300 licenziamenti per Twitter: la situazione continua a peggiorare!

Purtroppo nel mondo online si può partire dal nulla e costruire un impero, ma riuscire a perderne il controllo e a farlo crollare nel giro di pochissimo tempo. Per Twitter la situazione è sempre più pericolosa. Sono stati annunciati altri 300 licenziamenti per abbattere i costi.

300 licenziamenti evitabili grazie ad un acquirente. Chi è disposto a farlo?

La società è disponibile a “vendersi”. Tanti i pretendenti che si sono dichiarati per l’acquisto della società “cinguettante” e altrettanti che si sono tirati indietro. Recentemente aveva contattato una banca d’affari per farsi aiutare nella ricerca di un acquirente. Perfino Walt Disney si era fatta avanti e l’acquisto l’avrebbe potuta giovare vista la carenza della società animata sui social network. 300 licenziamentiUna curiosità è il legame preesistente tra le due società: il fondatore di Twitter, Dorsey, è stato anche colui che ha spinto per lanciare e poi portare la Pixar al successo nel 2006.
Anche ieri il titolo nella borsa di New York ha chiuso in perdita,  -0,33 per cento, 18,03 dollari per azione. Certo un piccolo calo, ma costante, che l’ha portata a perdere circa il 41% dall’inizio dell’anno.
Nel 2013 il valore di Twitter si aggirava attorno ai 53 miliardi. Oggi si aggira sui 12 miliardi.

Perché i 300 licenziamenti? Perché si è esaurito il trend di Twitter?

Tante le motivazioni. In partenza non era piaciuto proprio a tutti. In particolare tra i ragazzi, 140 caratteri era troppo poco per esprimersi. In primis Twitter veniva ed è utilizzato per seguire personaggi famosi o enti istituzionali, per avere un contatto più diretto ed istantaneo. E’ stato poi rilanciato da alcuni programmi televisivi molto in voga con la storia di hashtag precisi. Tuttavia con il sempre più virale Snapchat con l’utilizzo delle storie e dell’ormai stabile Instagram, acquisito da Facebook, il campo dei social media è più difficile da conquistare. La quota di mercato dedicata all’uccellino blu continua e molto probabilmente continuerà a rimpicciolirsi.

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