A Davos, il meeting annuale del World Economic Forum

Tutti gli occhi degli analisti e degli investitori sono puntati su Davos, stazione sciistica svizzera dove inizia oggi il consueto meeting annuale del World Economic Forum.

La Quarta Rivoluzione Industriale

All’evento, che si concluderà il 23 gennaio, parteciperanno esponenti di primo piano della politica e dell’economia internazionale. Sul tavolo numerose tematiche, tra le quali il terrorismo internazionale, i flussi migratori, il crollo dei prezzi del petrolio, il clima, la crescita economica mondiale, il tramonto dei Brics, l’incremento delle disuguaglianze, già esplose negli ultimi 25 anni a causa degli effetti mal gestiti di globalizzazione e innovazione tecnologica, e soprattutto la “Quarta Rivoluzione Industriale”, ovvero i cambiamenti imposti dalla rivoluzione digitale. Tematiche non da poco viste le implicazioni stimate.
Klaus Schwab, ideatore, fondatore e presidente esecutivo del Wef commenta con queste parole: «La velocità, l’entità e la natura sistemica di questa profonda trasformazione della manifattura e dei servizi possono avere un effetto dirompente in tutti i settori economici e sociali: tra cui la perdita di 5,1 milioni di posti di lavoro nei prossimi cinque anni nelle 15 principali economie che rappresentano il 65% della produzione globale a causa dell’introduzione di robot e intelligenza artificiale. L’obiettivo del Meeting è formulare una comprensione condivisa dei cambiamenti».
Le precedenti rivoluzioni industriali si collocano nel 1784 con la realizzazione della macchina a vapore, la nascita dell’industria e delle macchine; nel 1870 con l’avvento dell’elettricità, della divisione del lavoro e delle produzioni di massa; nel 1969 con lo sviluppo dell’elettronica, della tecnologia dell’informazione e delle produzioni automatizzate. La quarta rivoluzione industriale vedrà, invece, la diffusione dell’intelligenza artificiale, delle stampanti tridimensionali, dei mezzi di trasporto senza pilota e l’implementazione nella ricostruzione dei tessuti umani e nella genetica.

I protagonisti

Parteciperanno al summit e alle oltre 300 sessioni di lavoro previste, una cinquantina di capi di stato e di governo e 2.500 tra docenti universitari, ceo di banche e multinazionali, manager, leader della società civile, scienziati, religiosi ed artisti. Citiamo tra gli altri il presidente della BCE Mario Draghi, il direttore generale dell’FMI Christine Lagarde, il premier britannico David Cameron, il primo ministro francese Manuel Valls, il premier greco Alexis Tsipras, il Segretario di Stato USA John Kerry, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, il capo del Governo canadese Justin Trudeau, il primo ministro turco Ahmet Davutoglu, i Governatori delle Banche centrali di Francia, Inghilterra, Svizzera, Russia, Canada, Arabia Saudita, Giappone e India.
Il nostro Paese sarà rappresentato dai ministri Pier Carlo Padoan e Paolo Gentiloni. Tra i capi d’azienda italiani, invece, ci saranno Emma Marcegaglia (presidente Eni), Francesco Starace (amministratore delegato e direttore generale Enel), Claudio Descalzi (a.d. Eni), Mario Greco (ceo Generali), Carlo Messina (Consigliere Delegato e Chief Executive Officer Intesa Sanpaolo), Giuseppe Recchi (presidente Telecom), Alberto Nagel (a.d. Mediobanca), Fabio Gallia (amministratore delegato e direttore generale Cassa Depositi e Prestiti), Francesco Caio (amministratore delegato e direttore generale del gruppo Poste Italiane S.p.A.).

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