano a rimettere in sesto i propri bilanci.

Altri 164 Comuni hanno invece scelto di adottare l’aliquota dello 0,8% con esenzioni di reddito. Tra le principali città appartenenti a questa categoria figurano Trieste (con esenzione fino a 7.500 euro di reddito), Ascoli e Macerata (fino a 8.500 euro di reddito), Rovigo (fino a 8.619), Cremona , Genova, Matera, Salerno e Sondrio (fino a 10 mila) Padova e Vicenza (fino a 15 mila).

Per quanto attiene le più grandi città, ancora ignote sono le scelte di Roma, Napoli, Firenze, Venezia, Bari, Palermo. Per quanto riguarda invece Milano, il capoluogo lombardo ha puntato ad applicare aliquote diverse a seconda del reddito, arrivando ad applicare quella massima dello 0,8 per cento sui redditi superiori ai 75 mila euro. Sono invece previste soglie di esenzione fino a 15 mila euro (contro i precedenti 33.500 euro).

Quanto si paga nel proprio Comune

Il Ministero delle Finanze ha predisposto una cartina interattiva attraverso la quale scoprire quale sia l’aliquota comunale Irpef pagata nel proprio Comune.

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