Abolizione IMU Prima Casa: una Sciagura

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Alfano gioisce, Berlusconi gongola e Letta tira un sospiro di sollievo. L’imu sulla prima casa è stata finalmente abolita, il governo non è più in pericolo. Ma il Pdl e l’esecutivo sono gli unici “soggetti” che possono ritenersi soddisfatti da questa operazione. Per tutti gli altri è una sciagura. Ecco perché.

1. L’abolizione dell’Imu è una bugia. Ciò che ha fatto il governo delle larghe intese è stato semplicemente cambiare il nome all’Imu prima casa. Un’operazione simile a quella del dopo-referendum del 1993, quando gli italiani votarono contro il finanziamento pubblico ai partiti e si ritrovarono con l’obbrobrio del rimborso che tutt’ora regala decine di milioni a Berlusconi e co. Ad ogni modo, la bugia sta nel fatto che, sì, non pagheremo più l’Imu sulla prima casa, ma pagheremo una nuova tassa nel 2014, la Service Tax che, tra le altre cose, servirà per colmare il buco della soppressione dell’Imposta Municipale Unificata.

2. E’ iniqua. La Service Tax, infatti, verrà pagata da tutti i residenti, indifferentemente dal fatto che siano proprietari o meno della casa, in quanto serve a finanziare servizi di cui tutti fruiscono, come la raccolta dei rifiuti. Ma se la Service Tax servirà a coprire il buco lasciato dall’abolizione dell’Imu, è intuitivo che ne farà le spese anche chi, con l’Imu, non c’entrava niente, come gli affittuari. Sicché capiterà che una tassa destinata ai ricchi (proprietari di casa) verrà pagata anche da chi ricco non lo è per nulla (affittuari di casa). Certo, l’imposta sulla prima casa era pagata anche da gente indigente, e per loro sarà un sollievo (forse, vedi punto successivo), ma si poteva intervenire solo su di loro, senza sgravare dall’Imu anche persone come Brunetta e Schifani.

3. E’ costosa. Non è detto che alla fine il passaggio da una tassa all’altra faccia risparmiare denaro. Anzi, in questo caso è probabile il contrario. La Service Tax sarà una tassa in mano ai comuni, che saranno liberi di impostarla come meglio credono. In alcuni comuni si pagherà di più, in altri comuni si pagherà di meno. E’ logico pensare che nei comuni in dissesto, si pagherà una Service Tax salatissima. Dunque ai residenti di quel comune il passaggio non è servito a nulla. Ha peggiorato solo le cose.

4. Fa arrabbiare l’Unione Europea. Molti sbotteranno in un “ma chissene…” Eppure è sempre bene non fare infuriare troppo l’Unione Europea visto che è in sue potere imporci politiche fiscali catastrofiche (vedi Governo Monti). L’immagine che i media nazionali stanno dando dell’abolizione dell’Imu è altamente incensoria: l’impressione è che i contribuenti risparmieranno un sacco di soldi. Abbiamo visto che non è così, ma l’Ue in ogni caso la sta percependo come una misura di deficit spending: rischieremmo, secondo le grandi menti europee, di sforare il limite del 3% del deficit.

5. E’ un disastro politico. L’unico vincitore è Silvio Berlusconi. Può dire di aver abolito l’Imu (tanto vaglielo a spiegare ai suoi elettori che è una bugia), può dire di aver rispettato la promessa pronunciata in campagna elettorale e tutto questo nonostante il Pd, che si sta prendendo nel frattempo gli anatemi di mezzo elettorato di sinistra, dotato di paraocchi meno occludenti rispetto a quelli dei destrorsi.