Le 5 bugie della Politica sull’Economia

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Quando, qualche settimana fa, Beppe Grillo chiese a Napolitano un incontro per convincerlo “a dire la verità sullo stato dell’economia italiana” si è dimenticato, o forse non ha reputato necessario, smentire tutte le frasi false e ambigue che, a mo’ di mantra, la politica governativa ripete quando parla della crisi che attanaglia l’Italia e l’Europa. Le frasi fatte sono tantissime e, se prese alla lettere (alcune anche quando non prese alla lettera) sono piuttosto ingannevoli. Ecco una lista esaustiva.

Abbiamo messo i conti in ordine

Quante volte l’abbiamo sentita? Ultimamente è il turno di Letta, che sbandiera i risultati come se fossero il grimaldello che ha aperto l’Europa a un allentamento del rigore. Diamo un’occhiata ai dati: debito pubblico salito a 2.074 miliardi, deficit del 2,9% sul Pil. Di ordinato, c’è solo la tendenza al disastro. I sostenitori di questa fesseria direbbero “sì, ma siamo scesi sotto il 3”. Ebbene, tale soglia è arbitraria, decisa dall’Ue sulla base di teorie fallaci, e certamente non rivela dei conti in ordine.

Altrimenti finiamo come la Grecia

La frase è preceduta in genere da un richiamo ai sacrifici che gli italiani hanno compiuto o devono ancora compiere. Lo spettro ellenico è agitato a mo’ di ricatto. Eppure nel 2012 l’Italia ha versato sangue a vagonate e ancora questa frase va di moda. Dunque si tratta di una bugia, anche perché, come tutti gli economisti di buona fede sanno, uno Stato rischia il default quando non riesce a piazzare i titoli di Stato e in genere non riesce a piazzarli quando la sua crescita è troppo debole. Mica quando non impone una pressione fiscale del 50%.

Monti ha fatto abbassare lo spread

Una “verità”, questa, gridata a gran voce soprattutto dagli uomini di Scelta Civica, sebbene sia stata sulla bocca degli altri schieramenti almeno fino a dicembre. Monti non è responsabile della discesa dello spread o, per meglio dire, lo è solo in minima parte. Basta sovrapporre l’andamento degli interessi sui titoli di Stato con le manovre sanguinarie del governo dei tecnici. Eccetto che nei primi mesi (insediamento, decreto Salva-Italia) non vi è coerenza tra i due parametri. La verità è che è stato Mario Draghi ad abbassare lo spread. Lo ha fatto grazie all’OMT (piano di acquisto dei titoli nazionali da parte della Bce) al LTRO (che ha aumentato la percentuale di debito interno dei vari paesi) e a qualche dichiarazione azzeccata.

La ripresa è vicina

Questa frase non è totalmente confutabile, visto che nessuno ha la palla di vetro. Tuttavia, dato che la ripresa viene annunciata per fine anno ormai dal 2012, torna in mente la barzelletta del sms che recita “Arrivo tra 10 minuti; se tra 10 minuti non sono arrivato, rileggi il messaggio”. La verità è che non ci sarà ripresa senza un cambio di politica economica da parte di Ue e Bce. Un cambio che, possibilmente, vada nella direzione espansiva intrapresa da Usa e Giappone e che sta dando i suoi frutti già nel breve termine.

Abbiamo fatto i compiti a casa, l’Europa ci premia

Bugia nuova di zecca, escogitata da Enrico Letta per dimostrare agli italiani che a Bruxelles non ci va solo per passeggiare. Secondo l’attuale Presidente del Consiglio, l’Unione Europea ci permetterà di spendere per finanziare la crescita, come premio per aver “messo i conto in ordine” (vedi bugia n.1). Nei fatti, l’Europa ci permetterà di stare sul 2,9%, che non è un premio poiché il tetto al di sopra del quale scattano le sanzioni è quello del 3%. In estrema sintesi, l’Ue ci “concede” quello che ci ha sempre concesso, e che è costato tanti sacrifici agli italiani. Se è un premio questo….