Ecco 3 Alternative Per Chi Non Può Chiedere Dei Prestiti

In Italia il credit crunch, la stretta al credito, è un problema molto sentito e molto grave. E’ sentito perché le famiglie non riescono ad accedere a prestiti personali e mutui, è grave perché se una impresa non riesce a finanziarsi chiude – e licenzia.

Il problema è addirittura più grave per alcune categorie di persone: coloro che non possono accedere ai prestiti per “definizione”. Sono quegli individui iscritti alla lista nera del credito, il Registro dei Cattivi Pagatori e dei Protestati. Chi non paga le rate viene inserito in questo speciale registro, al quale hanno accesso la maggior parte degli istituti di credito. E’ un modo, per questi ultimi, di tutelarsi contro il rischio di perdita del capitale.

Qualche possibilità rimane però anche ai “dannati”. Alcune forme alternative di finanziamento sono messe a disposizione dalle banche più generose.

Cessione del quinto dello stipendio

Questa forma previene il rischio di insolvenza. Chi riceve il prestito non è chiamato a pagare le rate, perché queste gli vengono trattenute direttamente dalla busta paga. Ovviamente la trattenuta non deve corrispondere necessariamente al 20% del salario. Semplicemente la parola “quinto” indica la soglia massima del prelievo. A fare da garante, in un certo senso, è il datore di lavoro, a cui è deputato il versamento vero e proprio delle rate. Per questo motivo deve apporre la sua firma “accanto” a quella della persona finanziata.

Prestito ipotecario

Anche questa forma di finanziamento ha lo scopo di prevenire e neutralizzare il rischio di insolvenza. La particolarità è che a garanzia non è posto lo stipendio, ma una ipoteca. Nello specifico, l’ipoteca su un immobile già di proprietà del soggetto che riceve il finanziato. Ciò vuol dire se questi si rivela insolvenza e smette di pagare le rate, l’istituto può rifarsi sull’immobile, imponendone la vendita e trattenersi per se parte dei ricavi. Per questo motivo, in genere i prestiti ipotecari non consentono importi molto elevati. Generalmente il tetto è di 50.000 euro. Il periodo di ammortamento va dai 5 ai 25 anni. Fa eccezione il mutuo ipotecario: in questo caso il limite può essere superato perché in ipoteca viene posto l’immobile a cui è applicato il mutuo.

Prestito con garante

La particolarità di questa forma di prestito è molto intuitiva. La garanzia contro il rischio di insolvenza è data… da un garante. Una persona terza che risponde in caso di mancato pagamento delle rate. E’ una sortita di prestito a tre. Ovviamente, il garante deve godere di una situazione economica perfetto. Non a caso i requisiti chiesti al garante sono in genere più stringenti di quelli chiesti a un normale cliente per un normale prestito.

Queste tre alternative rispondono alle esigenze dei contribuenti borderline. Ogni alternativa, in particolare, consente di bypassare un ostacolo. Il prestito tramite cessione del quinto, supera l’impedimento provocato dalla pura e semplice mancanza di credibilità – creditizia, si intende – la quale viene compensata dalla presenza di un reddito fisso. Il prestito ipotecario è invece utile per chi possiede un immobile ma non ha alcun reddito. Il prestito con garante invece interviene in quelle situazione caratterizzate dalla mancanza di tutte e tre questi elementi.